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La strategia di Giuseppe Scopelliti e il "favore" della direttrice del carcere

C’è anche l’ex presidente della Regione Calabria tra i detenuti “favoriti” dall’ex direttrice del carcere Maria Carmela Longo. Pur non essendo condotta oggetto di contestazione per il pm denoterebb…

Pubblicato il: 26/08/2020 – 18:40
La strategia di Giuseppe Scopelliti e il "favore" della direttrice del carcere

di Fabio Papalia
REGGIO CALABRIA «Ribadendo che non si tratta di elementi posti alla base del capo A), ciò che va ancora una volta valorizzato è l’atteggiamento ben lontano dal ruolo istituzionale ricoperto che la direttrice Longo ha assunto in favore del detenuto Giuseppe Scopelliti». Nell’ordinanza di misura cautelare con cui il gip Domenico Armaleo ha disposto gli arresti domiciliari, per la sola accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, nei confronti dell’ex direttrice del carcere di Reggio Calabria, Maria Carmela Longo, un capitolo è dedicato all’interessamento della Longo per il detenuto Giuseppe Scopelliti.
Si tratta di una vicenda che lo stesso pm riporta con l’avvertenza che «pur non essendo una condotta oggetto di contestazione appare utile, anche al fine di delineare la personalità dell’indagata, dare conto degli esiti dell’informativa di reato del Ros dei Carabinieri».
Nell’ottobre 2018 i Ros captano delle conversazioni tra la Longo e Consolato (Tino) Scopelliti, fratello di Giuseppe Scopelliti, l’ex sindaco di Reggio Calabria ed ex presidente della Regione Calabria, che a quel tempo era ristretto al carcere di Arghillà per effetto della sentenza di condanna nel processo “Fallara”. La conversazione tra i due ha ad oggetto l’autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa esterna ai sensi dell’art. 21 dell’ordinamento penitenziario.
FAVORE A UN DETENUTO D’ECCELLENZA «Ciò che si rileva in modo univoco – si legge nell’ordinanza – è l’impegno profuso dalla Longo per agevolare il più possibile il buon esito della richiesta di accesso al lavoro, di cui la direttrice si occupa in prima persona e tempestivamente prima del suo imminente trasferimento». In particolare la Procura cita una conversazione sull’utenza telefonica di Tino, nel corso della quale la Longo chiedeva al difensore di Scopelliti di trasmetterle subito la documentazione a supporto della richiesta di autorizzazione al lavoro, ossia «la disponibilità da parte della polizia provinciale» a impiegare Scopelliti, in quanto «sono quelle cose che sto facendo di corsa perché forse sono trasferita».
“Una corsa contro il tempo” secondo la Procura, perché «la Longo ci tiene a lasciare la città di Reggio Calabria facendo l’ennesimo favore a un detenuto d’eccellenza».
L’interessamento della Longo sarebbe stato confermato da una conversazione tra Giuseppe Agliano, fedelissimo di Scopelliti, e Tino Scopellliti, nel corso della quale Agliano informa il fratello dell’ex presidente Scopelliti che la direttrice aveva anche già parlato nella giornata di sabato (20 ottobre 2018) con Barbara, la moglie di Giuseppe Scopelliti, spiegandole «quello che bisogna fare». Vi sono tracce di altri contatti telefonici tra Agliano e la Longo. L’attivissimo Agliano intercettato in auto riferisce a Tino che «tra l’altro là c’è la sorella» di un avvocato, ossia una assistente sociale impiegata presso il dipartimento amministrazione penitenziaria – ufficio esecuzione penale esterna, ovvero l’ufficio che si occupa della predisposizione dei programmi di svolgimento dell’attività lavorativa autorizzata dal magistrato di sorveglianza e della supervisione sul rispetto dello stesso programma da parte del detenuto.
Nei giorni 29 e 30 ottobre 2018 vengono registrate una serie di telefonate tutte aventi a oggetto l’esito dell’istanza in favore di Giuseppe Scopelliti. L’avvocato, fratello dell’assistente sociale, informa Tino che «quella pratica è tutto a posto, è stata evasa positivamente e tutti i documenti sono a posto», poi Agliano avvisa Tino «che le notizie sono molto, molto buone», il 30 ottobre nella telefonata tra Longo e Agliano quest’ultimo chiede notizie alla direttrice «ancora non vi hanno risposto?», la quale pensando al trasferimento dapprima risponde di non avere avuto comunicazioni ufficiali, poi risponde di non sapere nulla perché «non metto piede da sabato ad Arghillà».
L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO L’attivissimo Agliano il 14 novembre 2018 contatta il direttore dell’associazione “Nuova Solidarietà” chiedendo di «preparare la disponibilità» a impiegare al lavoro esterno Scopelliti, in quanto «la direzione del carcere» aveva bisogno di «tre o quattro disponibilità di associazioni di volontariato».
L’associazione “Nuova Solidarietà”, destinata a impiegare Scopelliti al lavoro esterno, è oggetto di una conversazione dell’11 dicembre 2018 tra Agliano e Tino Scopelliti, il quale spiegando al fedelissimo Peppe Agliano che il fratello non avrebbe potuto ricevere visite sul posto di lavoro, gli esterna il timore che qualcuno cercherà «di fotterlo», ma Agliano lo rassicura che di tanto in tanto avrebbero potuto far visita al detenuto, asserendo che «là sono amici».
L’INCONTRO A SAN PIETRO Anche a dicembre 2018 proseguono i contatti tra Longo e Agliano, i quali concordano di incontrarsi il 20 dicembre presso il carcere di San Pietro (Panzera). Dalle investigazioni del Ros emerge che all’incontro con la direttrice avrebbe partecipato anche il fratello di Scopelliti, Tino. Quest’ultimo e Agliano, terminato l’incontro, risalgono in auto dove dapprima Tino riferisce l’intenzione di voler contattare un giornalista per pubblicizzare l’inerzia degli uffici giudiziari preposti a decidere sull’istanza al lavoro esterno avanzata dal fratello, poi svela ad Agliano che tempo addietro avrebbe suggerito alla direttrice Longo come strutturare il programma lavorativo del fratello detenuto, per agevolare quest’ultimo a rimanere il sabato pomeriggio presso l’abitazione di residenza.
Il magistrato di sorveglianza, però, tradisce le aspettative poiché concede l’autorizzazione al al lavoro esterno, come riferisce la Longo ad Agliano il 27 dicembre 2018, «però dobbiamo rifare tutto… perché ha escluso il sabato a casa».
STRATEGIA ELABORATA CON GIUSEPPE SCOPELLITI «Di grande intensità – scrive ancora il pm – è lo sforzo profuso dalla direttrice anche nel gennaio 2019, con riguardo all’istanza di affidamento ai servizi sociali» di Scopelliti, misura ancora meno afflittiva del lavoro esterno. Siamo al 18 gennaio 2019, la direttrice fa il punto della situazione con Tino, rassicurandolo di avere chiacchierato con Giuseppe Scopelliti per un paio d’orette (ovviamente in carcere) e di avere elaborato con lui una strategia.
L’EX PRESIDENTE OTTIENE LA SEMILIBERTÀ L’ex presidente della Regione Calabria, ha ottenuto la semilibertà nel novembre 2019. Scopelliti sta scontando nel carcere di Arghillà una condanna a 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in bilancio, per fatti commessi quando era sindaco di Reggio Calabria. Nel febbraio 2019 aveva ottenuto il beneficio del lavoro esterno (presso l’associazione Nuova Solidarietà) e doveva tornare in carcere all’ora di pranzo, da novembre dello scorso anno ha potuto lasciare il carcere la mattina e farvi rientro alle 21, tranne sabato e domenica, giorni da poter trascorrere interamente a casa. (redazione@corrierecal.it)

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