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«Vogliamo un lavoro stabile e dignitoso». A Lamezia i tirocinanti occupano la statale – VIDEO

Un lungo corteo di manifestanti da Piazza Italia e la stazione ha raggiunto la SS280 per chiedere al Governo «Se non saremo ascoltati aumenteremo la portata delle nostre azioni»

Pubblicato il: 02/10/2020 – 12:24
«Vogliamo un lavoro stabile e dignitoso». A Lamezia i tirocinanti occupano la statale – VIDEO

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Un lungo corteo partito da Piazza Italia e la stazione centrale e diretto allo svincolo autostradale dell’A2 e la SS280. È l’esasperazione e la speranza a guidare decine di manifestanti – scortati dalle forze dell’ordine – e rappresentati dall’Usb Calabria. Tra loro ci sono precari, tirocinanti e lavoratori stagionali, stanchi di attendere da oltre dieci anni una stabilizzazione che garantisca loro «un lavoro dignitoso e stabile».
LA PROTESTA SULLA SS280 Un vero e proprio atto di forza, il culmine arrivato dopo tante promesse – non mantenute – da istituzioni regionali e nazionali. E non è bastata neanche la promessa dei giorni scorsi dell’assessore Orsomarso. «Siamo precari – racconta al Corriere della Calabria Domenico Cortese, delegato Usb Calabria – e ogni anno attendiamo il rinnovo del contratto, senza alcun diritto e senza avere lo stesso contratto da lavoratori subordinati, ricevendo solo gli emolumenti da parte dell’Inps. Dopo dieci anni di promesse e rimpalli, pretendiamo la stabilizzazione senza se e senza ma e il riconoscimento dei nostri dieci anni di esperienza lavorativa».


COVID E SANITA’ Ad incidere sulla già precaria situazione degli oltre 7mila lavoratori è stata anche l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da coronavirus. «Vogliamo la stabilizzazione dei lavoratori della sanità pubblica che, dopo essere stati chiamati eroi, sono costretti ad avere un contratto a tempo determinato. Vogliamo l’internalizzazione di tutti i lavorati impiegati nella pubblica amministrazione, come la raccolta rifiuti, perché i lavoratori non riescono ad ottenere degli emolumenti in tempo dalle aziende private che li assumono la lotta al lavoro nero, l’estensione della Naspi per i mesi non estivi».
LA PROMESSA L’obiettivo è quello di essere ascoltati dal ministero del Lavoro attorno ad un tavolo che porti alla stabilizzazione dei lavoratori. «Oggi – spiegano – siamo sotto dimensionati e quindi potremmo anche aumentare la portata della nostre azioni in altre sedi e in altri luoghi». (redazione@corrierecal.it)

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