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Cosenza, estorsione e spaccio di droga: eseguite sei misure cautelari – NOMI E VIDEO

Conclusa l’indagine condotta dai carabinieri di Cosenza tra luglio e novembre 2019

Pubblicato il: 30/03/2021 – 10:18
Cosenza, estorsione e spaccio di droga: eseguite sei misure cautelari – NOMI E VIDEO

COSENZA Nelle prime ore di oggi a Cosenza e Rende, i militari della Compagnia Carabinieri di Cosenza hanno dato esecuzione ad un’ordinanza dispositiva di 6 misure cautelari, di cui tre di custodia cautelare in carcere, due di custodia agli arresti domiciliari ed una dell’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di “detenzione/cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso” ed “estorsione in concorso”. I provvedimenti, emessi dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica, costituiscono l’epilogo di un’attività investigativa condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Cosenza nel periodo compreso tra il luglio 2019 e il novembre 2019, concernente una fiorente attività di spaccio svolta nel capoluogo bruzio ed in altri comuni dell’hinterland cosentino.

La denuncia

L’indagine, condotta dai Carabinieri sotto lo stretto coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, ha tratto origine dalla denuncia presentata presso la Stazione Carabinieri di Cosenza da parte della sorella di uno degli indagati, nella quale la donna rappresentava la situazione debitoria del fratello causata dall’approvvigionamento di droga. A seguito delle prime attività di indagine svolte dai militari, veniva acclarato come la vittima fosse coinvolto in una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) insieme agli altri soggetti destinatari dell’odierna misura cautelare. Nel corso del successivo sviluppo investigativo, i Carabinieri sono riusciti a delineare la rete di spacciatori che, incessantemente, con frequenza oraria e dedizione maniacale, dimostrandosi sempre pronti a soddisfare ogni richiesta, hanno evidenziato di essere in grado di rifornire con droghe leggere e pesanti, anche cocaina ed hashish, alcune piazze di spaccio cittadine e della provincia cosentina.

Le intercettazioni

Le diverse attività captative nei confronti degli indagati, corroborate da importanti riscontri e sequestri a carico dei soggetti coinvolti in qualità di pusher o assuntori, hanno fatto via via emergere lo spessore e l’accreditamento degli stessi agli occhi degli assuntori. Le innumerevoli conversazioni captate hanno consentito di accertare centinaia di incontri fugaci con repentini scambi di dosi e denaro. Molti tossicodipendenti sentiti dai Carabinieri, hanno ammesso di aver acquistato a più riprese sostanza stupefacente dagli indagati, rendendo informazioni utili a ricostruire le modalità di spaccio, scoprire i luoghi delle cessioni, i prezzi praticati, procedendo anche al riconoscimento fotografico degli spacciatori. Gli stessi indagati, anche attraverso un linguaggio criptico, erano soliti contrattare telefonicamente il prezzo ed il quantitativo delle dosi da cedere, ed in molti casi pubblicizzavano gli effetti che la stessa sostanza avrebbe garantito sull’acquirente. «Stasera ti faccio volare compà!», «stai volando!», «come me sei volato», «e poi domani e dopo domani ti faccio volare e stasera pure». Da qui il nome dell’operazione “Fly” riferita appunto alla descrizione che alcuni degli arrestati utilizzavano dare per descrivere gli effetti della sostanza stupefacente venduta.

Il video

Gli indagati

Tra i destinatari del provvedimento anche un 85enne padre di uno dei principali indagati, il quale, secondo le accuse, avrebbe concorso nell’attività di spaccio ricostruita dal figlio 42enne. Quando i clienti non riuscivano a trovare il ragazzo a casa, potevano tranquillamente rivolgersi al genitore. In un emblematico passaggio di conversazione telefonica, si sente l’anziano padre chiamare telefonicamente il figlio per segnalagli la presenza di un ragazzo che lo stava cercando ed il figlio chiedere «dimmi cosa vuole … che vuole?”… risposta «e che vuole!?», e l’altro afferma «vuole volare… passamelo passamelo». Questi i nomi degli indagati: Pierpaolo Guzzo, Massimo Volpintesta e Candido Perri (in carcere), arresti domiciliari disposti per Manuel Forte e Francesco Guzzo. Obbligo di dimora per Giuseppe Caruso.

Non solo spaccio

 Le attività tecniche, inoltre, hanno permesso ai militari di accertare la commissione di ulteriori reati, maturati sempre nell’ambito dell’attività di spaccio. Nello specifico, emerge un episodio di estorsione riguardante un orologio oggetto di furto, per la restituzione del quale uno degli indagati chiedeva alla vittima 1000 euro. La vittima, un dipendente orologiaio di una rinomata gioielleria di Cosenza, pagava la somma richiesta pur di rientrare in possesso dell’orologio di valore che gli era stato affidato per la riparazione. Nel corso dell’attività sono stati identificati 42 acquirenti ed effettuati una serie di riscontri che hanno consentito di cristallizzare l’attività di spaccio attraverso la segnalazione alla Prefettura di Cosenza di 13 assuntori e di arrestare in flagranza di reato 2 persone e denunciarne in stato di libertà altre 3 per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, nel periodo di riferimento sono stati sequestrati anche complessivamente 113 grammi di cocaina,  10 grammi di hashish e 80 grammi di marijuana.

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