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Amministrative Reggio, Pazzano con La Strada: «Siamo l’unico voto utile»

Il professore sfida Cannizzaro, Battaglia e Lamberti Castronuovo con una lista civica pura: «Abbiamo dimostrato di saper governare anche dall’opposizione»

Pubblicato il: 15/05/2026 – 15:08
di Paola Suraci
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Amministrative Reggio, Pazzano con La Strada: «Siamo l’unico voto utile»

REGGIO CALABRIA Una legislatura in minoranza, senza mai chiedere niente in cambio. Eletto nel 2020, Saverio Pazzano ha fatto il consigliere comunale di opposizione come pochi sanno farlo: portando proposte concrete, non alzando solo la mano per votare no. Adesso La Strada non si accontenta più dei banchi dell’opposizione. Vuole Palazzo San Giorgio. E per dirlo, sceglie una fermata dell’autobus deserta alle dieci e mezza di sera – nessun mezzo in arrivo, nessun servizio notturno – e la trasforma nel simbolo di tutto quello che non va e che si può cambiare, in un manifesto programmatico. Niente segreterie di partito, niente accordi di coalizione, niente padrini politici. Solo una lista – «La Strada» – e una città da convincere.
La sfida è a quattro. Da un lato Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia, che porta a Reggio il peso e le ambizioni del centrodestra nazionale. Dall’altro Mimmo Battaglia, sindaco facente funzioni, che cerca la legittimazione popolare per il centro sinistra. E poi Eduardo Lamberti Castronuovo, che prova a costruire uno spazio civico autonomo dai due poli. In mezzo, Pazzano – l’unico che non viene da nessun partito, non deve niente a nessuno, e che ha costruito il suo percorso anno dopo anno, quartiere per quartiere.

La gente ha bisogno di discontinuità

Lo incontriamo mentre la campagna entra nella sua fase finale. La voce è quella di chi non ha fretta di stupire, ma sa quello che vuole dire. «Stiamo lavorando sui contenuti, stiamo facendo una bella campagna, presente nei quartieri, dappertutto».
E la gente come risponde? «Vedo che c’è un bisogno di discontinuità, che riscontrano la necessità di un cambiamento. Bisogna capire poi fuori dai denti quanto questo coinciderà con il consenso elettorale, però in generale devo dire riscontri positivi e anche entusiasmo nei quartieri e nelle iniziative. Un fatto anche nuovo, devo dire, rispetto anche a quello che immaginavamo qualche mese fa».
La lista che lo sostiene è una sola, trentadue nomi. «È una lista mondo, l’abbiamo definita, nel senso che c’è rappresentato veramente ogni parte della città, anche dal punto di vista delle professioni, delle realtà, anche dell’associazionismo, della realtà sociale di Reggio e anche dell’area del tessuto urbano. Sono tutte persone inserite, anche con riferimenti rispetto a tanti temi: sulla questione femminista, sulle politiche sociali, sulle politiche inclusive del welfare, sulle politiche culturali. Sono figure di riferimento al di là del gruppo La Strada, sono riconosciute come tali. È una bella lista».

Il programma elettorale

Il tema della mobilità è uno dei cardini del programma. Ma non come slogan: come questione di giustizia. «Noi puntiamo su una città dei servizi alla cittadinanza. Non per una città brand da vendere, di marketing, da Luna Park. Noi puntiamo sulla città che dia i servizi e i diritti essenziali alla cittadinanza. La mobilità è un tema centrale: è l’unico che consente di collegare il territorio di Reggio, che è molto vasto. Si tratta di portare i servizi in quelle zone realmente considerate periferiche, ma in cui esiste un importante patrimonio culturale, artistico, storico. La mobilità per noi è anche un fatto di parità, perché questa è una terra di profonde diseguaglianze sociali. Ci sono ore della città dalle quali alcuni non riescono a muoversi per giornate intere, soprattutto nel weekend. Questo per noi è un fatto di giustizia sociale».
Lo sguardo si allarga poi alla città metropolitana, spesso trattata come appendice di Reggio e mai come sistema integrato. «C’è stata una visione troppo Reggiocentrica in questi anni. Per noi il territorio si salva tutto insieme, come la città si salva tutta insieme. Si tratta di mettere a sistema una valorizzazione complessiva del patrimonio culturale, di favorire una mobilità davvero efficiente con una metropolitana leggera di superficie e con dei collegamenti fra la costa e le aree interne. Alcune sono proprio irraggiungibili a meno di non avere un mezzo proprio. I paesi dell’entroterra sono molto difficilmente raggiungibili. Insistiamo molto sul tema dell’ambiente, della cultura e delle politiche sociali: per noi sono i tre aspetti determinanti per rilanciare la città e il territorio più ampi».

Ipotesi ballottaggio

E se si dovesse andare al ballottaggio senza La Strada — con Cannizzaro da un lato e Battaglia dall’altro — cosa farebbe Pazzano? Nessuna indicazione di voto calata dall’alto. «Proporremo un’assemblea pubblica il 28 maggio per ascoltare le istanze e poi decidere. Faremo comunque un’iniziativa pubblica di ascolto delle istanze e dei desideri della città, del nostro elettorato ma non solo. E poi decideremo».
L’appello finale è secco, senza giri di parole. «Siamo l’unico voto utile. Abbiamo fatto un rendiconto di quello che abbiamo fatto in questi anni, abbiamo dimostrato che tanti punti del programma siamo riusciti a portarli dall’opposizione. La partita è dal 26 maggio. Il voto utile è dato a un gruppo competente e libero, che ha dimostrato di poter governare amministrando la città ma anche di governare i processi dall’opposizione. Difficilmente si può dire lo stesso degli altri schieramenti». (redazione@corrierecal.it)

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