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Cotticelli shock: «Il piano Covid? Dovevo farlo io. Domani mi cacceranno da qui» – VIDEO

Il commissario della sanità calabrese incalzato nel corso della trasmissione Titolo V prima nega la responsabilità e poi spiega che a giugno si era accorto della lacuna e aveva chiesto un parere al…

Pubblicato il: 07/11/2020 – 7:08
Cotticelli shock: «Il piano Covid? Dovevo farlo io. Domani mi cacceranno da qui» – VIDEO

LAMEZIA TERME A chi toccava predisporre il piano Covid in Calabria? La trasmissione Titolo V, il programma in onda su Rai3, con un servizio del giornalista Walter Molino ha intervistato il commissario ad acta della sanità calabrese, il generale dei carabinieri in pensione, Saverio Cotticelli, in sella da quasi due anni quando fu nominato dal primo governo Conte.
A bruciapelo la domanda sul perché la Calabria sia zona rossa, alla quale Cotticelli risponde con: «Non lo so, i numeri non dicono questo. L’emergenza sanitaria c’è dappertutto, in tutta Italia». E sul disavanzo della sanità calabrese che è di 160 milioni di euro, «nel 2019 – spiega il commissario – hanno portato un debito che era rimasto nascosto dal 2014 di 110 milioni di euro».
Alla domanda su chi lo avesse nascosto, risponde: «Ah non lo so, ho chiesto l’intervento della Guardia di Finanza».


Dopo le schermaglie iniziali l’intervista assume toni a tratti drammatici. «La Calabria oggi non ha un piano Covid, lei – afferma il giornalista – è il responsabile del piano Covid». Cotticelli inizialmente nega. «Non è così – dice – le spiego subito. Io non sono il responsabile – ragiona Cotticelli – hanno sbagliato a fare… si sono dimenticati che c’erano due regioni commissariate, la Calabria e il Molise, per cui si son dimenticati e hanno dato l’incarico al presidente della Giunta».
«Lei a giugno – domanda il giornalista – si accorge che non c’era il piano Covid e cosa fa?». «Esatto – risponde Cotticelli – faccio un quesito al Ministero e dico “chi è che deve fare il piano operativo Covid?”». Il giornalista a quel punto chiede di vedere il parere, Cotticelli lo accontenta. Si alza e chiama Maria, nel fuorionda si sente una voce femminile fuoricampo che lo redarguisce così: «La devi finire, tu devi andare preparato quando vai in televisione».
Cotticelli le chiede il parere del ministero. La telecamera inquadra di nuovo Cotticelli alla sua scrivania con un foglio in mano, legge la data e l’intestazione del documento, 27 ottobre 2020, ministero della Salute, dell’Economia e delle Finanze. Il giornalista continua a incalzare il commissario: «Che cosa le dicono? Chi deve fare questo piano?». Cotticelli legge e risponde: «Io. Dice nelle regioni sottoposte a piano di rientro e commissariate il potere/dovere di predisporre e adottare il programma operativo Covid-19 compete esclusivamente alla struttura commissariale».
«Due milioni di calabresi – riassume il giornalista – non hanno il piano covid perché il ministero le ha risposto con due mesi di ritardo?». «Il piano lo sto realizzando e la settimana prossima è pronto» afferma Cotticelli. «Si rende conto che questa è una cosa grave?», è l’ultima domanda del giornalista, a cui Cotticelli replica: «Che cosa le devo rispondere, domani mattina io sarò cacciato da qui».
Il tutto davanti a un spettatore d’eccezione in studio, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, il quale commenta: «In merito al piano pandemico, lì spetta alla struttura commissariale, è chiaro che serve vigilanza dal centro e la vigilanza dal centro, significa dal ministero, è un qualcosa che negli anni è troppo mancata». (f.p.)

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