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la riflessione

«La cultura che affonda sotto lo sguardo (incazzato) di Telesio»

Tra gli studiosi del latino volgare, Dante in primis, era di moda un motto diventato poi celebre: “la sapienza trae profitto dai fatti e non dalle parole”. Infatti, ancora oggi le parole hanno il pre…

Pubblicato il: 06/06/2021 – 15:14
di Michele Sapia*
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«La cultura che affonda sotto lo sguardo (incazzato) di Telesio»

Tra gli studiosi del latino volgare, Dante in primis, era di moda un motto diventato poi celebre: “la sapienza trae profitto dai fatti e non dalle parole”. Infatti, ancora oggi le parole hanno il predominio sui fatti e la mancanza di concretezza ma anche l’assenza di una svolta decisionale è diventata una caratteristica del nostro costume. Cosenza, che tempo fa era denominata l’Atene della Calabria per le sue bellezze architettoniche ed urbanistiche e le sue ricchezze storico-artistiche, vive una situazione paradossale, perché alcuni suoi monumenti “culturali”, come la Biblioteca Civica- contenitore di tante collane librarie antiche e moderne- rischiano di “cadere o sbriciolarsi” definitivamente non per l’usura dettata dai tempi ma per i debiti accumulati negli anni.
Ed i politici che si avventurano quasi affranti al suo capezzale continuano ancora a fare promesse risanatorie oppure ad elaborare proposte poco opportune, come quella di un eventuale trasferimento. Ah! Se Telesio potesse alzarsi da quel basamento! Con quello sguardo attonito e “incazzato” quanti personaggi rincorrerebbe e, nello stesso tempo, quante imprecazioni rivolgerebbe contro i tempi attuali, cosi balordi ed opachi, che esaltano e promuovono la mediocrità in tutti i campi, mentre umiliano meriti e competenze e soffocano tante intelligenze!
Ma coloro che si sono avvicendati negli anni alla Presidenza dell’Accademia e del CdA della Biblioteca Civica, nomine che ignoriamo siano assegnate dalla politica e retribuite o siano svolte gratuitamente, hanno solo governato l’esistente e certificato i dati della situazione debitoria e nessuna idea, Presidenza e soci, hanno messo in campo per attenuare tale gravosa difficoltà finanziaria? Non sarebbe stato meglio allora dimettersi per dare un segnale alla politica locale così da avere un Commissario, unico responsabile, per la gestione di questo patrimonio morale e culturale?
La Presidenza dei due Enti (Accademia e Biblioteca Civica), situati nel Centro Storico, uno dei più belli d’Italia secondo critici e studiosi, durante questi anni non avrebbe potuto per l’autorevolezza della carica ricoperta, coinvolgendo la politica, progettare l’ubicazione di una Facoltà universitaria, tecnico-turistica oppure umanistica in questa parte antica della città? L’Unical non avrebbe perso il suo carattere di residenzialità, attraverso la stipula di convenzione con il Convitto Nazionale “B. Telesio” per vitto e alloggio agli studenti universitari, e Cosenza avrebbe tratto giovamento, dal punto di vista economico ed occupazionale, e finalmente, il Centro Storico sarebbe tornato a riprendersi la sua valenza attrattiva.
A questo punto, per non recitare in modo definitivo il “De profundis” su quanto detto sopra, il Presidente dell’Accademia Cosentina nonché del CdA della Biblioteca Civica, prof. Antonio D’Elia, dovrebbe indirizzare sollecitamente a tutte le scuole site sul territorio cittadino e provinciale, all’Unical, alle Banche, alle Fondazioni, a tutti i politici eletti in ogni consesso, al mondo imprenditoriale, agli Enti camerali e industriali, ai Sindacati, ai Dirigenti nominati negli Enti Statali e Parastatali, a tutti gli Ordini Professionali, la proposta-appello di adottare e sponsorizzare la Biblioteca Civica, mediante una raccolta mirata di fondi; e, poi, rilanciare la medesima proposta-appello a tutta la città di Cosenza per informarla e sensibilizzarla, dislocando gazebo in ogni quartiere e nelle piazze.
Il tutto finalizzato a creare un capitale finanziario per gestire senza patemi questo Ente culturale, retribuire regolarmente i tre dipendenti rimasti ed iniziare a pagare i debiti pregressi con rateizzazioni a condizioni favorevoli. Quindi, caro prof. D’Elia, soltanto in questo modo Cosenza potrà ricominciare a vivere con intensità ed orgoglio questo suo patrimonio, che è un importante e sicuro riferimento culturale per tutti i calabresi. Non è più il momento di fare parole o passerelle oratorie, sono trascorsi tempi biblici di discussioni inutili e nessuna risoluzione è stata trovata per le problematiche della Biblioteca Civica che permangono sempre le stesse. E non sono mancati neanche i palleggiamenti di responsabilità.
L’Associazione socio-culturale e politica “Impegno Civile e Ideale”, che non sarà presente al preannunciato dibattito, con un termine calcistico “assist” affida a Lei le succitate proposte, fatte di contenuti e non di vuote parole. Come Presidente dell’Associazione termino questa lettera aperta ricorrendo a due massime: la prima dell’intellettuale greco Plutarco, l’ultimo dei pagani chiamato dai Romani colonizzatori a presiedere l’Accademia nella città di Cheronea, quando nei “Moralia” dice: “Il più saggio dei pensieri è quello di conoscere il presente e prefigurarsi il futuro, sapendo le cose di avantieri, dell’altro ieri e di ieri”; la seconda, quando lo scrittore latino, Petronio, nel “ Satyricon” in un brano tratto dalla “Cena di Trimalcione” afferma: “La cultura è un tesoro e l’abilità non muore mai”.

*Presidente dell’associazione Impegno Civile e Ideale

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