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«Gli allarmi ignorati sulle pandemie»

di Giusy Raffaele

Pubblicato il: 20/01/2021 – 17:46
«Gli allarmi ignorati sulle pandemie»

«Per 15 anni è stato ignorato l’allarme sui rischi legati ad una pandemia, ora gli effetti rischiano di pesare sul mondo delle imprese, del lavoro e sulle giovani generazioni sulle quali si sono abbattute due crisi economiche globali». A scriverlo è il World economic forum (WEF) nel “Global risks report 2021” che elenca nell’ultimo rapporto quali sono i rischi sugli effetti a breve, medio e lungo termine del Covid-19. 
Il Forum economico mondiale è un’organizzazione internazionale nata nel 1970 con sede in Svizzera per iniziativa del professore  Klaus Schwab. La fondazione organizza ogni inverno, presso la cittadina di Davos in Svizzera, un incontro tra esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale con intellettuali, presidenti, primi ministri, industriali, giornalisti selezionati, per discutere delle questioni più urgenti che il mondo si trova ad affrontare, anche in materia di salute e di ambiente.
Il Wef avverte che la pandemia rischia innanzi tutto di ampliare le disparità d’accesso alle tecnologie e alle competenze digitali, e questo in futuro potrebbe mettere in discussione il processo di coesione sociale. A pagarne gli effetti infatti saranno in particolare i giovani di tutto il mondo, perché si trovano ad affrontare la seconda crisi globale della loro generazione, che li potrebbe escludere dalle opportunità del prossimo decennio.
Nel report si dichiara: «Il costo umano ed immediato di Covid-19 è grave. Minaccia di rallentare anni di progressi nella riduzione della povertà e della diseguglianza e di indebolire ulteriormente la coesione sociale e la cooperazione globale. La perdita di posti di lavoro, un crescente divario digitale, interazioni sociali interrotte e cambiamenti improvvisi nei mercati potrebbero portare a conseguenze disastrose».
Ma oltre all’impatto sulle nuove generazioni, il rapporto sottolinea come le difficoltà finanziarie, di digitalizzazione e di reputazione derivanti dal Covid-19 minacciano anche la persistenza sul mercato di molte aziende e della loro forza lavoro, creando disparità che potrebbero causare un’ulteriore frammentazione della società. Mentre una prospettiva geopolitica sempre più tesa e fragile ostacolerà anche la ripresa globale se le potenze di medie dimensioni non avranno un posto al tavolo globale.
L’analisi sottolinea tra le possibili minacce temute nel breve termine (0-2 anni) la diffusione di malattie infettive, le crisi occupazionali, il divario digitale e la disillusione dei giovani, nel medio periodo (3-5 anni) si temono i rischi economici e tecnologici, come lo scoppio di bolle finanziarie, il crollo di infrastrutture informatiche, l’instabilità dei prezzi e la crisi del debito. Nel lungo periodo (5-10 anni) si temono soprattutto le minacce derivanti da armi di distruzione di massa, collasso dello stato e perdita di biodiversità, come il progresso di tecnologie pericolose per l’uomo. Ma nonostante l’inevitabile ricaduta da COVID-19, sono le questioni legate al clima al primo posto nella classifica dei rischi di quest’anno, che il rapporto descrive come «una minaccia esistenziale per l’umanità». A fronte di un calo delle emissioni di carbonio causato da blocchi e interruzioni del commercio e dei viaggi internazionali, si teme che, quando le economie inizieranno a riprendersi, le emissioni aumenteranno.
Formulazione di quadri analitici (che sfruttano i big data per reagire più velocemente alle minacce), creazione di nuove forme di alleanze tra soggetti diversi e creazione di fiducia attraverso una comunicazione chiara e coerente rappresentano dei possibili insegnamenti appresi dalla gestione della pandemia per contrastare i rischi e affrontare la ripresa globale. In sostanza agire e non semplicemente reagire.
Il report sarà discusso la prossima settimana a Ginevra, dal 25 al 29 gennaio, in occasione del “Davos Agenda”, che mobiliterà i leader globali per dare forma ai principi, alle politiche e alle partnership necessarie in questo nuovo contesto globale.

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