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Il “caso” del primario del pronto soccorso di Cosenza in Consiglio regionale

Nel corso della riunione congiunta delle commissioni anti ‘ndrangheta e sanità, si discute delle ferie concesse al medico dell’ospedale

Pubblicato il: 21/04/2021 – 19:51
di Fabio Benincasa
Il “caso” del primario del pronto soccorso di Cosenza in Consiglio regionale

COSENZA L’attivazione di nuovi posti letto per rendere efficiente l’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza. E’ la “promessa” strappata dal presidente della commissione anti ‘ndrangheta Antonio De Caprio al commissario dell’Ao di Cosenza, Isabella Mastrobuono. L’audizione di ieri (QUI LA NOTIZIA), è servita per fare il punto sull’emergenza che per settimane ha aumentato la pressione sui reparti Covid e costretto i medici ed il personale sanitario cosentini agli straordinari. La soluzione prospettata dalla Mastrobuono è legata al miglioramento dell’organizzazione dei reparti dedicati alla cura dei pazienti positivi, favorendo una migliore organizzazione. Il buon funzionamento di una struttura così complessa dipende evidentemente dal potenziamento dell’organico, e nel caso specifico dall’assunzione di medici, infermieri, oss e personale sanitario. Sul punto, la Mastrobuono ha ribadito ciò che già aveva avuto modo di asserire nel corso della turbolenta riunione della conferenza dei sindaci di Cosenza (QUI LA NOTIZIA). In quell’occasione, prima del botta e risposta al veleno con il presidente della Provincia di Cosenza Iacucci (NE ABBIAMO PARLATO QUI), il commissario dell’Ao aveva ribadito un concetto, ormai chiaro a tutti: «La possibilità di assumere personale solo a tempo determinato rende difficile il reclutamento, perché – aveva sottolineato la Mastrobuono – nessuno ha intenzione di accettare un incarico di questo tipo». Al presidente De Caprio, il commissario ha aggiunto di aver trovato «concorsi bloccati da anni». Insomma, una strada in salita e piena zeppa di ostacoli. Delle difficoltà incontrate in questi mesi, la Mastrobuono ha reso edotto il commissario ad acta della sanità calabrese, Guido Longo. Ma dei tempi, dei modi e delle possibili soluzioni suggerite o ipotizzate dal massimo vertice del settore sanitario calabrese non si hanno ancora notizie. Le attendono i pazienti, i tanti calabresi preoccupati dall’aumento dei contagi ed anche i commissari di Asp e Ao.

Il “caso” del primario del pronto soccorso

Nel corso della riunione, il presidente dell’antimafia regionale, Antonio De Caprio ha chiesto al commissario di rendere note le motivazioni che hanno indotto l’accettazione delle ferie, richieste dal primario del pronto soccorso, vincitore di concorso, e che si sarebbero potute evitare in piena emergenza pandemica. La Mastrobuono «ha giustificato l’assenza – dice De Caprio – ribadendo che nessun posto è rimasto scoperto e che, a breve, prenderanno servizio altri medici. Inoltre – ha aggiunto – che alla fine di aprile, verranno consegnati i locali attigui al pronto soccorso con i posti letto di osservazione breve intensiva che daranno un’altra immagine al nosocomio».

Anticorpi monoclonali

Oggi, il primo paziente Covid-19 in carico in assistenza domiciliare alle Unità Speciali di Continuità Assistenziali di Cosenza, sottoposto al trattamento con anticorpi monoclonali nel reparto di Malattie Infettive, dell’ospedale dell’Annunziata. L’ Ospedale dell’Annunziata accelera sulla campagna degli anticorpi monoclonali e istituisce una mail dedicata ai medici di medicina generale, alle Usca e ai sanitari che sul territorio, a vario titolo, possono intercettare pazienti Covid-19, positivi asintomatici o paucisintomatici, con fattori di rischio tali da poter sviluppare una forma grave di infezione da Covid con conseguente aumento di probabilità di ospedalizzazione: anticorpimonoclonali@aocs.it è l’indirizzo di posta elettronica destinata a raccogliere le segnalazioni dei pazienti eleggibili per la terapia alle  immunoglobuline. I pazienti candidabili sono i soggetti di età superiore ai 12 anni, positivi, non ospedalizzati, non in ossigenoterapia, con sintomi di grado lieve-moderato di recente insorgenza (e comunque da non oltre 10 giorni) e presenza di almeno uno dei fattori di rischio (obesità, malattia renale cronica, diabete non controllato, immunodeficienze primitive o secondarie, malattia cardio-cerebrovascolare, malattie respiratorie croniche). Negli ambulatori di Malattie Infettive diretto dal dottore Antonio Mastroianni e Pneumologia, diretto dal dottore Albino Petrone sono stati trattati, fino ad oggi 11 pazienti, ma occorre fare di più ed è necessaria la collaborazione dei medici e delle Unità sanitarie territoriali per il reclutamento dei pazienti che possono essere infusi con gli anticorpi monoclonali. Una corsa contro il tempo per battere la progressione della patologia e ridurre gli accesi in ospedale.

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