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“Orthrus”, in sei rinviati a giudizio: 23 scelgono l’abbreviato

Nuovo step del procedimento della Dda di Catanzaro contro la cosca Iozzo-Chiefari attiva nel Chiaravallese: a operare per il rito alternativo anche l’ex sindaco do Torre Ruggiero Pitaro

Pubblicato il: 06/10/2020 – 21:11
“Orthrus”, in sei rinviati a giudizio: 23 scelgono l’abbreviato

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO Ha scelto il rito abbreviato l’ex sindaco di Torre di Ruggiero, l’avvocato Giuseppe Pitaro, imputato nel procedimento della Dda di Catanzaro denominato “Orthrus” istruito contro la cosca Iozzo-Chiefari attiva nei territori di Torre di Ruggiero, Chiaravalle Centrale e territori limitrofi. La cosca risulta essere federata con i Gallace di Guardavalle e in contrasto con i Procopio-Sia-Tripodi di Soverato. Al vertice del sodalizio vi sono Mario Iozzo, Antonio Chiefari, Giuseppe Gregorio Iozzo, Vito Chiefari, Raffaele Iozzo, Domenico Chiefari, Giuseppe Chiefari, Nicola Chiefari, Marco Sasso, Giuseppe Marco Marchese, Damiano Fabiano e Antonio Rei. Le accuse vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni aggravate, delitti in materia di armi, traffici di stupefacenti, fino all’omicidio.
ABBREVIATO Oltre all’ex sindaco Pitaro, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, hanno scelto il rito abbreviato Marco Calicatrà, Domenico Chiefari, Giuseppe Chiefari, Nicola Chiefari, Pietro Antonio Chiefari, Vito Chiefari, Alexandr Daniele, Stefano Dominelli, Damiano Fabiano, Giuseppe Gareri, Mario Salvatore Gareri, Giovanni Giuseppe Iozzo, Raffaele Iozzo, Andrea Maida, Antonio Maiolo, Claudio Marchese, Giuseppe Marco Marchese, Stefano Pasquino, Antonio Rei, Salvatore Russo, Marta Sanginiti, Fabio Romeo. Per loro il processo proseguirà il prossimo 25 novembre.
ORDINARIO Sono stati rinviati a giudizio, e il processo per loro avrà inizio il prossimo 6 novembre, Antonio Chiefari, Mario Iozzo, Antonio Gullà, Giuseppe Gregorio Iozzo, Luciano Iozzo, Marco Sasso.
OMICIDI Le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Debora Rizza, indicano i fratelli Giuseppe Gregorio Iozzo e Mario, detto “Marino” Iozzo, quali responsabili dell’omicidio di Graziano Allegrotti avvenuto a Chiaravalle Centrale il 9 gennaio 2005 in seguito a una sparatoria alla quale aveva partecipato anche Giulio Cortese (al fianco di Allegrotti). Il conflitto a fuoco sarebbe stato generato da da un litigio intercorso ore prima tra i nipoti di Allegrotti e una coppia di fidanzati. Un litigio che aveva portato alla resa dei conti tra le parti e aveva lasciato una vittima sul campo.
Mario Iozzo, Luciano Iozzo e Giuseppe Gregorio Iozzo vengono inoltre accusati dell’omicidio di Giulio Cortese e della convivente Inna Abramova avvenuto il 27 aprile 2009 a Chiaravalle Centrale. Un agguato a colpi d’arma da fuoco organizzato e premeditato.
APPALTI PUBBLICI Concorso eterno viene imputato a Giuseppe Garieri e Mario Salvatore Garieri, imprenditori edili che avrebbero agevolato le attività economiche della cosca permettendole di introdursi nel ramo imprenditoriale dei lavori edili pubblici. Con i soldi della cosca avrebbero acquistato mezzi d’opera utilizzati per l’esecuzione di lavori lungo il percorso della “Trasversale delle Serre”. Sempre tramite gli Iozzo, i Garieri ottenevano lavori pubblici o subappalti.
Nel collegio difensivo gli avvocati Sergio Rotundo, Vincenzo Cicino, Eugenio Felice Perrone, Vincenzo Savaro, Domenico Pasceri, Francesco Antonio Gareri, Giovanni Russomanno, Fabio, Tino, Vincenzo Ioppoli, Saverio Loiero, Stefano Nimpo, Salvatore Staiano.

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