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Operazione Alibante

Bene Comune: «Dall’inchiesta emerge uno spaccato inquietante nell’hinterland lametino».

Il direttivo dell’associazione per l’attività ringrazia l’attività svolta da magistratura e forze dell’ordine. E lancia un appello: «Polica e cittadini scelgano da che parte stare»

Pubblicato il: 04/05/2021 – 9:57
Bene Comune: «Dall’inchiesta emerge uno spaccato inquietante nell’hinterland lametino».

LAMEZIA TERME «Uno spaccato inquietante quello che emerge dall’operazione “Alibante”, coordinata dalla procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, che ha fatto scoppiare la “pentola a pressione” dell’intreccio tra amministratori pubblici, imprese e criminalità organizzata in diversi comuni dell’hinterland lametino, dove per tanti anni la cosca Bagalà ha avuto il controllo indisturbato del territorio». Lo afferma il direttivo di “Lamezia Bene Comune”. «Un grazie va alla magistratura e alle forze dell’ordine – è detto nella nota – che ancora una volta colpiscono al cuore le reti tra ‘ndrangheta, zona grigia, economia e politica, che rappresentano il veleno del nostro territorio e il cancro che impedisce qualsiasi forma di sviluppo. Abbiamo fiducia nella magistratura e auguriamo ai singoli di chiarire le loro posizioni di fronte agli organi competenti».
«Ma c’è un quadro allarmante – sottolineano da “Lamezia Bene Comune” su cui non possiamo chiudere gli occhi: nell’hinterland lametino, l’amministrazione pubblica, il voto dei cittadini e il tessuto imprenditoriale sono purtroppo ancora fortemente permeabili dalla criminalità organizzata che, in maniera sempre più impercettibile e sofisticata, si impone come forza di controllo e di condizionamento della comunità. È evidente che, accanto all’azione straordinaria di magistratura e forze dell’ordine, è urgente uno scatto di responsabilità da parte delle forze politiche, delle diverse realtà della società civile, dei singoli cittadini del nostro territorio che devono arrivare prima della magistratura a “bonificare” e “sradicare” ogni possibile compromesso con criminalità e zona grigia».
«La prossima tornata elettorale regionale, a partire dalla composizione delle liste – prosegue la nota – sarà una prova decisiva per capire fino a che punto le forze politiche siano realmente intenzionate a costruire una prospettiva nuova per il nostro territorio e per l’intera regione o se si tratta solo del riproporsi di quelle logiche che condannano la Calabria a morire di compromessi e connivenze».
«Di fronte a pezzi del nostro territorio ancora soffocati dalla criminalità organizzata – concludono – di fronte a meccanismi criminali che continuano a inquinare il voto democratico nelle nostre comunità, come emerso dall’inchiesta di ieri, i cittadini onesti, la buona impresa che opera nella legalità e nella correttezza, gli amministratori perbene dei nostri Comuni hanno il dovere morale di scegliere in maniera netta da che parte stare».

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