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Campagna vaccini, i medici contro Longo: «Siamo disponibili, le sue sono dichiarazioni offensive»

I cinque presidenti degli ordini dei medici provinciali Ciconte, Ciliberto, Corcioni, Maglia e Veneziano, scrivono una lettera al commissario. «Si preoccupi dei livelli essenziali di assistenza, un…

Pubblicato il: 06/01/2021 – 16:25
Campagna vaccini, i medici contro Longo: «Siamo disponibili, le sue sono dichiarazioni offensive»

CATANZARO Le dichiarazioni del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro del settore sanitario della Regione Calabria, Guido Longo, in tema di vaccinazioni, non sono piaciute ai cinque presidenti provinciali dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri.
In una missiva, Vincenzo Ciconte (Presidente dell’ordine della provincia di Catanzaro), Enrico Ciliberto (Crotone), Eugenio Corcioni (Cosenza), Antonino Maglia (Vibo Valentia), Pasquale Veneziano (Reggio Calabria) scrivono che è «con stupore e rammarico che abbiamo appreso dalla stampa, locale e nazionale, il suo pensiero – si rivolgono a Longo – secondo il quale i motivi dell’essere la Calabria all’ultimo posto tra le regioni per numero di soggetti vaccinati al Covid-19 sia da individuare nella mancata disponibilità dei medici a vaccinarsi. Una tale affermazione, oltre che assolutamente infondata, si appalesa soprattutto offensiva per una categoria che fin dall’inizio della pandemia è stata ed è in prima fila nella lotta al virus, adoperandosi con coraggio, abnegazione e spirito di sacrificio, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica (non le saranno sfuggiti i tanti colleghi morti nell’adempimento del proprio dovere). La categoria invece si è resa oltremodo disponibile a proporsi da medici vaccinatori in modo da poter eseguire postazioni vaccinali ulteriori per tutti gli iscritti agli ordini (libero professionisti, medici ed odontoiatri ecc)».
Tutto ciò, «nonostante le “inefficienze” ad essere buoni del Sistema sanitario regionale e l’incapacità dei suoi vertici di assicurare ai calabresi i dovuti servizi essenziali, mettendo a disposizione degli operatori strutture ed organigrammi adeguati e sufficienti. A questo proposito è di oggi la notizia che la Calabria continua ad essere ultima tra le Regioni per i LEA (i livelli essenziali di assistenza) assicurati ai propri cittadini. Lea che, addirittura, risultano in decremento rispetto all’ultima rilevazione».
Ciconte, Ciliberto, Corcioni, Maglia e Veneziano credono che di questo Longo dovrebbe «prioritariamente preoccupare, unitamente a vigilare e usare i suoi poteri per efficientare le strutture e i servizi necessarie ad affrontare la crisi epidemica in corso, come ci si aspetta da una Regione di una grande democrazia Europea e come i medici e cittadini calabresi meritano ed hanno diritto».
Nel chiedere al commissario Longo di «volere ritirare/rettificare le sue offensive affermazioni circa i medici calabresi, siamo a reiterare la richiesta, già formulata con la precedente Ns/ del 23.12.2020, di poterla incontrare al fine, ribadiamo, di poterle evidenziarle ed analizzare con lei le tante e gravi criticità che investono la sanità calabrese, con senso di responsabilità istituzionale nella speranza di avviare una fattiva e proficua collaborazione».

«AFFERMAZIONI GRAVISSIME» Sul tema è intervenuta la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti-Fismu. Il segretario nazionale Francesco Esposito ed il sindacato ritengono «gravissime le affermazioni del commissario Guido Longo contro i medici per i ritardi nella campagna vaccinale contro il Covid19 in Calabria. I commissari – insiste –sono un terno al lotto in Calabria, con una costante, quella dell’approssimazione. In questo caso Longo sembra da un lato lo smemorato di Collegno, o uno che passa quasi per caso nella nostra regione, dall’altro sembra come un difensore di una squadra di calcio che di fronte al pericolo butta il pallone in tribuna: come si fa, infatti, a scaricare maldestramente sui medici i problemi relativi alla cattiva organizzazione della campagna addebitandoli alla loro scarsa adesione alla vaccinazione? È gravissimo ed è falso».
«Il commissario forse ignora, il che è una aggravante che ancora numerosi medici non sono stati neppure invitati ad aderire, che non esistono neppure i calendari. Il commissario non ha sentito neanche l’esigenza di coinvolgere i sindacati medici nel processo di vaccinazione, grottesca la mancanza di un serio piano vaccinale. Sembra quasi di rivedere il replay delle amnesie di Cotticelli – conclude Esposito – che non sapeva di dover fare il piano anti pandemia. Invece di cercare facili capri espiatori, in questo caso i medici, rivolgiamo una domanda al Commissario: anche in questo frangente a chi tocca fare il piano vaccini? Noi una idea ce l’abbiamo, ma siamo già in grave ritardo».

«DICHIARAZIONI INFONDATE DEL COMMISSARIO LONGO, I MEDICI VOGLIONO VACCINARSI» «Rimaniamo dispiaciuti, increduli e profondamente delusi di fronte alle dichiarazioni infondate rilasciate a Radio Capital dal Commissario ad Acta della Sanità in Calabria Guido Longo e riportate da alcuni organi di informazione”. Lo afferma Gennaro De Nardo, segretario generale della Fimmg Catanzaro, il sindacato maggiormente rappresentativo dei medici di medicina generale, che interviene sulla campagna di vaccinazione contro il Coronavirus. «Le dichiarazioni rilasciate dal Commissario Longo, secondo le quali – aggiunge De Nardo – le cause dei pochi vaccini fatti in Calabria andrebbero ricercate nella “bassa adesione del personale medico” alla campagna di vaccinazione, sono inesatte e prive di ogni fondamento, in quanto non supportate dai fatti. Inoltre, gettano ombre sulla credibilità di una categoria che si è invece contraddistinta per impegno, disponibilità e spirito di servizio, sopperendo spesso alle carenze strutturali ed organizzative del sistema sanitario. La scomparsa recente del validissimo medico di medicina generale Annibale Battaglia testimonia l’impegno dei medici in questa emergenza pandemica e, per tali ragioni, non accettiamo le dichiarazioni del Commissario Longo che ci auguriamo, soprattutto nel rispetto di chi ha sacrificato la propria vita, vengano presto rettificate dall’interessato».
«L’insuccesso della campagna vaccinale, che ha vede la Calabria all’ultimo posto tra le regioni italiane per dosi somministrate (circa il 6%), non è dovuto certamente al fatto che i medici si sarebbero sottratti alle vaccinazioni, come asserito dal Commissario Longo.  I risultati negativi sono invece ascrivibili – puntualizza il segretario provinciale Fimmg – alle difficoltà riscontrate dalle strutture aziendali proposte».
«Tengo a precisare – aggiunge il dott. De Nardo – che i medici di medicina generale si sarebbero vaccinati spontaneamente già da tempo in quanto ritenevano doveroso assurgere quale modello di riferimento per i propri assistiti in termini di adesione alla vaccinazione. Siamo disponibili ad auto-vaccinarci se ci dessero l’opportunità di farlo e a contribuire, inoltre, allo svolgimento della campagna di vaccinazione, sopperendo alle negligenze di una macchina organizzativa che ancora il neo Commissario stenta a far decollare. Tale proposta è realizzabile se si considera che i vaccini attualmente in uso, una volta portati a temperature comprese tra due e otto gradi centigradi mantengono stabilità ed efficacia fino a cinque giorni. La Fimmg – prosegue – rivolgendosi alla triade Commissariale dell’Asp di Catanzaro richiede la istituzione in tempi brevi di una cabina di regia per l’organizzazione efficiente della vaccinazione. Una cabina di regia coordinata dalla direzione sanitaria, e composta dalle seguenti figure professionali: un medico di sanità pubblica, un medico di medicina generale, un farmacista aziendale, un medico competente aziendale, un referente dell’ordine provinciale dei medici e infine un referente della protezione civile».
«Invitiamo anche il Commissario Longo – conclude il segretario provinciale Fimmg – ad utilizzate i suoi poteri per efficientare il sistema sanitario calabrese dotandolo di strutture e servizi necessari non solo per affrontare l’attuale emergenza, ma anche per costruire un futuro più solido per la sanità calabrese».

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