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«Testimoni di giustizia e vittime di mafia, le storie non sono tutte uguali»

Questi sono i punti salienti da toccare e sviluppare politicamente e farli  riconoscere alle vittime di mafia che rientrano della legge 44/90 o della legge 45/2001.Livello governo locale, cioè com…

Pubblicato il: 07/06/2021 – 13:14
di Tiberio Bentivoglio
«Testimoni di giustizia e vittime di mafia, le storie non sono tutte uguali»

Questi sono i punti salienti da toccare e sviluppare politicamente e farli  riconoscere alle vittime di mafia che rientrano della legge 44/90 o della legge 45/2001.
Livello governo locale, cioè comune. Detassazione  da tutte le imposte locali: Tasi, Imu, Tari, Tosap etc. Concessione a titolo gratuito (magari con delibera del consiglio) di eventuale struttura commerciale confiscata. Da parte invece della Camera di Commercio, esenzione diritto camerale a tutti gli imprenditori che denunciano estorsioni oppure usura. 
Livello INPS. Rilascio del certificato Durc alle vittime nonostante che non hanno potuto pagare i contributi a causa di eventi dolosi subiti e denunciati.  
Livello regionale. Esenzione del bollo di proprietà sui mezzi di lavoro dell’imprenditore che ha fattivamente collaborato con gli inquirenti dopo aver denunciato. 
Livello politico nazionale. Assolutamente evitare di porre ipoteche sui beni immobili dei commercianti vittime di racket o usura. I soldi per pagare i debiti che il commerciante fu costretto a fare a causa della mafia, occorre prenderli dal fondo giustizia. Cioè dove va a finire tutto ciò che viene confiscato alle mafie. Modificare con urgenza la legge 109 del 1996 ( assegnazione dei beni confiscati) quindi non solo vanno dati alle cooperative e associazione senza fini di lucro, ma anche ai testimoni di giustizia e alle vittime della criminalità organizzata,  Certamente analizzando caso per caso. 
È fondamentale fare capire ai commercianti che non basta non pagare il pizzo, ma occorre denunciare le persone che lo hanno chiesto. Poi, una volta riconosciuti parte offesa, occorre obbligatoriamente costituirsi parte civile. Il denunciante deve assistere  ogni fase del processo e non mancare a nessuna delle udienze.  Ci sono vittime in Italia che sono definiti “testimoni di giustizia” ma non presentano richiesta di elargizione per gli effetti della legge 44, ciò significa che le mafie non gli hanno fatto del male. Poi ci sono commercianti che hanno vinto eventuale causa contro i mafiosi e non proseguono l’azione civile. Tutto ciò è assurdo. Questi non possono e non devono rientrare nei requisiti che riguardano le vittime di mafia. In poche parole ogni caso va analizzato bene, perché sembra che le storie sono tutte uguali, ma non è così.

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