Occhiuto: «Non mi dimetto, resto con Tajani». E pensa al bonus energia per le famiglie fragili
Su Nordio: «Gli vorrei regalare un corno». E poi: «Marina Berlusconi candidata? Sarei felicissimo»

ROMA «Non mi dimetto da vicesegretario di Forza Italia, rimango fino alla fine insieme a Tajani». Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale azzurro, affida alla trasmissione “Un giorno da pecora”, su Rai Radio 1, una risposta netta sulla solidità del suo ruolo nel partito.
Il governatore difende la leadership del segretario nazionale Antonio Tajani e rivendica la tenuta di Forza Italia dopo la morte di Silvio Berlusconi. «Senza Tajani non ci sarebbe stata nemmeno Forza Italia, ci avreste scommesso che sarebbe rimasta in piedi dopo la scomparsa di Berlusconi? Marina e Pier Silvio lo sanno, poi certo si può sempre far meglio». E ancora: «In Forza Italia comanda il segretario nazionale che è Tajani, non è un partito dove si comanda». Secondo Occhiuto, «ancora il nome di Berlusconi ha un suo potere evocativo. La linea la diamo tutti e Tajani fa sintesi».
Nel corso dell’intervista, il presidente della Regione si sofferma anche sulla tenuta del governo. «Il governo è molto saldo», afferma, aggiungendo che «gli italiani non pensano più al referendum ma alle bollette, al caro energia, a ciò che potrà essere l’effetto della guerra». Una preoccupazione che Occhiuto lega direttamente anche alla Calabria: «Sono preoccupato per la crisi energetica in Italia e in Calabria».
Da qui l’ipotesi di un intervento regionale a sostegno delle famiglie più fragili. «Sto pensando a una serie di misure. Vorrei dare 500-1000 euro una tantum a tutti coloro che hanno un Isee sotto 6mila euro utilizzando i fondi comunitari. Da quando sono presidente della Regione non ho mai restituito un centesimo all’Europa e vorrei utilizzarli in questo modo».
Occhiuto affronta poi il tema della possibile candidatura di Marina Berlusconi. «Sarei felicissimo ma non credo che accadrà mai. Non ne abbiamo parlato, è un argomento escluso a priori». Per il governatore calabrese, un suo ingresso in politica rappresenterebbe «una grande opportunità per Forza Italia», anche se non necessariamente per lei: «Governare o stare in politica significa stare ogni giorno al centro di mille attenzioni, alcune anche molto ingiuste, che provocano grande sofferenza, come le hanno provocate a suo padre».
Sul fronte politico nazionale, Occhiuto si dice favorevole a una modifica della legge elettorale: «La legge elettorale nuova con il premio di maggioranza secondo me è meglio della legge attuale».
Spazio anche al caso Nordio. Il presidente della Regione usa l’ironia per commentare le difficoltà che hanno riguardato il ministro della Giustizia. «Non so se Nordio sia scaramantico ma gli vorrei regalare un corno, un peperoncino, perché sembra che abbia una nuvoletta addosso. Prima il caso Almasri, poi il capo di gabinetto, poi il sottosegretario, ora il caso Minetti». Ma sulle dimissioni è netto: «Assolutamente no. Si può dimettere uno solo perché ha una nuvoletta sulla testa?».
Occhiuto interviene anche sul sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla da parte della marina israeliana e sull’arresto degli attivisti, tra i quali anche alcuni italiani. «Ha fatto molto bene Meloni a intervenire», dice. Sull’azione di Israele, però, osserva che «questi atteggiamenti indeboliscono complessivamente l’Occidente e la parte del mondo liberale». Una riflessione che il governatore allarga anche ai rapporti internazionali e alla vicenda dei medici cubani arrivati in Calabria. «A volte da parte di Israele e Trump ci sono atteggiamenti più simili a governi autocratici che a governi occidentali». Poi il riferimento diretto alla sanità calabrese: «In Calabria ho preso dei medici cubani e quando è venuto l’ambasciatore americano a dirmi che dovevo rinunciare a loro ho detto di no. Non potevo sguarnire gli ospedali perché a loro non piace».
Occhiuto rivendica quella scelta come necessaria per garantire i servizi sanitari. «Per loro il fatto che in un Paese occidentale ci sia una regione che prende medici cubani è una cosa incomprensibile. Però senza medici cubani avrei dovuto chiudere gli ospedali. Gli ho proposto di darmi medici americani al posto dei cubani ma non avevano medici americani da darmi». (Gi.Cu.)
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