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«La nostra non è una stabilizzazione»

Riceviamo e pubblichiamo. I termini della vicenda relativa al progetto di legge, di iniziativa consiliare, finalizzato all’utilizzo di circa 200 precari che possiedono i requisiti stabiliti dal…

Pubblicato il: 10/03/2021 – 19:36
di Coordinamento Precari Legge 12
«La nostra non è una stabilizzazione»

Riceviamo e pubblichiamo.

I termini della vicenda relativa al progetto di legge, di iniziativa consiliare, finalizzato all’utilizzo di circa 200 precari che possiedono i requisiti stabiliti dalla Legge 7 luglio 2014, n. 12, attraverso un contratto a tempo determinato di 16 mesi part -time, sono stati rappresentati in maniera distorta  rispetto alla realtà. Innanzitutto non si tratta di una “stabilizzazione”, come inopportunamente e impropriamente riportato in diversi articoli apparsi sugli organi di stampa e non è stata fatta nessuna assunzione, come invece annunciato con clamore. Da più parti si è invocata l’illegittimità di un progetto di legge che è solo la fase terminale di un lungo e tortuoso percorso, che dura oramai da diversi anni, attribuendoci anche la “patente” di “raccomandati, amici degli amici, parenti della politica etc. etc”.  Su questo punto permetteteci di sottolineare che, se lo fossimo, occuperemmo ben altri ruoli e postazioni, come li occupa chi lo è davvero e non saremmo qui a “lottare” dopo tanti anni per una contrattualizzazione di 16 mesi part-time per meno di mille euro netti al mese. 

Siamo onesti lavoratoti, professionisti, madri e padri di famiglia, che hanno apportato per anni un notevole contributo in termini di competenze e risultati ai vari dipartimenti. Siamo stati selezionati a seguito di regolari procedure ad evidenza pubblica, con un percorso lavorativo regolare e trasparente e non è giusto offendere la nostra dignità facendoci passare come parassiti e raccomandati politici.  Il nostro iter legale è iniziato sette anni fa ed ha come fondamento una Legge regionale adottata sulle previsioni di una Legge nazionale a cui ha fatto seguito un iter amministrativo definitivo, istruito e valutato da parte della Pubblica Amministrazione che, per dovere di cronaca e opportuna conoscenza, riportiamo nelle sue tappe più significative: l’articolo 4, comma 8, del Decreto Legge 31 Agosto 2013 n. 101, convertito con Legge 30 Ottobre 2013 n. 125, che, in relazione ai lavoratori individuabili come “precariato storico” ha disposto che le Regioni redigessero un elenco regionale secondo prestabiliti  criteri di priorità – la Regione Calabria, con Legge n. 1/2014, adottata in attuazione della precitata normativa nazionale ha previsto l’istituzione di un elenco regionale utile per l’assunzione a tempo indeterminato degli LSU ed LPU; – la Regione Calabria, con Decreto del competente dirigente n. 377/2014, ha approvato l’avviso pubblico relativo alle disposizioni di cui all’art. 1 della L. R. n. 1/2014, con ai lavoratori di cui alle LL.RR. n. 15/2008, n. 28/2008 e n. 8/2010; – con successiva L.R. n. 12/2014, ha adottato in sede di interpretazione autentica dell’art. 1, comma 6 e dell’art. 4 della L.R. n. 1/2014, è stato previsto che l’elenco di cui alle leggi regionali nn. 15/2008, 28/2008 e n. 8/2010, debba ricomprendere anche tutti i lavoratori di enti partecipati della Regione Calabria aventi i  requisiti previsti dalla normativa vigente – con delibera di G.R. n. 16/2018 si è preso atto degli elenchi relativi al precariato storico demandando al Dipartimento Lavoro l’adozione di tutti gli atti necessari al fine di dettare gli indirizzi applicativi per un’attuazione delle previsioni normative di cui alla L. R. n. 1/2014; – di seguito si è provveduto, con decreto n. 6702/2020, ad approvare l’elenco del precariato regionale dei lavoratori in possesso dei requisiti di cui alla L.R. n. 1/2014 e della successiva interpretazione autentica ex L.R. n. 12/2014; – in data 14 Ottobre 2020,  si è  tenuto un incontro tra i rappresentanti dell’Amministrazione Regionale e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative per definire la vicenda relativa ai suddetti lavoratori e sottoscrivere  l’ accordo che prevede  la loro contrattualizzazione alle dipendenze di Azienda Calabria Lavoro, previa apposita manifestazione di interesse  L’accordo sindacale sottoscritto dalla Regione Calabria impegna l’Amministrazione e la vincola al rispetto degli obblighi assunti. . La mancata esecuzione di detto accordo, oltre a costituire un comportamento antisindacale, concretizza un evidente inadempimento degli obblighi di cui alla L.R. n. 12/2014.; – con Decreto Dirigenziale n. 11614 del 12 novembre 2020 è stata approvata la “graduatoria ponderata” del precariato regionale di cui alla L.R. n. 1/2014

Sulla legittimità delle suddette procedure si è anche espresso il TAR con sentenza n. 351/2021.

Un percorso lungo e articolato quindi, che non ha nulla a che vedere con il “blitz” di fine legislatura, come invece è stato impropriamente definito. Un altro punto fondamentale da chiarire una volta per tutte, riguarda la presunta straordinarietà ripetutamente invocata. A tal proposito, ricordiamo e puntualizziamo che l’esecuzione delle previsioni di cui alle LL.RR. nn. 1/2014 e n. 12/2014,  nonché di quanto previsto dal Decreto n. 11614/2020,  non sono  in contrasto con il regime di ordinaria amministrazione che caratterizza attualmente la Regione Calabria essendo tali  provvedimenti frutto di un iter già  perfezionato completato, e come tale  sono da intendersi come meramente esecutivi di una disposizione di legge e non valgono a compromettere il corretto assetto patrimoniale della Regione Calabria poiché la previsione di spesa era stata  già individuata in epoca antecedente alla presa d’atto della morte della compianta Presidente Onorevole Jole Santelli.

Tutto ciò a conferma che si tratta di una procedura del tutto legittima e regolare, suffragata dal citato iter legislativo e amministrativo.  Solo ed esclusivamente sulla scorta di tali elementi, è sorta l’iniziativa del Consiglio Regionale della Calabria in ordine al progetto di legge di cui si discute, sollecitata in questi mesi in modo unitario da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Regionale, dalle sigle sindacali e sostenuta a più riprese anche dagli organi di stampa.

Basterebbe ciò per far comprendere che non si tratta di una mera operazione politica e/o clientelare, come invece è stata purtroppo rappresentata strumentalizzando il delicato periodo in corso, ma di un diritto già acquisito dai noi lavorato delle Legge 12. 

Ne consegue che l’adozione di atti o provvedimenti legislativi che siano funzionali al nostro utilizzo,  sia un’azione del tutto lecita e legittima e non si comprende  (sic) il perché   tale iniziativa possa aver suscitato tanto stupore e clamore,  mentre ben  altre sono le situazioni che dovrebbero essere stigmatizzate. 

Sotto tale profilo è il caso di rilevare che la Regione Calabria ha adottato provvedimenti, sostanzialmente analoghi in relazione ad altri lavoratori non indicati nelle previsioni di cui all’art. 1 della L. n. 1/2014 e prorogati durante l’attuale regime di straordinarietà, in silenzio e senza che venisse sollevata nessuna obiezione! 

Appare ingiusto, insinuare presunte irregolarità e illegittimità, attribuendoci etichette lesive della nostra dignità e professionalità senza che ciò corrisponda alla realtà dei fatti, che abbiamo dettagliatamente rappresentato.

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