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la riunione

Cosenza, clima rovente alla Conferenza dei sindaci. Tutto rimandato all’Unità di crisi – VIDEO

Attivati cento posti letto nella provincia bruzia. Rossano in soccorso dell’Annunziata. Opinioni divergenti sulle soluzioni da adottare per rallentare il contagio

Pubblicato il: 12/04/2021 – 22:26
di Fabio Benincasa
Cosenza, clima rovente alla Conferenza dei sindaci. Tutto rimandato all’Unità di crisi – VIDEO

COSENZA La misura è colma, ormai da giorni. Sono settimane di passione quelle che sta vivendo la provincia di Cosenza stretta nella morsa del virus. Il Covid non cede di fronte alla zona rossa, alle misure anti contagio e continua ad infettare e costringere i pazienti in ospedale. Non passa giorno senza le drammatiche immagini delle ambulanze in fila e pronte ad assicurare alle cure del personale sanitario dell’Annunziata, i pazienti contagiati. Chi rimane nei tendoni della Protezione Civile, attende il proprio turno. I numeri continuano a salire e i casi attivi si moltiplicano e quattro comuni del cosentino diventano zona rossa: succede ad Acri, Altomonte, San Giovanni in Fiore e Crosia. L’emergenza continua e la preoccupazione cresce insieme alla paura di non riuscire a tamponare la diffusione rapida e maledettamente incisiva del virus.

Vincenzo La Regina e Martino Rizzo

Una riunione rovente

Alle 16,30 di oggi, il commissario dell’Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina ha incontrato a Palazzo dei Bruzi la dottoressa De Marco, consigliere comunale e presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali. Una breve chiacchierata, e la De Marco che ha sollecitato immediati interventi per alleggerire la pressione che schiaccia da giorni il nosocomio bruzio. Sul tavolo, l’ipotesi della totale riconversione di un ospedale di periferia in centro Covid ed il miglioramento delle cure a domicilio da garantire ai pazienti non gravi. In questo senso, secondo De Marco, un ruolo fondamentale potrebbero averlo i medici di famiglia. Alle 18, La Regina, raggiunge insieme al sindaco Mario Occhiuto il centro storico bruzio e il palazzo della provincia. Ad attenderlo, una riunione urgente convocata dalla conferenza dei sindaci e a cui hanno preso parte anche il presidente Franco Iacucci, il sindaco di Corigliano Rossano e referente principale dell’assemblea dei sindaci cosentini Flavio Stasi, un delegato del prefetto Cinzia Guercio, il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera di Cosenza, Isabella Mastrobuono e altri sindaci del cosentino. L’incontro deciso per avviare un confronto urgente con le istituzioni sanitarie e coordinare eventuali iniziative istituzionali da intraprendere per la tutela delle comunità si trasforma, presto, in una discussione fiume conclusa senza una soluzione definitiva all’emergenza. Dopo quasi tre ore e qualche momento di tensione (QUI LA NOTIZIA), tutto è stato rimandato a domani mattina, alla riunione dell’Unità di crisi che si terrà alla Cittadella Regionale.

Si allenta la pressione sull’Annunziata

La buona notizia riguarda l’ospedale di Cosenza, a descriverne i contenuti è il commissario Asp, La Regina. Con l’attivazione di 50 posti letto Covid e 4 di terapia intensiva Covid, l’ospedale di Rossano già da oggi si occuperà della cura dei pazienti positivi alleggerendo la pressione sull’Annunziata. Questo, consentirà a medici, infermieri e personale sanitario di rifiatare ed ai pazienti di non sostare più nelle ambulanze o nei tendoni della protezione civile. «Dopo la conversione del reparto di Medicina dell’ospedale di Cetraro, l’attivazione dei posti letto in quello di Rossano, ed altri 18 ricavati nell’ospedale di Acri: il numero complessivo dei posti letto riservati ai pazienti affetti dal virus sale a 100».

Ospedale da campo o Covid Hospital?

Il dibattito si sposta rapidamente sull’emergenza Covid nella provincia bruzia e sulla necessità di correre, e in fretta, ai ripari. Il dubbio amletico di queste settimane si ripropone nel corso della riunione: procedere con la riconversione dell’ospedale da campo o allestire un nuovo Covid hospital? Due, le correnti di pensiero. Il commissario dell’Ao di Cosenza, Mastrobuono, ha ribadito più volte – nel corso dell’incontro – la propria contrarietà alla riconversione dell’ospedale da campo di Cosenza, gestito dall’esercito. «Bisognerebbe richiamare tutti i medici ora impegnati in altre unità, riallestire i tendoni e soprattutto non sono sicura – sostiene Mastrobuono – che il personale possa riuscire a gestire (come accaduto nel corso della prima fase della pandemia) i pazienti». Questo perché, secondo il commissario dell’Ao «il virus è decisamente più aggressivo rispetto a qualche mese fa». Sul tavolo però la Mastrobuono propone altre soluzioni: in primis, la possibilità di istituire «un Covid Hospital totalmente dedicato ai pazienti positivi, individuando alcune strutture presenti sul territorio». E poi «chiedere il sostegno delle strutture private, a cui affidare la cura dei pazienti meno gravi e sostenendoli con infermieri e personale sanitario in servizio all’Azienda Ospedaliera». Una proposta però caduta nel vuoto e a cui nessuno dei presenti ha dato seguito. I sindaci, invece, chiedono a gran voce la riapertura dell’ospedale da campo di Vaglio Lise e respingono con forza le altre proposto del commissario. Posizioni completamente agli antipodi.

I “disastrosi” bilanci dell’Asp di Cosenza

«Abbiamo inviato una corposa relazione al Tavolo Adduce, ribadendo l’impossibilità di stilare e approvare i bilancio 2018 e 2019 senza avere chiara la situazione dei consuntivi degli anni dal 2015al 2017oggetto di indagine della Magistratura». La Regina non usa giri di parole per descrivere le difficoltà riscontrate nel dare un senso ai conti dell’Azienda sanitaria cosentina, chiede tempo (non molto), così come ribadito oggi anche dal commissario ad acta Longo e rassicura sull’operato del suo staff: «c’è una squadra al lavoro per rimettere in ordine i conti e quantizzare i contenziosi, i pignoramenti, i debiti e i crediti». Una matassa difficile da sbrogliare se si pensa che il commissario lavora “senza personale” «perché i due dirigenti dell’ufficio economico sono stati interdetti».

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