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Reggio, la protesta di parrucchieri ed estetisti. «Il nostro settore è in ginocchio. Fateci lavorare» – INTERVISTE

I professionisti del benessere: «Si può lavorare in sicurezza in zona rossa». Il vicesindaco Neri: «Chiusura non concordata dalla Regione»

Pubblicato il: 06/04/2021 – 13:44
Reggio, la protesta di parrucchieri ed estetisti. «Il nostro settore è in ginocchio. Fateci lavorare» – INTERVISTE

REGGIO CALABRIA La Calabria rimarrà “zona rossa” fino al prossimo 21 aprile. Così è stato stabilito con la recente ordinanza del presidente facente funzioni, Nino Spirlì, che ha recepito l’omologo provvedimento del ministero della salute dello scorso 2 aprile. Misure che iniziano a dispiegare i loro effetti, per ora tutt’altro che positivi.
Nella morsa delle chiusure finiscono infatti diverse attività, come ad esempio parrucchieri ed estetisti che scendono in piazza anche a Reggio Calabria per lanciare il loro grido d’allarme e cercare, con l’aiuto di autorità ed istituzioni, una soluzione che possa ponderare tutti gli interessi in gioco e non soltanto la necessità di imprimere mere restrizioni per il contenimento dei contagi.
In Piazza Italia, sotto Palazzo San Giorgio, sono decine i parrucchieri, estetisti e barbieri che si danno appuntamento per chiedere un’interlocuzione.
«Noi dobbiamo aprire. Chiediamo la sospensione di tutte le cartelle che ci sono arrivate adesso. Questo il sindaco lo può fare. Ci deve aiutare perché non abbiamo entrate». Sono queste alcune delle richieste della “Federazione Professionisti del Benessere”. Indossano maglie, felpe o giacche rosse che risaltano nella mischia che si crea intorno all’assessore Versace, uno dei primi ad intervenire in piazza per un confronto. Il megafono chiede di mantenere la distanza e tenere la mascherina, ma ognuno vuol rendere edotti gli astanti della sua condizione, delle difficoltà indotte da questo stallo senza fine.
Quale che sarà la soluzione, domani riapriranno le loro attività in segno di protesta verso chiusure piovute in maniera indiscriminata sulle attività commerciali, a maggior ragione dopo aver affrontato notevoli spese per mettere in sicurezza i locali adeguandoli alle direttive.

Le interviste


«Chiediamo la riapertura dei nostri negozi. Dopo un anno di chiusure e riaperture il nostro settore è in difficoltà. Anche nel mese di ottobre eravamo zona rossa eppure il governo ci ha fatto lavorare». Rosalba Pizzi è la portavoce e presidente della “federazione” e spiega il significato dell’odierna protesta: «Noi abbiamo sempre attuato scrupolosamente i protocolli di sicurezza, nei nostri saloni si entra solo su appuntamento e il rapporto col cliente è “one to one”. Non ha senso tenere chiuse le nostre attività». Come e più dell’anno scorso, una delle ricadute delle chiusure è il «dilagare dell’abusivismo e del lavoro nero in città. È quello il vero problema, che porta contagi».
Il risultato immediato è l’udienza concessa a una delegazione del gruppo dal prefetto Mariani, per giungere a una soluzione condivisa e per chiedere delle deroghe rispetto al provvedimento della Regione. «L’assessore Versace – continua Pizzi – ci ha promesso che già nel pomeriggio manderà alla Regione una contro-ordinanza per chiedere le aperture delle nostre attività alla Regione in base ai codici Ateco».
In piazza interviene anche il vicesindaco della Città Metropolitana, Armando Neri: «Prima di essere amministratori siamo cittadini e ci schieriamo a fianco di queste categorie che stanno subendo molti danni dalle chiusure. La decisione di Spirlì di prorogare la zona rossa fino al 21 aprile non è stata concordata con i sindaci quindi coi cittadini, con gli imprenditori e con i rappresentanti delle categorie che stanno soffrendo questa situazione». E conclude: «È necessario intervenire sul piano vaccinale e accelerare i vaccini. Mi riferisco alla Regione e all’Asp: per uscirne abbiamo bisogno di conoscere un piano vaccinale che sia chiaro. La situazione è difficile e come istituzioni dobbiamo fronteggiarla facendo squadra». (f.d.)

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