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Si pente Nicolino Grande Aracri, sta collaborando da un mese

È uno dei più potenti boss della ‘ndrangheta. Il suo potere si estende alle cosche e ai colletti bianchi, anche nel centro e nord Italia

Pubblicato il: 16/04/2021 – 9:32
di Alessia Truzzolillo
Si pente Nicolino Grande Aracri, sta collaborando da un mese

CROTONE Le sue prime dichiarazioni risalgono a circa un mese fa. Segretissimo il contenuto ma potenzialmente esplosivo. Uno dei più potenti boss della ‘ndrangheta calabrese sta collaborando con i magistrati della Dda di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri. Si tratta – come ha anticipato stamane Il Quotidiano del Sud – di Nicolino Grande Aracri, capo indiscusso della Provincia criminale di Crotone, colui che ha fatto assurgere agli onori della cronaca il territorio di Cutro, conosciuto in tutta Italia perché in tutta Italia si era esteso il potere mafioso ed economico dei Grande Aracri. Detenuto nel carcere di Opera, da quando ha chiesto di incontrare i pm di Catanzaro è stato trasferito in altra località.
Condannato all’ergastolo per diversi omicidi e per associazione mafiosa, Grande Aracri ha spezzato il silenzio.
Se la sua collaborazione sarà attendibile e andrà fino in fondo, l’universo criminale potrebbe capovolgersi.
Nicolino Grande Aracri teneva in mano le redini delle cosche crotonesi, il cui potere si espandeva fino a Catanzaro. Aveva rapporti con i boss di tutta la regione e molti li aveva convinti ad abbandonare la dipendenza dal crimine di Reggio Calabria e formare Provincia autonoma con base a Cutro. La cosca di Cutro ha un’altra potente base in Emilia Romagna. Il più grosso processo celebrato contro la ‘ndragheta nel Nord Italia è proprio Aemilia, contro la cosca Grande Aracri. Ma gli addentellati e gli affari del boss si estendono nel centro e nord Italia. I processi in Calabria non si contano. Non c’è solo Kyterion, che meglio di tutti ha focalizzato la cosca di Cutro, ma vi sono una miriade di procedimenti contro le cosche satellite direttamente dipendenti dalle volontà del boss.
Ma, soprattutto, il lavoro che Nicolino Grande Aracri ha sempre condotto è stato quello di arruolare tra le proprie fila quelli che lui definiva «i cristiani buoni». Colletti bianchi, professionisti, imprenditori, meglio se con addentellati nella massoneria. Adesso c’è chi trattiene il fiato. La miccia è stata accesa.

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