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Il Tar “salva” la rielezione di Falcomatà. Bocciato il ricorso sul caso Castorina

Per i giudici amministrativi le indagini della Procura non bastano ad annullare il voto. «Cento schede insufficienti a capovolgere l’esito»

Pubblicato il: 10/06/2021 – 20:39
Il Tar “salva” la rielezione di Falcomatà. Bocciato il ricorso sul caso Castorina

REGGIO CALABRIA Ricorso respinto. Il Tar non sovverte l’esito delle amministrative che hanno incoronato Giuseppe Falcomatà sindaco per il secondo mandato. Perché «le argomentazioni» presentate dai ricorrenti «non valgono a giustificare il sovvertimento del rito elettorale». Né vale la sovrapposizione tentata tra le indagini penali che hanno portato all’arresto dell’ex consigliere comunale Antonino Castorina, accusato di brogli dalla Procura, e il procedimento amministrativo. Sono due giudizi indipendenti. Né «l’esistenza di indagini penali in corso» vale «di per sé a dimostrare l’illegittimità» delle operazioni elettorali. Inoltre «il ricorso principale è irricevibile in quanto depositato oltre il termine decadenziale di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti prescritto». Queste, in estrema sintesi, le motivazioni con le quali i giudici amministrativi hanno respinto l’azione di “Nuova Italia Unita” (i ricorrenti sono Vincenzo Battaglia, Fortunato Stelitano, Luigi Catalano, Maurizio Ferraro, Fabrizio Crea e Roberto Castaldo). I magistrati, pur sottolineando la «indubbia» gravità delle condotte contestate agli indagati nell’inchiesta sui brogli non condividono «il rilievo secondo cui la gravità dei brogli elettorali emersi in sede di indagini penali fosse tale da implicare necessariamente la decisione da parte del giudice amministrativo di far rinnovare le operazioni elettorali».
I magistrati spiegano che non è sufficiente dire che non è possibile «risalire alla concreta individuazione delle schede elettorali “falsificate”» poiché si tratterebbe, «comunque, di un numero complessivo di 100 voti (come emerge dall’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari numero 288/2020 e come rilevato dalla stessa parte ricorrente con il primo ricorso per motivi aggiunti) la cui concreta incidenza sui risultati elettorali avrebbe dovuto essere oggetto di specifica e puntuale dimostrazione da parte ricorrente». E non si può neppure considerare, ai fini del «travolgimento dell’intera tornata elettorale l’assunto secondo il quale le indagini sono ancora in corso o, ancora, il riferimento ad “altri delitti della stessa specie oggetto di ulteriore accertamento”, che renderebbero “l’idea dell’ampiezza e diffusione delle irregolarità che hanno inficiato le operazioni di voto del comune di Reggio Calabria”».  (cfr. pag. 7 del secondo ricorso per motivi aggiunti).
Questa osservazione, davanti alla contestazione sui voti di 100 elettori, finisce anzi «per mettere ancora più in evidenza l’indeterminatezza e la genericità delle censure sollevate con il ricorso e con i motivi aggiunti e l’intento esplorativo delle stesse nelle more di eventuali sviluppi delle indagini penali ancora in corso».
Di conseguenza, «il ricorso principale e i motivi aggiunti sono oltre che irricevibili, anche inammissibili, non dando atto del superamento della prova di resistenza ovvero della reale incidenza dei vizi sui risultati elettorali e non sussistendo, altresì, in ragione di quanto sopra dedotto, i presupposti per l’annullamento delle operazioni elettorali nel loro complesso o limitatamente alle sezioni interessate dalle indagini».

La maggioranza: «Chiusa una pagina triste»

«Prendiamo atto con soddisfazione di quanto disposto dal Tar della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, che ha respinto il ricorso sulle elezioni amministrative reggine. Questo il commento dei capigruppo di maggioranza a Palazzo San Giorgio.  «I due dispositivi (era stato chiesto l’annullamento delle elezioni per la Città metropolitana, anch’esso respinto, ndr) scrivono nero su bianco la parola fine sulla lunga ed estenuante sequela di polemiche strumentali cui abbiamo assistito, in silenzio e con grande rispetto delle istituzioni giudiziarie, negli ultimi mesi. Il Tar dichiara l’inammissibilità del ricorso, ed entra nel merito della questione, precisando l’autonomia del processo amministrativo da quello penale, circoscrivendo le presunte irregolarità ad un numero di casi non rilevante ai fini del risultato elettorale complessivo che ha visto partecipare quasi 100mila elettori che hanno certificato la vittoria della coalizione oggi alla guida di Palazzo San Giorgio». «Adesso – conclude la nota – chiusa questa pagina triste della dialettica politica cittadina, crediamo sia il tempo di tornare a parlare di questioni che riguardano la città e la vita quotidiana dei cittadini, e non più solo pochi soggetti strumentalmente interessati».

La difesa di Castorina: «Contestazione penale non provata»

Anche la difesa di Castorina esprime soddisfazione per il rigetto del ricorso al Tar proposto da elettori e candidati nei confronti di Castorina Antonino e degli eletti al Comune. «Sono state integralmente recepite le eccezioni e deduzioni difensive dell’avvocato Natale Polimeni, difensore di Castorina, e degli Avvocati Fedora Squillaci ed Emilio Morabito difensori del Comune di Reggio Calabria – si legge in una nota –, che hanno sostenuto l’irricevibilità del ricorso per tardività dello stesso ma anche e soprattutto la sua infondatezza, in quanto basato su un’indagine penale in corso il cui teorema accusatorio ha trovato forte e motivata contestazione da parte della difesa nella fase cautelare. La contestazione penale, infatti, osserva Polimeni, non è assolutamente provata e contiene una ricostruzione dei fatti e delle operazioni elettorali che si scontra finanche con prove di natura documentale per come si dimostrerà nel corso del giudizio».

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