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Ristori, versati ad oggi 6,6 miliardi. Alla Calabria “solo” 135 milioni

Gli interventi già programmati vanno dagli 1,2 miliardi per la Lombardia ai 30 milioni per il Molise e i 15 per la Valle d’Aosta

Pubblicato il: 23/02/2021 – 7:33
Ristori, versati ad oggi 6,6 miliardi. Alla Calabria “solo” 135 milioni

ROMA Ad oggi sono 6,6 su 10 i miliardi di euro già elargiti in forma di “ristori” dal governo per le imprese – e in generale per i settori – messe in crisi dall’emergenza Covid. I prossimi passaggi spetteranno al nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi e già ci si chiede quale sarà la nuova strategia di ripartizione dei fondi.
Attraverso la mappa pubblicata da Repubblica, viene spiegata la ripartizione dei contributi a fondo perduto che fino ad ora il governo ha stanziato con il “Decreto Rilancio” e l’Agenzia delle Entrate ha versato in media in 15 giorni sui conti correnti delle imprese che hanno perso fatturato a causa del Covid.
Gli interventi sono catalogati in base alle attività cui sono destinati e rispettivo ammontare (oltre al numero di pagamenti). Su tutti si segnalano 930 milioni per le attività di commercio al dettaglio; 630 nella ristorazione e 13 alle imprese di assicurazione.

Interventi in base ai territori

I 10 miliardi destinati alle imprese e suddivisi attraverso 3,3 milioni di pagamenti (2,4 alla fine di dicembre), 1,2 miliardi sono andati in Lombardia (421 a Milano, 176 a Brescia e 146 a Bergamo), seguita dal Veneto a 678, poi Emilia Romagna a 636 e Toscana a 563. I 532 milioni del Lazio sono andati quasi tutti (407) a Roma.
La forbice tra i territori si chiude sui 30 milioni per il Molise e i 15 per la Valle d’Aosta.
In questo quadro si inseriscono i 135,67 milioni dati alla Calabria attraverso 64.342 pagamenti. Quota più bassa tra le regioni del Sud – fatta eccezione per la Basilicata – se si considerano gli oltre 400 milioni destinati a Campania e Sicilia e i 320 della Puglia.

Interventi in base alle attività

Tra le imprese, il commercio al dettaglio registra la cifra più alta seguito da quello all’ingrosso (670 milioni) e dalle attività della ristorazione (630). Poi lavori di costruzione specializzati (528), coltivazioni agricole (379) e costruzione di edifici (331).
L’indicazione, viene però specificato, è parziale non considerando le cifre erogate con i successivi decreti Ristori e che portano il totale dei contributi a quota 10 miliardi. A questi vanno inoltre aggiunti i 628 milioni stanziati per la ristorazione a seguito delle chiusure natalizie e il contributo “centri storici”, che ha generato poco meno di 90 milioni.

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