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l’intervista

Mariella Nava a Cosenza: «La canzone d’autore non morirà mai»

Nella casa delle Culture, la cantante è protagonista di una serata intima tra racconto, canzoni e gli interventi musicali di Sasà Calabrese e Salvatore Cauteruccio

Pubblicato il: 20/05/2026 – 7:41
di Fabio Benincasa
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Mariella Nava a Cosenza: «La canzone d’autore non morirà mai»

COSENZA Canto, suoni e racconti. E’ straordinaria l’atmosfera che si crea nella casa delle Culture di Cosenza che prosegue nel solco degli eventi del calendario Agorà – Connessioni d’autore diretto da Vera Segreti. Mariella Nava è protagonista di una serata intima tra racconto e canzone. L’artista intreccia la propria voce e la propria sensibilità con le riflessioni egli interventi musicali di Sasà Calabrese e Salvatore Cauteruccio, accompagnando il pubblico in un percorso di memoria, emozioni e musica d’autore italiana. Mariella Nava, è una delle più raffinate cantautrici e autrici della musica italiana. La sua scrittura, sempre intensa e poetica, l’ha resa negli anni una delle voci femminili più autorevoli della canzone d’autore italiana. Un momento culturale vivo, aperto e partecipato, dove musica e parola si fondono in un dialogo capace di attraversare ricordi e riflessioni contemporanee. La voce di una donna del Sud, che non ha dimenticato le proprie radici, come racconta in una intervista al Corriere della Calabria.

Voci, suoni e parole. Come nasce il suo spettacolo?

«E’ il mio racconto, il racconto nell’arte, la volontà sempre di metterci il vissuto, di metterci quello che la vita mi ha insegnato e continua a insegnarmi. E’ bello tornare a Cosenza. Tutto ruota intorno alla canzone, che sembra poca cosa, ma così poi non è. Non sono solo canzonette, come diceva nella sua canzone Edoardo Bennato. Essere nella Casa delle Culture è un piacere, la parola cultura suggerisce impegno, come quello che mette appunto Agorà con Vera Segreti».

La musica è cambiata, c’è ancora spazio per la canzone d’autore?

«Non ho mai distinto tra musica vecchia e nuova, penso che sia semplicemente musica. Fa sognare, non è e non sarà mai desueta. Lo dimostrano i migliori compositori del passato che nonostante gli anni sono ancora conosciuti, apprezzati in tutto il mondo. La canzone d’autore è quella che ha già vinto in più circostanze e ancora adesso insegna ai ragazzi delle emozioni, sa cosa raccontare. L’altro giorno ho partecipato ad un altro evento, la frase che muoveva lo spettacolo era “direzione ostinata e contraria“, tratta da “Smisurata preghiera” di Fabrizio De Andrè. E allora le chiedo come si fa a dire che sia morta la canzone d’autore? Non mi pare proprio».

Intercettare i più giovani però appare difficile

«Penso sempre che ci sia tempo per riscoprire le cose. I giovani sono molto attenti, studiano, tornano anche quando la vita li ha portati un po’ distanti. Credo che investire nella loro intelligenza sia giusto, non in quella artificiale ma in quella umana che è attiva e vuole conoscere, inventare e progredire».(f.benincasa@corrierecal.it)

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