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Catanzaro, false diagnosi e pazienti “indirizzate” a Napoli, chiesto il processo per 6 medici

Al Pugliese-Ciaccio i dottori avrebbero indicato falsamente che le donne erano affette da patologie rientranti tra quelle che consentono la prescrizione gratuita dei farmaci. Inoltre due medici le …

Pubblicato il: 11/01/2021 – 19:34
Catanzaro, false diagnosi e pazienti “indirizzate” a Napoli, chiesto il processo per 6 medici

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
Avrà inizio il 10 marzo prossimo l’udienza preliminare a carico di Fulvio Zullo, in qualità di direttore del Dipartimento universitario di Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, fino al 2017, e consulente ginecologo/oncologo fino a tutto il 2019; Roberto Noia, dirigente di primo livello nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Andrea Gregorio Cosco, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Menotti Pullano, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Saverio Miceli, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro; Roberto Venturella, responsabile del centro di Procreazione medicalmente assistita avviato nell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.
Gli indagati sono, a vario titolo accusati di abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e truffa. Zullo dal 2011 al 2017 avrebbe attestato diagnosi non veritiere in 12 piani terapeutici indicando falsamente che le pazienti erano affette da patologie rientranti tra quelle che consentono la prescrizione gratuita dei farmaci; avrebbe sottoscritto 94 piani terapeutici a favore di pazienti che non avevano mai fatto regolare accesso al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Catanzaro traendo in inganno l’amministrazione con un danno economico superiore alle 62mila euro. Stesse accuse vengono mosse a Noia, per un danno complessivo calcolato in 4.644,95 euro; a Cosco per un danno complessivo calcolato in 11.467,08 euro e a Miceli per un danno di 9.386,30 euro.
MANDATE A CURASI NELLE CLINICHE DI ZULLO Zullo e Venturella, inoltre avrebbero emesso 281 piani terapeutici per 177 pazienti per il contrasto dell’infertilità e avrebbero indirizzato esplicitamente le pazienti, per le successive procedure di Procreazione medicalmente assistita, nelle cliniche Mediterranea di Napoli, dove operava fino al 2015 l’associazione “Capiello- Del Negro” ricondicubile allo stesso Zullo; nella casa di cura “Rueschi” di Napoli, dove Zullo riveste il ruolo di medico specialista. Il tutto nonostante la presenza di strutture pubbliche in Calabria che applicano le stesse terapie e la stessa creazione a giugno 2019 del centro per la Procreazione medicalmente assistita diretto dallo stesso Venturella.
FALSE PRESENZE ALL’UNIVERSITA’ Fulvio Zullo, inoltre, avrebbe in più occasioni certificato nel registro cartaceo della facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia di Catanzaro la propria presenza mentre in realtà si trovava contestualmente nella sala operatoria del Pugliese-Ciaccio per interventi. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Amedeo Bianco, Vincenzo Maiello, Giovanni Merante, Anselmo Mancuso, Francesco Iacopino, Danilo Iannello.

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