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Rapporto Banca d'Italia: «Economia calabrese in calo durante il "lockdown"»

Nel periodico rapporto della filiale di Catanzaro dell’istituto sull’andamento congiunturale dell’economia nella regione vengono sottolineati un calo della domanda, del fatturato e delle assunzioni

Pubblicato il: 11/11/2020 – 10:54
Rapporto Banca d'Italia: «Economia calabrese in calo durante il "lockdown"»

CATANZARO «Nella prima parte del 2020, l’economia calabrese è stata fortemente interessata dagli effetti della pandemia di Covid-19». Lo rileva la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia nel periodico rapporto sull’andamento congiunturale dell’economia in Calabria. «In particolare – spiega la Banca d’Italia – le misure di distanziamento e la chiusura parziale delle attività tra marzo e maggio, necessarie per contenere la diffusione del contagio, hanno avuto pesanti ricadute sull’attività economica. La domanda di beni e servizi è nettamente calata, anche a causa delle conseguenze della crisi su fiducia e redditi dei consumatori, a cui si è associato un aumento del risparmio precauzionale. Con la fine del lockdown si è avviata una ripresa dell’attività economica, insufficiente tuttavia a compensare la forte caduta registrata nei mesi precedenti. L’operato di imprese e famiglie è rimasto ancora condizionato dall’incertezza legata al riacutizzarsi della pandemia e al collegato rischio di nuove ricadute economiche». Bankitalia inoltre segnala «una diminuzione significativa del fatturato delle imprese nei primi nove mesi dell’anno, risultata più intensa per il settore dei servizi privati. Vi si è accompagnata una diffusa revisione al ribasso dei piani di investimento programmati per l’anno in corso. Il brusco calo delle vendite registrato durante il lockdown ha sottoposto le aziende ad uno shock economico e finanziario rilevante. In concomitanza con il forte incremento del fabbisogno di liquidità – sostiene l’istituto – il credito alle imprese ha accelerato, sostenuto dalle misure adottate dalla Bce e dal Governo. La crescita dei prestiti registrata a giugno ha riguardato con maggiore intensità le imprese di piccole dimensioni e quelle dei servizi». Nel rapporto, la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia rimarca come anche «il mercato del lavoro calabrese ha risentito rapidamente delle ripercussioni dell’emergenza Covid-19. Nel primo semestre del 2020 l’occupazione si è ridotta significativamente rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto tra gli autonomi e i lavoratori dipendenti a termine, mentre il calo del lavoro dipendente a tempo indeterminato è stato contenuto dal blocco dei licenziamenti e dall’ampio ricorso agli strumenti di integrazione salariale. A partire dal mese di luglio, le posizioni perse nel lavoro dipendente sono state gradualmente recuperate. A fronte del peggioramento delle prospettive occupazionali, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali e degli altri interventi di sostegno al reddito ha contribuito a sostenere i consumi delle famiglie, comunque risultati pesantemente condizionati dai vincoli alla mobilità e dal netto peggioramento del clima di fiducia. In particolare, le famiglie hanno operato una ricomposizione della spesa, riducendo i consumi di beni non essenziali. Ciò si è riflesso anche in un deciso rallentamento dei prestiti alle famiglie, che ha riguardato sia il credito al consumo sia i mutui per l’acquisto di abitazioni». Quanto al credito bancario, secondo la Banca d’Italia «ha gradualmente accelerato, sospinto dalla componente delle imprese. L’emergenza Covid-19 non si è riflessa in un peggioramento della qualità del credito, beneficiando degli interventi governativi e delle politiche monetarie e regolamentari accomodanti. In un contesto di elevata incertezza sulle prospettive, la crescita dei depositi bancari si è ulteriormente rafforzata, sia per le famiglie sia per le imprese». Il rapporto della Banca d’Italia  è stato presentato in una conferenza stampa dal direttore della filiale di Catanzaro, Sergio Magarelli, e dagli estensori Giuseppe Albanese (coordinatore), Tonino Covelli, Iconio Garrì, Enza Maltese e Graziella Mendicino.
«SHOCK PER LE IMPRESE» «Gli effetti connessi all’emergenza Covid-19 – rileva poi il rapporto – hanno sottoposto le imprese calabresi a uno shock economico e finanziario rilevante. In base al sondaggio congiunturale della Banca d’Italia, la redditività delle imprese dell’industria e dei servizi è nettamente diminuita, sia a causa della chiusura e del rallentamento delle attività produttive sia a seguito del calo della domanda. Più del 40% delle aziende intervistate prevede di chiudere l’esercizio in perdita (era circa il 17% nel 2019)». Banca d’Italia evidenzia che «il calo del fatturato che ha seguito il diffondersi dell’epidemia si è riflesso sulle condizioni di liquidità delle imprese, determinandone un peggioramento, particolarmente accentuato fra marzo e maggio. Per far fronte alla conseguente carenza di liquidità, il Governo ha varato sia provvedimenti di moratoria, volti a contenere il flusso di esborsi verso il sistema bancario, sia provvedimenti mirati ad agevolare il ricorso a nuovi finanziamenti, potenziando le garanzie pubbliche soprattutto tramite il Fondo centrale di garanzia per le Pmi. Nonostante le misure di sostegno – scrive la filiale di Catanzaro dell’istituto – le tensioni di liquidità sono proseguite nel terzo trimestre dell’anno per una quota significativa di imprese: quasi il 30% delle aziende intervistate giudicava il proprio livello di disponibilità liquide ancora scarso o insufficiente». Per Bankitalia «come nel resto del Paese, la richiesta dei prestiti garantiti dal Fondo proveniente dalle imprese calabresi è stata di entità eccezionale, sostenuta anche dalle condizioni favorevoli, sia in termini di costo che di rimborso. In base ai dati diffusi dal Mediocredito Centrale, tra i mesi di aprile e settembre le garanzie concesse dal Fondo in Calabria sono state circa 27.500, per un importo complessivo di oltre 975 milioni di euro di finanziamenti (contro, rispettivamente, 2.000 e 245 milioni nell’intero 2019). Di queste, circa il 92% sono riferite a finanziamenti fino a 30.000 euro con percentuale di copertura al 100%, per un importo finanziato di 465 milioni di euro. Tali operazioni, dopo l’iniziale picco nel mese di maggio, si sono progressivamente ridotte».
PRESENZE TURISTICHE RIDOTTE DEL 50% Secondo Bankitalia «dopo il drastico calo di presenze osservato tra marzo e maggio, il comparto turistico ha beneficiato a partire da luglio di un graduale recupero dei flussi di turisti italiani con il miglioramento della situazione sanitaria e la rimozione delle restrizioni agli spostamenti a partire dal 3 giugno. Si è invece protratta anche nei mesi estivi la forte caduta dei viaggiatori stranieri, che – spiega la Banca d’Italia – comunque in Calabria hanno un peso inferiore rispetto alla media nazionale. Complessivamente, in base alle stime dell’Osservatorio sul turismo della Regione Calabria, nei primi otto mesi dell’anno si è registrato un calo delle presenze presso le strutture ricettive regionali di oltre il 50%».
MALE GLI AEROPORTI, BENE IL PORTO DI GIOIA TAURO Criticità per il comparto aeroportuale in Calabria, mentre il porto di Gioia Tauro «conferma la fase di rilancio», rimarca poi la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia osservando che «a partire dalla seconda settimana di marzo il comparto aeroportuale ha registrato la cancellazione di gran parte dei voli commerciali. Solo dal mese di luglio si è assistito a una lenta ripresa del traffico passeggeri per effetto del riavvio di diversi collegamenti, anche se le misure in vigore per garantire il rispetto delle norme in tema di distanziamento fisico e il persistere di forti timori negli spostamenti ostacolano la ripartenza del settore. Complessivamente, nei primi otto mesi dell’anno il numero di passeggeri si è ridotto di circa il 70% o rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche il trasporto su strada di persone ha subito forti limitazioni, che si sono protratte nei mesi più recenti». Note positive invece per il porto di Gioia Tauro: secondo la Banca d’Italia «nonostante la forte riduzione della circolazione di merci a livello mondiale per effetto dell’emergenza sanitaria, l’andamento del 2020 conferma la fase di rilancio dell’infrastruttura, in atto dalla seconda metà del 2019 in coincidenza con il cambio nella governance della Medcenter Container Terminal Spa (società che gestisce lo scalo). Nei primi nove mesi dell’anno il traffico container è cresciuto di circa il 32% rispetto al periodo corrispondente dell’anno scorso».
OCCUPAZIONE GIU’ DEL 4,8% «In un contesto di strutturale debolezza, il mercato del lavoro calabrese ha risentito rapidamente delle ricadute negative prodotte dall’emergenza Covid-19», prosegue poi Bankitalia Calabria. «Secondo la rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, nella media del primo semestre del 2020 – evidenzia la fialilae di Catanzaro dell’istituto  – l’occupazione in Calabria si è ridotta del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale variazione è stata notevolmente peggiore di quella media nazionale e del Mezzogiorno (rispettivamente, -1,7 e -2,6%), come già accaduto durante la precedente crisi del debito sovrano. Il calo è stato particolarmente marcato per la componente dei lavoratori autonomi. Seppur in misura inferiore per effetto degli strumenti di integrazione salariale e del blocco dei licenziamenti, è diminuita anche l’occupazione dipendente. Il calo si è concentrato principalmente sulla componente dei lavoratori con contratti a tempo determinato». Nel complesso «il tasso di occupazione semestrale delle persone tra i 15 e i 64 anni di età è sceso al 39,1% (dal 40,1 dello stesso periodo del 2019). Anche il tasso di disoccupazione si è però ridotto (al 21,2%; era 22,7% nel primo semestre 2019): i costi connessi alla ricerca di un impiego sono notevolmente aumentati a causa delle misure di distanziamento fisico, con conseguente ampliamento dello scoraggiamento e relativo calo dell’offerta di lavoro. Il tasso di attività, infatti, si è ridotto sensibilmente, scendendo al 50,1% (dal 52,2 dello stesso periodo dell’anno precedente). Anche la componente femminile è stata più penalizzata dall’emergenza, in parte a seguito del peggiore andamento del settore dei servizi». Il rapporto inoltre specifica che «oltre che il blocco ai licenziamenti, anche lo strumento della Cassa integrazione guadagni (Cig) ha contribuito a sostenere l’occupazione alle dipendenze. Nei primi nove mesi dell’anno il numero di ore autorizzate di Cig in Calabria è stato nettamente superiore a quello delle precedenti recessioni, arrivando complessivamente a sfiorare i 26 milioni di ore. Inoltre, alla Cig si sono aggiunte anche le misure di integrazione salariale erogate attraverso i Fondi di solidarietà, che nei primi nove mesi dell’anno hanno superato gli 11 milioni di ore autorizzate». Infine – sostiene Bankitalia – con riferimento alla misura destinata ai lavoratori autonomi rappresentata dalle indennità Covid-19 del “Decreto Cura Italia” (cosiddetto bonus 600 euro), «secondo i dati Inps aggiornati al 19 giugno, in Calabria sono stati erogati quasi 170.400 bonus. Il numero di sussidi in rapporto alla popolazione tra i 15 e i 70 anni ha raggiunto il 12,2%, attestandosi ad un livello superiore sia alla media nazionale che a quella del Mezzogiorno (rispettivamente 9,5 e 9,77%)».
CALANO I CONSUMI, AUMENTANO LE MISURE DI SOSTEGNO «La preoccupazione per il protrarsi dell’epidemia, unitamente all’effetto meccanico degli ostacoli agli acquisti di beni e servizi durante il periodo del lockdown e a seguito delle misure di distanziamento fisico, ha inciso negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie, scoraggiando o impedendo soprattutto alcune tipologie di consumo legate a beni non essenziali». Lo evidenzia la filiale di Catanzaro della Banca d’Italia nel rapporto sull’economia della Calabria. «Le stime Svimez e Confcommercio – spiega Bankitalia – confermano la previsione di un notevole calo dei consumi nell’anno in corso, in linea con quanto previsto a livello nazionale, mentre l’aumento del livello dei depositi delle famiglie segnala l’accresciuta propensione verso il risparmio precauzionale». La Banca d’Italia osserva che «sulla base dei dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare presso l’Agenzia delle entrate (Omi), nel primo semestre 2020 le compravendite di abitazioni sono diminuite di quasi il 30% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (rispettivamente, -25,4 e -21,8% nel Mezzogiorno e in Italia), con una drastica riduzione delle transazioni». Per Bankitalia, inoltre,«i nuclei familiari più esposti alla riduzione della capacità di spesa per effetto dell’emergenza sono stati quelli i cui capofamiglia sono lavoratori autonomi, dipendenti con contratti a termine o disoccupati, categorie più diffuse in Calabria rispetto al resto del Paese. Tale vulnerabilitaà è stata in parte contrastata attraverso il ricorso ad alcune misure straordinarie di sostegno al reddito. Le famiglie in stato di necessità, non beneficiarie di altri contributi ordinari, hanno potuto usufruire del Reddito di emergenza per un totale di tre mensilità. Secondo i dati Inps aggiornati al 31 luglio, in Calabria sono state presentate circa 33.500 richieste di accesso, di cui quasi 20.000 accolte. I nuclei familiari beneficiari sono stati complessivamente pari al 2,5% del totale delle famiglie residenti (a livello nazionale, il ricorso a tale sussidio ha riguardato invece solo l’1,1% dei nuclei familiari). L’importo medio mensile erogato è stato di quasi 560 euro».
Con riferimento agli strumenti già in vigore, invece, la Banca d’Italia cita dati Inps aggiornati al mese di settembre, per i quali “le famiglie che in Calabria hanno usufruito delle erogazioni di Reddito o Pensione di cittadinanza sono state circa 92.400, pari a quasi l’11,5% di quelle residenti in regione (in Italia le famiglie beneficiarie sono il 5,5%, nel Mezzogiorno il 10,5%). Rispetto al dato di fine 2019, nei primi nove mesi del 2020 i nuclei beneficiari sono aumentati di circa 18.600 unità (2,3% delle famiglie residenti in regione), con un incremento del 25%. Anche l’importo medio mensile erogato è aumentato, raggiungendo i 530 euro per famiglia (era di 490 euro nel 2019)».

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