Carfizzi, il Primo Maggio come simbolo di lotta per un lavoro dignitoso
Alla Montagnella, la Cisl Magna Grecia ribadisce l’importanza di un lavoro sicuro e giustamente retribuito, sostenendo il Decreto Lavoro come passo positivo per il Mezzogiorno

Carfizzi, piccolo centro arbëreshë della provincia di Crotone, ha oggi poco meno di 700 abitanti ed è stato vittima, come molti altri centri in Calabria, di un massivo fenomeno di spopolamento. Una diaspora che tra il 1980 ed il 2000 ha registrato una flessione di circa 600 abitanti. L’emigrazione lo ha segnato e la diaspora ha consentito, ad esempio, di creare in Germania, a Ludwigshafen, una sorta di succursale con più di 300 abitanti. Emigrare per trovare lavoro è stata la costrizione che ha portato Carmine Abate a scrivere e raccontare storie di straordinaria denuncia e forza narrativa. A Carfizzi, nel Primo maggio del 1919, le popolazioni dell’Alto Crotonese – di Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto – scelsero di incontrarsi alla “Montagnella” per celebrare e festeggiare la giornata dei lavoratori, dando vita ad un ritrovo e ad una tradizione che, da più di cento anni, continua ad essere un punto di riferimento del movimento operaio e contadino e, allo stesso tempo, simbolo di cultura e progresso sociale per l’intera regione. Alla Montagnella, anche quest’anno, la celebrazione del Primo Maggio della Cisl Magna Grecia. «Quello di Carfizzi – dice il segretario generale Daniele Gualtieri – è luogo simbolo di memoria e di lotte per il lavoro, ed ecco perché saremo lì per ribadire con forza che il lavoro deve essere dignitoso, sicuro e ben contrattualizzato. In un territorio come il Crotonese, che ha pagato troppo spesso il prezzo della precarietà e dell’emigrazione, la contrattazione – sottolinea Gualtieri – resta lo strumento decisivo per garantire salari giusti e contrastare lo sfruttamento. Da questo punto di vista ci pare che il recente Decreto Lavoro varato dal Governo vada nella giusta direzione, quella di dare priorità alla contrattazione collettiva di qualità, espressione dei negoziati tra le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, arginando quel dumping contrattuale e quei contratti pirata che in questi anni hanno indebolito diritti, tutele, qualità del lavoro e alterato la stessa competizione tra le imprese. Il giudizio della Cisl Magna Grecia sul decreto Primo Maggio – aggiunge Gualtieri – è dunque positivo. Si tratta di un provvedimento che segna un passo avanti importante, introducendo un principio chiaro di salario giusto, legato al trattamento economico complessivo dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Pensiamo inoltre che sia decisamente rilevante anche il capitolo sugli incentivi rafforzati per le assunzioni al Sud, in particolare quelli legati alla ZES. È fondamentale – prosegue Gualtieri – che le risorse pubbliche vengano indirizzate verso imprese sane, che rispettano i contratti più rappresentativi e creano occupazione stabile e di qualità nel Mezzogiorno. La ZES è ormai diventata un vero motore di sviluppo e deve crescere attraverso investimenti e buona occupazione». mSullo specifico calabrese Gualtieri ritiene servano «investimenti concreti, infrastrutture, bonifiche, tutela del patrimonio ambientale e rilancio delle aree interne, una strategia che valorizzi le vocazioni del territorio, servizi pubblici: sanità e trasporti devono essere efficienti perché sono condizioni essenziali per trattenere giovani e famiglie e rendere reale il diritto al lavoro».
Per il segretario della Cisl Magna Grecia al centro del Primo maggio anche la sicurezza sul lavoro «deve diventare – evidenzia Gualtieri – una priorità assoluta, non è un costo, ma un investimento sulla vita delle persone. Pensiamo, ad esempio, che solo lo 0,4% delle risorse del Fondo sanitario nazionale è destinato alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti lavorativi. Nei primi due mesi del 2026 sono stati denunciati 91.912 incidenti sul luogo di lavoro, con un aumento del +2,6% sul 2025». Infine la modernità che impatta e non poco sul lavoro. «Di fronte alla sfida degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale – conclude Gualtieri – il sindacato deve essere protagonista, la tecnologia non può sostituire la persona ma deve essere governata attraverso la contrattazione, per migliorare la qualità del lavoro e non creare nuove disuguaglianze». (redazione@corrierecal.it)
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