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Truffa e esercizio abusivo della professione legale: chiuse le indagini sul cosentino Davide Barzan

Il “criminalista” è tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Rimini su presunte irregolarità legate a investimenti e operazioni immobiliari, insieme a un 58enne di Coriano già detenuto

Pubblicato il: 15/05/2026 – 14:26
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Truffa e esercizio abusivo della professione legale: chiuse le indagini sul cosentino Davide Barzan

RIMINI Truffa e esercizio abusivo della professione legale, le ipotesi di reato a carico di Davide Barzan. “Criminalista” noto per la consulenza alla difesa di Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini il 3 ottobre del 2023. Nel avviso di fine indagini, notificato alle parti dalla Procura della Repubblica di Rimini, oltre a Barzan compare come indagato anche Pierluigi Chieffi, 58enne di Coriano. Chieffi, che è detenuto a Rimini per un cumulo di condanne tra cui quella per aver sfregiato con un coccio di un bicchiere, il 14 maggio del 2021 al Caffè del Porto di Riccione, il sedicente Mago Amedeo, è indagato ora insieme a Barzan per una truffa da 50mila euro ai danni di due riminesi per l’apertura di un conto corrente. Somma consegnata a Chieffi in qualità di consulente finanziario, di cui 15 mila euro stornati a Barzan. Il 58enne venne anche arrestato per danneggiamento dell’auto del criminalista, andata a fuoco il 27 maggio 2025. Il solo Barzan invece è indagato per una truffa ai danni di una riminese sull’acquisto di un appartamento a Dubai che il criminalista avrebbe commesso – secondo la Procura di Rimini, quale sedicente avvocato, facendosi consegnare un assegno da 40 mila euro. Barzan è poi indagato anche per esercizio abusivo della professione di avvocato. In quest’ultima imputazione è persona offesa l’ordine degli avvocati di Rimini. Barzan, cosentino noto nella città dei Bruzi soprattutto per aver provato ad acquistare nel 2014 il Cosenza calcio, probabilmente grazie a una vincita di 47 milioni di euro mai avvenuta al Superenalotto, è difeso dall’avvocato Marlon Lepera del Foro di Cosenza, Chieffi dall’avvocato Antonio Petroncini. Dalla notifica dell’avviso ex 415 bis (la conclusione delle indagini preliminari) gli indagati hanno 20 giorni per farsi interrogare o inviare memorie alla Procura, che valuterà se procedere alla richiesta di rinvio a giudizio.

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