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«Dove c’è la Lega non c’è la ‘ndrangheta: state lontani, ci fate schifo»

Salvini a Zambrone: «I clan sono merda». Dalla giunta regionale antimafia dei fatti, non come le chiacchiere di Saviano

Pubblicato il: 06/06/2021 – 13:53
«Dove c’è la Lega non c’è la ‘ndrangheta: state lontani, ci fate schifo»

ZAMBRONE Negli oltre 20 minuti di discorso davanti a dirigenti e militanti della Lega arrivati a Zambrone per l’ultimo giorno degli Stati generali del partito in Calabria, Salvini non può evitare riferimenti ripetuti alle prossime Regionali. In uno dei tanti passaggi spiega che «entro i prossimi giorni ci sarà il nome del candidato governatore». E poi consegna agli intervenuti «una grande responsabilità. Sarete chiamati al voto per i milioni di uomini e donne di Calabria che, per colpa di una politica incapace e ladra, sono dovuti scappare via dalla loro regione. Nei prossimi cinque anni dovrete provare a dare la possibilità di tornare a milioni di calabresi che portano competenze e onestà. Dico onestà non a caso, perché ho passato il mio primo Ferragosto da ministro dell’Interno a San Luca per dire che la ‘ndrangheta è merda e dove c’è la Lega non c’è la ‘ndrangheta: state lontani che ci fate schifo».

«Saviano è l’antimafia dei chiacchieroni»

Il leader della Lega rinverdisce anche qualche polemica. «Ci sono – dice – i fenomeni che combattono i clan con le chiacchiere e quelli che alla ‘ndrangheta confiscano i beni per ridarli ai calabresi onesti. La giunta regionale (che, va ricordato, ha tra i propri assessori Francesco Talarico, che, indagato in un’inchiesta della Dda di Catanzaro, non si è mai dimesso dall’esecutivo, nel quale ha la delega al Bilancio, ndr) ha approvato una bellissima legge per l’assegnazione dei beni confiscati alle associazioni attive nel sociale. Questa è l’antimafia dei fatti. Poi c’è quella dei chiacchieroni, ma non voglio fare nomi e cognomi: Saviano. Davvero non voglio fare nomi e cognomi altrimenti poi si offende e fai i tweet».

«Mai più casi Palamara e correnti»

«La giustizia è una precondizione per un Paese più normale. In Italia ci sono cinque milioni di processi arretrati, una cosa non tollerabile. E l’alleanza, per i referendum, con il Partito Radicale è proprio per questo, poi è chiaro che su altri temi la pensiamo diversamente». Così Salvini, che presiede il comitato promotore con il segretario dei radicali, Maurizio Turco, sull’iniziativa per i referendum sulla giustizia.
«Tutti gli italiani dal 2 luglio – ha aggiunto Salvini – potranno firmare per questi sei referendum di civiltà per evitare altri casi Palamara, processi politici, correnti nella magistratura, ed errori giudiziari che purtroppo sono ogni anno migliaia. E per i quali, oggi, pagano i cittadini».

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