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Migrante investito e ucciso, Usb: «Morte causata da condizioni di vita e lavoro indegne»

Il sindacato si stringe al dolore di familiari e amici del giocane Gassama Gora, morto ieri di rientro dal lavoro nella zona del porto di Gioia Tauro. «In bicicletta su strade buie per provare a ra…

Pubblicato il: 19/12/2020 – 16:10
Migrante investito e ucciso, Usb: «Morte causata da condizioni di vita e lavoro indegne»

GIOIA TAURO Nella serata di ieri un automobilista ha investito e ucciso un uomo in bicicletta di rientro da lavoro nei pressi del porto di Gioia Tauro. La vittima è Gassama Gora, giovane proveniente dal Senegal. L’Unione sindacale di base, settore lavoro agricolo, rilancia l’allarme sulle condizioni di vita dei lavoratori “invisibili” della Piana: «Lavorare in condizioni di precarietà economica, sociale e politica è un delitto. – si legge in una nota – Centinaia di lavoratori migranti percorrono in bicicletta ogni giorno strade buie e dissestate sulla Piana di Gioia Tauro, per provare a racimolare quantità risibili di denaro. Queste non sono condizioni degne di un Paese che rispetti i diritti, le libertà, gli esseri umani. Da anni chiediamo che si investa strutturalmente nella rete infrastrutturale della Piana, sviluppando mezzi di trasporto estensivi che colleghino siti produttivi e città, sia per la popolazione straniera che per quella italiana. Abbiamo anche chiesto maggiore sicurezza, che non significa rimuovere protezione e documenti ai cittadini stranieri, ma garantire che lavorare non sia un rischio per la propria vita, sostenendo la necessità di illuminare strade in cui è molto facile, specie di inverno, non essere visti da automobili che sfrecciano ad alta velocità».
«Abbiamo supportato per questi motivi l’iniziativa “Luci su Rosarno”, – continua – ideata dal progetto Mediterranean Hope, che ha previsto la distribuzione di gilet catarifrangenti e fanali per le biciclette per i braccianti e i lavoratori che sulla Piana lasciano alle prime luci dell’alba i ghetti in cui sono concentrati per ritornarvi al tramonto. Cosa sarebbe costato alle istituzioni competenti, in questo caso la Regione visto che il tratto di strada in cui è morto Gassama Gora è di competenza del Corap, provvedere a una “normale” illuminazione stradale, come da noi richiesto nel corso di vari tavoli in Prefettura? Quello di ieri non è stato un incidente, così come la sofferenza sociale cui è costretta la popolazione straniera della Piana non è una fatalità. Si tratta in entrambi i casi del risultato di scelte politiche che nulla hanno fatto negli anni per rimuovere le condizioni di marginalità e vulnerabilità di esseri umani le cui vite, evidentemente, valgono poco, nonostante l’apporto prezioso all’economia regionale e nazionale. Anzi, le scelte politiche di rimuovere forme di tutele e protezioni giuridiche, così come di rimpiazzare ghetti fatiscenti con nuove tendopoli vanno nella direzione di acuire miseria e subalternità».
«Nello stringerci al dolore dei familiari e degli amici di Gassama Gora, – conclude il sindacato – ribadiamo che è urgente mettere in pratica una politica radicalmente diversa che garantisca abitazione, lavoro e documenti per chi lavora nei nostri territori. Chiediamo che si intervenga immediatamente sul patrimonio abitativo inutilizzato per reperire case sicure e che si approntino decisioni immediate per salvaguardare la vita di braccianti e lavoratori tutti».

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