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Il futuro dell'acqua in Calabria. «Stop ai profitti per i privati»

La prospettiva illustrata dal vice presidente dell’Autorità idrica della Calabria, Alessandro Falvo, ospite di “20.20”, il settimanale di approfondimento televisivo del Corriere della Calabria, in …

Pubblicato il: 10/12/2020 – 9:03
Il futuro dell'acqua in Calabria. «Stop ai profitti per i privati»

LAMEZIA TERME «Il nostro obiettivo è quello di eliminare i profitti per i privati». Non usa mezzi termini il vice presidente dell’Autorità idrica della Calabria, Alessandro Falvo, sindaco di Cicala, ospite di “20.20”, il settimanale di approfondimento televisivo del Corriere della Calabria, in onda su L’altro Corriere tv.
LA “GUERRA DELL’ACQUA” Il filo conduttore dell’ultima puntata non poteva che essere la “guerra dell’acqua”, un tema che ha caratterizzato il dibattito pubblico e politico calabrese delle ultime settimane. Già perché l’AiC, l’Autorità idrica della Calabria, dopo 36 mesi, ha finalmente dato l’input, forse decisivo, per la nascita di una nuova società coerente con l’esito referendario del 2011 che ha sancito il principio dell’acqua come bene pubblico. «Al fine di arrivare a questo risultato – ha detto Falvo nel corso del confronto con i conduttori Danilo Monteleone e Ugo Floro – siamo stati delegati dagli altri sindaci calabresi e non siamo lì perché lo abbiamo deciso noi. La scelta di muoverci verso l’ente in-house è stata condivisa con tutti gli altri sindaci calabresi. C’è stato un solo voto contrario e due tre astenuti».
TROPPA FRETTA? C’è chi ha parlato di “troppa fretta”, ma Falvo è perentorio: «Niente di più falso. Nell’assemblea precedente siamo stati delegati a valutare i 16 curriculum idonei e a scegliere i tre migliori nominativi che abbiamo trasmesso prima alla compianta Santelli e poi al nuovo facente funzioni, Nino Spirlì. Il nome scelto dalla Regione ha però declinato perché già impegnato in un’altra regione. Quindi fretta? Sono passati tre anni, altro che fretta».
L’ACQUA PUBBLICA Il dubbio, forse legittimo, è che il tentativo di risolvere un problema possa in realtà crearne altri più giganteschi. «Stiamo solo ottemperando a quella che è la legge nazionale – ha raccontato Falvo – che prevede non la gestione ma l’amministrazione delle risorse idriche. Adesso ci stiamo muovendo per ottenere un altro risultato ovvero arrivare all’approvazione del piano d’ambito, la dichiarazione d’intenti per il futuro». E, a proposito di futuro, il sindaco di Cicala ha le idee chiare: «Sorical non è un nemico ma non ha nulla a che vedere con l’Aic. Noi abbiamo scelto la nostra forma di gestione a partecipazione pubblica. La nuova società che nascerà potrebbe prevedere proprio la partecipazione della Regione Calabria insieme all’Autorità idrica, garantendo dunque il pubblico senza la presenza di società private».
BASTA PROFITTI PER I PRIVATI Per Falvo è comunque importante «distinguere l’attività dell’Aic con quella di Sorical. Stiamo cercando di risolvere un problema epocale per la Calabria, abolendo il privato. Tutto quello che sarà risparmio di gestione potrà essere utilizzato per abbassare le tariffe, per ulteriori investimenti, per gli interventi urgenti anche da dividere fra i Comuni». «Sono stimolato solo da una prospettiva, riuscire ad avere un servizio adeguato e migliore sicuramente di quello attuale. Al momento nessuna azienda privata s’è fatta avanti. Io però auspico per una gestione assolutamente pubblica e noi dobbiamo puntare in quella direzione».

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