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I due pronto soccorso di Corigliano Rossano allo stremo, Straface minaccia denunce (e chiusure)

Il dirigente del Dipartimento emergenza accettazione dello spoke costretto dalla carenza di risorse umane a dover chiudere il reparto d’emergenza del “Compagna”. L’amministrazione comunale incontra…

Pubblicato il: 09/12/2020 – 20:06
I due pronto soccorso di Corigliano Rossano allo stremo, Straface minaccia denunce (e chiusure)

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
I pronto soccorso dello spoke di Corigliano Rossano sono al collasso. Ed a farne le spese potrebbe essere quello del “Compagna”, giacché le urgenze gravitano sul “Giannettasio”.
Il dirigente del Dipartimento Emergenza Accettazione dello spoke, Natale Straface, non le sta mandando a dire e con il tramite di alcune missive sta continuando a denunciare situazioni – a causa dell’esiguità del personale – paradossali. Come quella legata al reparto di psichiatria i cui lavori «stanno durando da oltre 4 anni» e che di fatto impediscono i ricoveri dei «trattamenti sanitari obbligatori da trasferire in Puglia o in Sicilia».
Il primario si dice costretto a dover chiudere il pronto soccorso di Corigliano, per l’inadeguatezza di locali («vi piove dentro»), e la carenza di risorse umane. Ad oggi risultano solo due infermieri a disposizione. Straface, poi, entra nel merito delle prestazioni che, a suo dire, dovrebbero transitare direttamente in reparto e non dal pronto soccorso del “Compagna” come nei casi dell’ostetricia, della ginecologia, della geriatria e soprattutto della psichiatria, «l’unica in Italia con tre posti letto».
La disposizione di chiusura del Pronto soccorso di Corigliano, dunque, potrebbe giungere a breve. Il dirigente proprio quest’oggi ha scritto alla direzione sanitaria, preavvisando di rivolgersi agli organi competenti per l’incolumità di operatori e pazienti. «A proposito della gestione dei numerosi pazienti presenti in pronto soccorso e che stazionano, non solo con criticità psichiatriche, preannuncio iniziative nelle sedi opportune a tutela, in considerazione della inadeguatezza del personale residuo in servizio nei pronto soccorso, della inadeguatezza degli spazi, nonché della scelta, ove presenti, di percorsi non condivisibili con i reparti di degenza e servizi. La direzione sanitaria – conclude la missiva – continua ad adottare modalità operative ed iniziative che producono confusione e non permettono il proseguimento delle attività di pronto soccorso in sicurezza per i cittadini e gli operatori». Affermazioni gravissime, quelle del dirigente del Dea che lamenta anche numerosi problemi anche nell’altro pronto soccorso dello spoke di Corigliano Rossano. Al “Giannettasio” la situazione è sempre critica. «Il pronto soccorso ha perso tre medici, tre ausiliari esperti sono stati destinati al polo Covid e due infermieri si sono infettati. Siamo costretti a gestire turni con un solo medico in servizio con tutte le difficoltà del caso». L’esempio che il primario del pronto soccorso riporta e quello di una prestazione di servizio ad un presunto caso Covid. «Il medico di turno perde anche un’ora, nella vestizione, visita, svestizione, lavaggio e sterilizzazione mentre gli altri attendono anche per due o tre ore».
Per questi motivi, nel frattempo, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi ha chiesto e ottenuto assieme al neo assessore al personale, Mauro Mitidieri – per domani pomeriggio – un incontro con il commissario dell’Asp di Cosenza, Cinzia Bettelini, «visto il perdurare della drammatica mancanza di personale nello spoke cittadino». (l.latella@corrierecal.it)

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