Dall’acquario alle fabbriche “green”, le promesse e i progetti per «cambiare il volto» di Vibo Marina
È l’ex area Basalti il punto di partenza dell’ultimo progetto. Ma sullo sfondo restano il maxi intervento di Cascasi e l’ex Italcementi, tra “sogni” infranti e cantieri ancora sulla carta

VIBO MARINA La strada scelta per il rilancio sembra essere una sola: il turismo. D’altronde che il principale porto della Costa degli Dei, meta turistica ambita ormai a livello internazionale, non riesca a tenere il passo delle località vicine è un’onta ormai certificata. Vibo Marina continua ad essere quel buco nero in cui lo sviluppo si perde in una spirale fatta di conflitti, intrecci di competenze e incapacità di imprimere il cambio di passo decisivo. Ci sta provando il sindaco della città Vibo Valentia Enzo Romeo, scontrandosi con i delicati equilibri tra sviluppo economico e vocazione turistica, come dimostra il caso dei depositi costieri. Ma questi ultimi rappresentano solo uno dei tasselli, seppur imprescindibile – come è stato ribadito ultimamente -, di un percorso ben più ampio, costellato di progetti, promessi e anche “sogni” infranti.
La novità: un acquario comunale da 8 milioni di euro
L’ultimo progetto in ordine cronologico è l’acquario comunale che dovrebbe sorgere nell’area ex deposito costiero Basalti Energia, ad oggi abbandonata e in preda al degrado. Cemento e sporcizia che si sono impadroniti di una zona adiacente a mare e spiaggia che, invece, potrebbe ospitare ogni estate migliaia di turisti. Palazzo Luigi Razza, proprio la settimana scorsa, ha approvato il Dip, il Documento di indirizzo alla progettazione, con cui si avvia l’iter per la grande opera che dovrebbe, sulla carta, rappresentare una svolta per Vibo Marina, parola del sindaco Enzo Romeo: «cambiare il volto» della frazione tramite un polo turistico e attrattivo da circa 8 milioni di euro, finanziato dal Contratto istituzionale di sviluppo “Calabria – Svelare Bellezza”.

Il progetto dell’imprenditore Cascasi
Un’opera che, quando e se si realizzerà, potrebbe inserirsi in una Vibo Marina già profondamente “trasformata”. È quello che si auspica l’imprenditore Franco Cascasi, che da anni porta avanti il suo maxiprogetto da 27 milioni di euro complessivi. Dopo la concessione demaniale da parte dell’Autorità portuale, alcuni lavori sono già partiti: il sogno di Cascasi prevede un nuovo approdo turistico, il Marina Resort, con oltre 300 posti barca, oltre a servizi di accoglienza, ospitalità e ristorazione. E ancora: un cantiere nautico, due hotel e l’ammodernamento della Rada. Un intervento imponente che, come più volte ha sottolineato l’imprenditore, resta però vincolato alla visione che verrà delineata per il futuro del porto.


Pennello ed ex Italcementi: il sogno (infranto) del Parco polivalente
Per lo sviluppo di Vibo Marina restano anche due nodi irrisolti: le ataviche questioni dell’ex Italcementi e del Quartiere Pennello. Se per quest’ultimo i lavori, seppur iniziati, sono fermi al palo, per il primo restano le promesse infrante: solo 5 anni fa veniva annunciato in pompa magna il “sogno” di un parco polivalente, un investimento da 200 milioni di euro con all’interno un parco acquatico, un’area commerciale, addirittura un’università del turismo. Un’utopia che aveva illuso e fatto credere che Vibo Marina potesse davvero avere la sua svolta turistica. Più fattibile sembrava invece la fabbrica “green” del progetto “Ezinex” per la riconversione di una parte dell’area destinata al riciclo dei sottoprodotti della produzione dell’acciaio in materie prime.
Il nodo della Meridionale Petroli
Un tema che si intreccia inevitabilmente a quello della delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli. Dopo lo scontro con i vertici della società, il sindaco Enzo Romeo ha continuato a tessere la trama burocratica per cercare di sbloccare la situazione, forte anche – a suo dire – del supporto (almeno teorico) di Autorità Portuale e Ministero delle Infrastrutture, dove si attende il tavolo annunciato dal primo cittadino all’ultimo Consiglio comunale. Mentre continua il braccio di ferro con la società, forte dalla sua del rinnovo della concessione e di un atto di sottomissione non vincolante, il sindaco non ha preso bene la visita in “silenzio” del vicepresidente della Regione Filippo Mancuso, che ha visitato insieme all’ex sindaca Maria Limardo i depositi costieri. In una nota Romeo ha sottolineato lo “sgarbo” istituzionale, ma anche ribadito di come nei giorni scorsi «altri piccoli ma importanti tasselli sono stati aggiunti per raggiungere l’obiettivo fortemente voluto da tutti». (ma.ru.)
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