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L’Abramo annuncia il licenziamento di 107 dipendenti

L’azienda ha avviato la procedura per i lavoratori della sede di Crotone. Persa la commessa con il “Comune di Roma”. Ugl Telecomunicazioni: «Il Consorzio Leonardo rispetti la clausola della territo…

Pubblicato il: 01/09/2020 – 15:13
L’Abramo annuncia il licenziamento di 107 dipendenti

CATANZARO L’azienda Abramo ha aperto le procedure di licenziamento collettivo nei confronti di 107 lavoratori del sito di Crotone impegnati nella gestione della commessa “Comune di Roma”. Lo rende noto l’Ugl Telecomunicazioni Calabria che ha ricevuto una comunicazione dalla stessa azienda. «La gara per la gestione di questa attività – scrive il sindacato – è stata aggiudicata dalla società di servizi Consorzio Leonardo che, alla data odierna, non ha ben chiarito la volontà di applicare le clausole sociali nel rispetto del criterio di territorialità. L’applicazione delle clausole sociali, come tutti sanno, è uno strumento finalizzato a proteggere i lavoratori proprio nei casi in cui si verifichino cambi di appalto».
Secondo l’Ugl, «il silenzio che si è generato attorno ai 107 lavoratori Abramo nel sito di Crotone si è oggi purtroppo materializzato in una comunicazione che preoccupa la nostra organizzazione sindacale e che farà scaturire da parte nostra tutte le azioni necessarie per evitare un’ulteriore emorragia occupazionale nel territorio calabrese. Teniamo pertanto a sollecitare, da parte del Consorzio Leonardo, il rispetto dell’applicazione delle clausole sociali e della territorialità dell’attività». L’Ugl Telecomunicazioni Calabria esorta le istituzioni, «a tutti i livelli, a garantire a livello regionale ed al livello nazionale, un’interlocuzione finalizzata a fugare ogni dubbio rispetto ad un sereno passaggio di consegne che non mortifichi il buon lavoro svolto negli anni da questi 107 lavoratori calabresi».
FERRO: ISTITUIRE UN TAVOLO TECNICO «Aprire un tavolo tecnico presso il ministero del Lavoro per occuparsi del destino di 107 lavoratori del sito industriale di Crotone della società “Abramo Customer Care”, impegnati nella gestione della commessa “Roma Capitale” aggiudicata alla società di servizi “Consorzio Leonardo”. Essendo stato comunicato l’avvio della procedura di licenziamento, è necessario assicurarsi che il nuovo appaltatore applichi le clausole sociali, assorbendo i lavoratori che hanno lavorato in questi anni alla commessa e mantenendo l’attività a Crotone, nel rispetto del criterio di territorialità». E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che spiega: «Ancor di più in un momento di crisi come questo del post-covid, deve essere prioritario salvaguardare più di cento posti di lavoro, che questa parte del territorio calabrese non può permettersi di perdere. Per questo chiediamo che il governo attivi immediatamente un tavolo di crisi che coinvolga le aziende e i sindacati».
I SINDACATI: APPLICARE LA CLAUSOLA SOCIALE «Allo stato attuale l’azienda Abramo Customer Care non è in grado di garantire misure in grado di fronteggiare le conseguenze sul piano sociale della riduzione del personale né in grado di riallocare le risorse su altre commesse. Il prossimo martedì 8 settembre ci sarà il primo incontro col subentrante per discutere dell’applicazione della clausola sociale». A sostenerlo è una nota della segreterie di Slc-Cgil Calabria diramata dopo che le segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno ricevuto la comunicazione della procedura di licenziamento collettivo per 107 lavoratori a causa del cambio di appalto della commessa Roma Capitale. «L’attenzione – è detto nella nota di Slc-Cgil – è sempre stata altissima su questo appalto e lo dimostrano le numerose richieste di incontro effettuate con i committenti, con i subentranti e in ultimo anche con la stessa azienda. Consorzio Leonardo si è aggiudicato il bando di gara per gestire la commessa Roma Capitale (e non solo) che impatta 107 lavoratori sul territorio di Crotone, ed è stato proposto nel frattempo anche un ricorso avverso l’aggiudicazione che è stato vinto dal Consorzio, pertanto è stata confermata l’aggiudicazione. Ma non sono intenzionati ad applicare la clausola sociale ma a offrire il mantenimento su Roma. I lavoratori del sito di Crotone con contratti per lo più di 20 ore settimanali si troverebbero davanti a un trasferimento a più di 600 chilometri che li farebbe di certo rinunciare al posto di lavoro». «Come già accaduto più volte nel 2019 e nel 2020 e come affermato nel comunicato unitario del 26 agosto a firma delle segreterie regionali calabresi – afferma Alberto Ligato, segretario regionale Slc- Cgil – vigileremo affinché venga correttamente applicata la clausola sociale nei call center in modo tal che vengano garantiti i livelli occupazionali.Stiamo tenendo alta l’attenzione su questo appalto fin dalla sua assegnazione e lo testimoniano le varie richieste di incontro ottenute con i committenti e con i subentranti, non da ultimo quello previsto per giorno 8 settembre. Ritengo, alla luce delle dichiarazioni di applicazione di clausola sociale fatte dall’azienda subentrante, quantomeno inopportuna l’apertura di una procedura di licenziamento collettiva, considerato che come di consuetudine consolidata le clausole sociali si concludono con il passaggio in seguito a dimissioni volontarie, sia Abramo che il territorio di Crotone dovrebbero averne ricordo visto che meno di un anno fa sono stati coinvolti in questa procedura 23 lavoratori».
LA DIFESA DI ABRAMO: «NON RISULTA POSSIBILE REIMPIEGARE IL PERSONALE» «Non risulta allo stato possibile il reimpiego del personale su altra commessa». Così la Abramo Customer Care spiega, nella comunicazione inviata ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, la decisione di avviare le procedure di licenziamento di 107 dipendenti del sito di Crotone impiegati nel servizio “Roma Capitale” che da giorno 1 ottobre sarà gestito dal nuovo appaltatore, il Consorzio Leonardo. L’azienda calabrese nella sua nota spiega: «I motivi che hanno determinato la decisione di procedere con la risoluzione del rapporto di lavoro di tutti i 107 lavoratori dipendenti in forza sulla Commessa “Roma Capitale” vanno rinvenuti nella constatazione di un cambio appalto sulla commessa con conseguente cessazione dell’attività stessa».
Quindi elenca i motivi per i quali il personale non può essere reimpiegato: «mancanza di volumi di traffico su altre commesse ad oggi lavorate, tali da ritenersi congrui per eventuali assorbimenti di personale; impossibilità economico-finanziaria nel sostenere gradi di inefficienza e/o improduttività, a fronte di equilibri di bilancio da parte dell’Azienda significativamente problematici; ragioni tecnico-operative che hanno allo stato previsto pianificazioni tali da non avere né spazi né tempi per una prosecuzione del rapporto di lavoro».
Un passaggio della nota della Abramo ai ministeri riguarda la clausola sociale alla quale è legato il futuro dei 107 dipendenti. La Abramo sottolinea che il Consorzio Leonardo ha «con comunicazione del 29 luglio 2020 espressamente dichiarato di voler applicare le clausole sociali di cui al Contratto collettivo nazionale di lavoro, con ciò rappresentando la volontà di riassumere, all’atto del suo subentro nell’appalto, tutti gli addetti alla commessa. Allo stato l’azienda – conclude – non è in grado di garantire misure per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale della riduzione del personale, né, come sopra già rilevato, è in grado di riallocare le predette risorse su altre commesse».

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