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La riflessione

«Il maccartismo che impera e le ragioni di Putin»

Domenica 5 giugno il Corriere della Sera, il giornale più prestigioso d’Italia, quello in cui Pasolini e Moravia scrivevano liberamente, ha deciso di spingere l’acceleratore pubblicando una lista …

Pubblicato il: 06/06/2021 – 16:56
di Mario Campanella*
«Il maccartismo che impera e le ragioni di Putin»

Domenica 5 giugno il Corriere della Sera, il giornale più prestigioso d’Italia, quello in cui Pasolini e Moravia scrivevano liberamente, ha deciso di spingere l’acceleratore pubblicando una lista di proscrizione, dettata dal Copasir, di intellettuali, opinionisti e pensatori che sarebbero al soldo di Putin.
Un esercito di filorussi probabilmente retribuiti dalla Federazione, secondo l’articolo, che ha tristemente ricordato le gesta del senatore repubblicano Joseph MC Carty autore negli anni 50 della più brutale azione di guerra anticomunista che sconvolse la vita di migliaia di americani, indicando al pubblico ludibrio persone che non avevano, di fatto, nessun rapporto con il comunismo.
Orsini ed altri sarebbero, secondo il Copasir e il Corriere, pagati lautamente per difendere le ragioni della guerra.
Mai il Corriere era arrivato a tanto, ricordando le gesta di un famoso film con Gian Maria Volonté su informazione borghese e manipolazione.
Tacendo per carità di spirito sul Copasir c’è da chiedersi quale sia l’agibilità democratica in un Paese dominato dal pensiero unico, dove esiste una frattura lacerante tra l’informazione di Stato (nella quale il Pd ha messo le tende) e un sentimento diffuso di pessimismo degli italiani sulla visione salvifica della Nato e la narrazione scaduta e obsoleta di divisione tra buoni e cattivi.
C’è da sorprendersi ma non troppo se finanche la voce autorevole del Papa è stata derubricata a notizia di contorno, perché non aderente all’equazione legittimata universalmente di una nuova guerra fredda che vede trionfare la “bellezza “ degli atlantisti pacifisti.
E così molti intellettuali sono costretti a recitare la formula propiziatoria di essere contro Putin pur di far sentire la loro voce.
Il problema non è la guerra in sé, che ha padroni diffusi e vergognose omissioni, ma la possibilità di poter esprimere un ragionamento diversificato su colpe plurime che hanno contribuito a generare la follia dell’invasione.
Finanche Salinger, prima di chiudersi nell’eroico mutismo che lo accompagnò sino alla morte, si ribello al disegno maccartista, sostenuto impunemente da Hoover e dalla compagnia repubblicana
Esiste la libertà di stampa in Italia? È questa la domanda legittima che ispira il Corriere, divenuto più un tempio di conservazione che un laboratorio esperienziale.
Si verifica nel linguaggio ciò che prima Saussure e poi Deleuze avevano profetizzato negli anni 70: vince l’omologazione che respinge le analisi e che si imbastisce di contorni e disegni utili a colorare il mondo di una verità suprema.
Se il dogma sostituisce il dubbio le liste di proscrizione sono del tutto coerenti ma non riflettono in alcun modo la criticità di una massa che ha visto stragi, delitti, omicidi eccellenti impuniti e che oggi guarda attonita l’implosione del mondo moderno.
*giornalista

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