Verso un anno di veleni e fratture: a Cosenza la campagna elettorale più lunga di sempre
La prossima primavera si vota per il dopo-Caruso: che vuole il bis, mentre ci sono già (almeno) altri tre papabili. Senza simboli di partito

COSENZA «Oggi inizia ufficialmente la campagna elettorale per le amministrative della primavera 2027». Era la battuta più ricorrente nei capannelli composti da chi martedì pomeriggio è andato ad assistere all’one man show del governatore che ha sparigliato le carte mostrando a sorpresa le slide del nuovo ospedale di Rende dacché doveva essere l’ospite del Pd da mettere sotto torchio su ritardi e disservizi nella sanità regionale.
In realtà, come confermato meno di 24 ore dopo, con il fuoco incrociato dei comunicati dei (due) Pd cittadini seguiti al j’accuse social del sindaco Franz Caruso, assente all’evento dem, quella iniziativa è stata soprattutto un messaggio muscolare, quello che si dice “contarsi per vedere quanto si conta”: noi ci siamo.
Così come c’è da scommettere che proprio in nuovo ospedale-policlinico e il connesso futuro dell’Annunziata saranno due tra i temi in cima all’agenda della campagna elettorale che sta già covando ma dopo l’estate entrerà “ufficialmente” nel vivo.
L’avanzata del civismo
Il dato politico è che tutti sembrano volersi smarcare… dalla politica: a fronte di un Pd lacerato, come detto, tra una federazione “rifondata” ma mai decollata e un circolo ormai smaccatamente anti-Caruso (come leggere altrimenti l’assemblea di martedì organizzata a 10 metri dal Palazzo di Città?), il sindaco ha siglato in tempi non sospetti un patto con il civico per antonomasia, Francesco De Cicco, del quale non si esclude però una nuova discesa in campo per indossare finalmente la fascia tricolore, esito non impossibile seppur dopo il celebre endorsement per Franz Caruso a mezzo diretta fb.
Riconferme per 3 candidati a sindaco?
La situazione attuale vede il sindaco uscente in posizione delicata nel suo stesso Psi come dimostra l’ultimo passaggio da Rende del segretario nazionale Maraio coi tentativi (falliti) di dialogo con l’ex capo di gabinetto Luigi Incarnato, che nei socialisti ricopre ruoli di vertice locali e nazionali: chiaro che Luigi fosse al dibattito del Pd con Occhiuto, e con lui si sono fatti vedere anche la figlia Pina e Francesco Alimena, i due “defenestrati” nel rimpasto di tre mesi fa. Ma è impossibile – allo stato – non menzionare Franz Caruso tra i papabili per la corsa alla poltrona più importante di Palazzo dei Bruzi.
E oltre al già citato De Cicco nonché a Giacomo Mancini da mesi al lavoro (anch’egli con un cartello civico) sulle risposte da dare alla città, nell’area di centrosinistra non si esclude neanche un ritorno Bianca Rende – cartello di civiche con tendenza Cinque Stelle – in uno schema che ricalca praticamente metà della sfida dell’autunno 2021. Nella pancia della città sul fronte centrodestra circola da mesi il nome dell’imprenditore Sergio Mazzuca, che sarebbe accomunato a Rende e De Cicco proprio dalla espressa volontà di non ricorrere a simboli di partito. Se i “civici” – al netto dei no comment – corrono e preparano i database con candidati e preferenze, i partiti tradizionali attendono. Ma un anno può essere più breve di quanto possa sembrare. (EFur)
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