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Saladino: «Indagato da de Magistris e assolto. Sarei io il potere forte?»

L’ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria: «Sono stato l’accusato numero uno, addirittura il capo della “Loggia di San Marino”. “Why not” è stata un disastro ma l’ex pm è diventato…

Pubblicato il: 20/01/2021 – 14:47
Saladino: «Indagato da de Magistris e assolto. Sarei io il potere forte?»

CATANZARO «Sono paradossalmente contento che De Magistris si candidi come governatore della Calabria, perché la Calabria, evidentemente, merita questo. Penso che se uno facesse una proposta del genere a un sardo, a un siciliano o a un pugliese, ne ricaverebbe una pernacchia. Mandare in Calabria un politico fallito, che ha distrutto Napoli e che quindi in Campania non vuole più nessuno, significa che tutto fa brodo». A dirlo all’AdnKronos, commentando l’ufficializzazione della candidatura alla presidenza della Regione Calabria di Luigi De Magistris, è Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria e principale indagato dell’inchiesta “Why Not?” condotta proprio dall’ex pm di Catanzaro ora sindaco di Napoli. «Sono stato l’accusato numero 1, il capo della “Loggia di San Marino”, dove addirittura Romano Prodi sarebbe stato un mio adepto – racconta Saladino -, ma è finita che sono stato assolto, perché il fatto non sussiste, al Tribunale di Salerno, dove si è celebrato il vero processo “Why Not?”, che non è stato fatto a Catanzaro, ma a Salerno. Il dottor De Magistris, infatti, pensava a un complotto pluto-massonico-giudaico contro di lui, e aveva accusato me e una serie di magistrati che nemmeno conosco. E questo processo, più di cento udienze in 5 anni, si è concluso con l’assoluzione di tutti. A Catanzaro c’è stata, invece, la prescrizione, ma attenzione, una prescrizione per un processo con rito abbreviato. Perché io a Catanzaro ho scelto il rito abbreviato e hanno mandato il processo in prescrizione dopo circa 13 anni, mentre a Salerno il processo con rito ordinario è durato 5 anni».
Poi Saladino, prima di tornare sul punto della candidatura di De Magistris, aggiunge: «Con l’inchiesta Why not sono saltati fuori “controlli telefonici” di persone importanti De Magistris, ricordo il cellulare di Gratteri, quello delle suore del Papa, solo perché erano di Comunione e Liberazione, poi i telefoni dell’ambasciata americana e del capo della Dda, dei servizi segreti, tanti altri. Mezzo mondo, insomma. E ciò emerge dalle dichiarazioni a Salerno del dottor Garbati, che dirigeva il pool che aveva ereditato la grande bufala di De Magistris. L’inchiesta “Why Not?” Un disastro, ma sta nei fatti che con quella inchiesta lui è diventato famoso e da lì lui è entrato in politica». Ma, aggiunge Saladino, «ribadisco, sono contento che De Magistris venga perché anche qui dimostrerà il suo fallimento politico, come ha già dimostrato da magistrato. La candidatura di De Magistris non avrà successo. Anche se perde avrà uno stipendio, perché in ogni caso entrerà in Consiglio regionale. Triste parabola: cerca una poltrona perché fra poco sarà disoccupato. Shakespeare diceva che il mondo è un teatro e ognuno recita la sua parte, e De Magistris è un grande attore, stranamente invitato in tv nel ruolo di saggio, anche se non capisco che saggezza abbia». De Magistris, conclude Saladino, «è uno che parla continuamente dei poteri forti pur essendo stato parlamentare europeo e due volte sindaco di Napoli. Ma allora, poteri forti di chi? Io ho una caffetteria e giro con una Fiat 500 a noleggio, eppure io sarei il “potere forte” e lui quello debole?». (AdnKronos)

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