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Cosenza, il consiglio discute dell'emergenza Covid e chiede interventi urgenti

Ampia discussione dell’assise bruzia che torna a riunirsi per la prima volta dopo il 5 agosto. All’attenzione dei commissari provinciali e regionali, così come ai vertici regionali un documento in …

Pubblicato il: 06/11/2020 – 19:03
Cosenza, il consiglio discute dell'emergenza Covid e chiede interventi urgenti

di Michele Presta
COSENZA
 Una missiva scandita in tanti punti, quella che il consiglio comunale di Cosenza ha fatto recapitare ai vertici della Regione Calabria oltre che al commissario alla sanità Saverio Cotticelli. E’ il frutto di una riunione di consiglio durata diverse ore e nella quale le tante anime in seno all’assise hanno discusso dell’emergenza Covid-19 in Calabria. Il consiglio non si riuniva dallo scorso 5 agosto, data in cui l’emergenza sanitaria sembrava essere un discorso come tanti di cui parlare sotto l’ombrellone. Forse è stato davvero così se a distanza di poco meno di tre mesi la regione intera si appresta a chiudere le prime ore di un lock down che sula carta è previsto duri solo quindici giorni anche se i dati che ci restituiscono le indagini epidemiologiche indicono a tutto tranne che ad un pallido ottimismo. L’emergenza Covid ha tenuto banco a onor del vero in queste settimane a palazzo dei Bruzi grazie all’impegno del presidente della commissione sanità Maria Teresa De Marco. Grazie al suo input sono stati ascoltati i commissari dell’Asp e dell’Ao, oltre che ai rappresentanti dei medici.
LE RICHIESTE DEL CONSIGLIO COMUNALE Gli eletti a palazzo dei Bruzi hanno ribadito la necessità di un cambio di rotta nella gestione del sistema dell’emergenza. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, e quindi nel pieno della seconda ondata arriva convinto il disperato grido d’aiuto affinché si potenzino immediatamente i posti di terapia intensiva e le Usca presenti sul territorio provinciale inizino a lavorare rispettando i parametri previsti dalla legge che li ha istituiti, con un adeguato investimento in termini di personale medico e infermieristico. L’investimento massiccio in termini di assistenza territoriale, per i consiglieri di maggioranza e di minoranza che all’unanimità hanno condiviso il documento, dovrà riguardare anche l’individuazione di alberghi covid dove poter curare i pazienti che non riescono a garantire un regime di isolamento domiciliare oltre che il potenziamento del personale dei laboratori di virologia dell’ospedale di Cosenza e della farmacia territoriale di Rende. Per i consiglieri comunali è necessario anche velocizzare i lavori del Dea oltre che la riapertura dell’ospedale Mariano Santo oltre che l’attivazione della Att e delle Uccp. Azioni che però da sole non bastano, la calabria è in tilt con il sistema di contact tracing e in questo momento regna sovrano il caos sui dati. Da palazzo dei Bruzi si augurano che si possa attivare (anche coinvolgendo i parroci) una rete di solidarietà per capire quali sono le fasce più disagiate della popolazione e che dall’ospedale si condividano in modo più trasparente le attività di reclutamento del personale medico e paramedico.
LA DISCUSSIONE L’argomento è stato introdotto dal consigliere Maria Teresa de Marco che in queste settimane ha sdoganato l’argomento Covid a Palazzo dei Bruzi organizzando diverse audizioni nella commissione consiliare. «Da febbraio, giorno della prima riunione con il dottor Mario Marino (direttore della task force dell’Asp), sono stata presa in giro perché dicevo che non si trattava di una semplice influenza – spiega Maria Teresa de Marco. Siamo indietro in questi otto mesi di covid non c’è stata programmazione, ci hanno dato dei qualunquisti e continuiamo a stare e zitti. Non sono stati creati posti nuovi ed è stato messo in pericolo quello che ordinario». Incapacità nella gestione dell’emergenza condivisa anche da Bianca Rende. «I sacrifici fatti da marzo a maggio sono stati vanificati da una incapacità di gestire l’emergenza da parte dei commissari e di chi in regione gestisce la macchina amministrativa sanitaria. Oggi accogliamo come necessaria la “zona rosa”, un antidoto salvavita, ma che è anche l’attestazione del fallimento di una classe politica che negli ultimi 20 anni di commissariamento non ha dato efficacia a nulla». Alla discussione non ha partecipato il sindaco Mario Occhiuto, ne gli altri componenti di giunta, ad eccezione della sola Alessandra de Rosa a cui sono state affidate le sorti del welfare cittadino.«I dipendenti comunali che adesso non lavorano vengano assegnati al welfare per creare una macchina comunale per gestire l’emergenza – aggiunge Bianca Rende -. Non possiamo permetterci che le associazioni private sostituiscono quello che avrebbe dovuto fare il comune. Il volontariato privato è encomiabile ma non può essere sostitutivo».  Si sono scagliati contro l’istituzione della zona rossa invece i consiglieri Annalisa Apicella e Carmelo Salerno. «La zona rossa non va bene e non va bene che il Governo assuma questa decisione – dichiara Apicella -. I calabresi non possono essere soddisfatti di essere considerati nello scenario 4. I danni sociali ed economici sono palesi e lo dimostrano i tanti che stanno intervenendo in questi giorni». Posizione condivisa anche dal collega forzista:«E’ una vergogna talmente colossale che quando è stata indetta neanche il governatore Vincenzo De Luca riusciva a crederci – spiega il consigliere. E’ vero che abbiamo un sistema sanitario più debole rispetto a tutta la nazione ma se siamo ridotti a questo stato è perché il Governo in ogni sua espressione ci ha imposto anni di commissariamento». Rispetto alle proposte avanzate dal consiglio comunale, Gisberto Spadafora ha chiesto che venga istituito un tavolo permanente per misurarne il grado di avanzamento. Alla discussione hanno partecipato anche i consiglieri Andrea Falbo e Vincenzo Granata oltre che Enrico Morcavallo che ha sottolineato come: «Il comune di Cosenza si sarebbe dovuto attivare nel corso di questa consiliatura a realizzare quanto meno la fase preliminare per realizzare il nuovo ospedale».
CICLO DEI RIFIUTI E VARIAZIONE DI BILANCIO Il consiglio ha approvato anche una variazione di bilancio, mentre è stato rimandata alla prossima seduta la discussione sulla situazione di sequestro in cui si trova piazza Bilotti. Sui rifiuti è invece intervenuto il consigliere Vincenza Granata, vicario di Ato Cosenza. «Da oltre un anno, il servizio di raccolta funziona per l’indirizzo che il comune è riuscito a concordare con chi ha vinto la gara d’appalto. Ci sono dei problemi di blocco del trattamento e del conferimento in discarica che rallentano le operazioni. Ritengo – prosegue Granata – che la delibera di giunta dello scorso luglio che ha dato maggiori poteri al privato vada rivista. Serve un piano d’ambito ottimale in modo tale da realizzare l’impiantistica pubblica che deve fermare i disservizi che si generano». (m.presta@corrierecal.it).
(la foto utilizzata come copertina del pezzo è d’archivio. Il consiglio comunale di oggi è stato celebrato a porte chiuse con largo utilizzo della modalità da remoto)

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