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Parla Zuccatelli: «Se il governo me lo chiede, mi dimetterò. In questi mesi qualcosa abbiamo fatto»

Rompe il silenzio il commissario designato che sottolinea la sua volontà di non dimettersi a meno che non gli venga chiesto dal ministro. «Non posso essere giudicato per un video di 20 secondi, ma …

Pubblicato il: 16/11/2020 – 8:14
Parla Zuccatelli: «Se il governo me lo chiede, mi dimetterò. In questi mesi qualcosa abbiamo fatto»

CATANZARO Rompe il silenzio il commissario designato alla sanità, Giuseppe Zuccatelli, dopo che al rientro in Calabria aveva preferito non proferire parola. Lo fa in collegamento con gli studi calabresi Rai, dove chiarisce prima di tutto la sua posizione: «Sono stato nominato ma non mi è stato ancora notificato il decreto quindi non sono in grado di svolgere le mie funzioni». Rimarca poi la sua attuale posizione: «Non mi dimetto spontaneamente, ma se mi verrà chiesto, un secondo dopo darò le dimissioni».
MASCHERINE INDISPENSABILI Primo punto, inevitabile, il video che lo vede protagonista sulle tema delle mascherine. «Sono indispensabili», puntualizza oggi, e aggiunge: «Io ho fatto una dichiarazione pubblica ma a nessuno è interessata. Il problema vero è che eravamo nella prima fase dove è stato detto di tutto e di più». Conferma però, come sottolineato a mo’ di smentita dall’associazione Fem.In, che lo ha divulgato, che il filmato risale non a marzo ma «a fine maggio». «Sono anziano – ironizza – ma mi chiedo perché, se fatto a fine maggio, il video sia uscito subito dopo la mia nomina a commissario ad acta della sanità calabrese». Poi sottolinea: «Assolutamente non sono negazionista. Serve il distanziamento e lavarsi spesso le mani, questo ho detto. La mascherina comunque rimane fondamentale. Ci vuole un contatto stretto e continuato per prendere il Covid, questo era il senso della mia metafora. Ho sbagliato, ma non sono il primo».
E tuttavia, nella chat del giornalista di Titolo V aveva inviato un articolo che pareva disincentivare all’uso delle mascherine «Quell’elemento – dice Zuccatelli – è circolato tra noi tecnici, ma era solo una curiosità di tipo scientifico».
«NON POSSIAMO DIMENTICARE QUELLO CHE È STATO FATTO» «Non possiamo dimenticare che in questi 9-10 mesi qualcosa l’abbiamo fatta». Zuccatelli rimarca questo concetto sostenendo di non voler essere rappresentato attraverso «un’immagine macchiettistica derivante da un video di 20 secondi, ma come uno stimato professionista che lavora da decenni». Così elenca quanto fatto nelle strutture sotto la sua egida commissariale durante questa emergenza: «Abbiamo raddoppiato i posti di malattie infettive al Pugliese Ciaccio e aggiunto 15 posti di terapia intensiva. Le terapie sono state potenziate anche al Mater Domini, dove i posti di malattie infettive sono passati da 2 a 20 ed ora stanno arrivando a 40. E con la disponibilità data dal rettore di Catanzaro, avremo la possibilità di trasferire 32 posti letto dal blocco A che sarà interamente dedicato al Covid, al blocco C». In più Zuccatelli rivendica di aver avviato il percorso delle Usca. «Questo ho fatto e questo vorrei fare per la regione Calabria».
IL DEBITO “FANTASMA” Torna anche sul debito del Policlinico universitario catanzarese che a detta dell’ex commissario Cotticelli, qualcuno avrebbe tirato fuori per addossarlo a lui. «Io arrivo al Mater Domini (come commissario, ndr) il 13 gennaio di quest’anno. C’è una sentenza della Corte di Cassazione che dice che non è più possibile rivendicare debiti attivi oltre una certa soglia. Io ho fatto semplicemente il registratore di un buco che esisteva da tempo e i precedenti non hanno mai registrato».

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