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racconti criminali

Rinascita Scott, Mantella e i suoi rapporti con il “Leonardo Da Vinci” della ‘ndrangheta

Il periodo in carcere a Paola, le preoccupazioni per le “cantate” di Servello e D’Elia, la lettera di ringraziamento e le confidenze sugli omicidi

Pubblicato il: 12/07/2021 – 17:24
di Alessia Truzzolillo
Rinascita Scott, Mantella e i suoi rapporti con il “Leonardo Da Vinci” della ‘ndrangheta

LAMEZIA TERME Per Andrea Mantella, picciotto di belle speranze a Vibo Valentia, Saverio Razionale, boss di San Gregorio D’Ippona «era un mito». Ancora ragazzetto lo guardava passare a Vena di Ionadi, da un supermercato, e si limitava a salutarlo. Il rapporto vero e proprio con Razionale – racconta Mantella nel corso del controesame con l’avvocato Mario Murone, difensore di Saverio Razionale – lo costruisce nel carcere di Paola. La data è il 1999. «Nel carcere di Paola – dice il collaboratore di giustizia – eravamo sempre insieme, passeggiavamo durante l’ora d’aria e con noi c’erano Pietro Portolesi, Giovanni Morabito, Rocco Tegano, Femia. I Platioti – racconta Mantella – ci facevano mangiare i ghiri, Razionale li schifava e me li buttava nel piatto per non fare brutta figura con i Platioti. Ricordo che Razionale era fissato con i capelli e io glieli aggiustavo». Il collaboratore non ricorda quale fosse il grado criminale di Razionale perché, afferma, che il boss non facesse distinzioni di questo genere quando parlava con qualcuno: «Credo che avesse il grado del Vangelo», dice Mantella.

La preoccupazione per le dichiarazioni di Servello e D’Elia

In carcere, nel 1999, Razionale e Mantella ebbero modo di confrontarsi. Parlarono di Pasqualino D’Elia che era diventato collaboratore di giustizia. Razionale, racconta Mantella, temeva le dichiarazioni di D’Elia sull’omicidio di Francesco Fortuna, alias Ciccio Pomodoro. Parlarono anche di Angiolino Servello e il boss di San Gregorio D’Ippona disse che Servillo lui lo usava come “cavallino”, ovvero come pusher. In seguito quando si apprese la notizia della collaborazione di Servello, Razionale si meravigliava del fatto che le dichiarazioni di quest’ultimo fossero “acqua fresca” perché questi non faceva menzione dei traffici che aveva con Razionale come il giro di auto taroccate. 
«Nel 2009 Razionale temeva ancora la portata delle dichiarazioni di Servello?», chiede il difensore. «Si, certamente», ricorda Mantella.

Il trasferimento a Cosenza e la lettera a Razionale

«Io ad agosto 1999 passai da Paola a Cosenza – racconta il collaboratore –. Ricordo che c’è stata una rissa in carcere e c’è stato l’omicidio di un peruviano. Per fare un po’ di ordine e sfollamento – io sono sempre stato un detenuto modello – venni trasferito a Cosenza. Durante l’ora d’aria venne fatta una perquisizione, quando tornammo era stato buttato tutto in aria. Io stavo mettendo a posto ma mi dissero di lasciar perdere e prendere solo la biancheria che andavo a Cosenza. Salutai Razionale, ricordo che lui andò via subito da Paola. Lo ricordo perché gli mandai una lettera e la indirizzai a San Gregorio d’Ippona dove abitava. Lo ringraziai per gli insegnamenti e gli scrissi che era un fuoriclasse e che il carcere era fatto solo per le persone con un cervello di gallina. Da Cosenza venni trasferito a Rebibbia per motivi di studio e ricevetti notizia del permesso di tre giorni».

I soldi per il camion

Una volta fuori dal carcere Mantella racconta che chiese a Razionale 10mila euro per mettere su una sua attività. Razionale gli diede una cifra con la quale Mantella comprò un camion. I soldi, racconta Mantella, Razionale non li volle indietro, «mi ha voluto aiutare per svilupparmi nel settore del lavoro».
In seguito Razionale si è trasferito a Roma. Il difensore chiede a Mantella se ricorda il perché del trasferimento. «Razionale se ne va a Roma perché non si identificava più come un pecoraro – questa è una espressione mia –, si è costruito da solo, lui non apparteneva a nessuno, si era fatto da solo, per questo lo definivo un fuoriclasse e un Leonardo da Vinci».

L’omicidio di Antonio Arena “Vartolo”

Antonio Arena, detto “Vartolo” è stato ucciso a gennaio del 1985. Sul caso Mantella afferma di avere appreso da Razionale che quest’ultimo «si era limitato a spostare i resti di Arena, li ha dissotterrati e portati da un’altra parte. L’omicidio lo ha commesso Peppe Mancuso detto “‘Mbroglia”. Si vociferava che Carmelo Lo Bianco era un traditore e si era venduto “Vartolo”».

L’omicidio di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice

Secondo l’accusa Giuseppe Accorinti e Saverio Razionale sono i responsabili del duplice omicidio di Roberto Soriano e Antonio Lo Giudice, ordinato da Saverio Razione che accusava Soriano di avere tentato di ucciderlo su mandato di Giuseppe Mancuso detto ‘Mbrogghia. Precedentemente ‘Mbrogghia aveva chiesto a Razionale di aiutarlo per uccidere Giuseppe Accorinti. Ma Razionale avrebbe rifiutato e anzi avrebbe avvertito Accorinti del piano ai suoi danni. Mantella, nel corso dell’udienza di oggi, ha raccontato di avere appreso dell’omicidio nel carcere di Perugia dal cognato Antonio Franzè. In seguito ha parlato della vicenda con Saverio Razionale il quale gli ha raccontato i particolari dell’omicidio, ovvero che Antonio Lo Giudice e Roberto Soriano si erano recati da Giuseppe Accorinti, boss di Zungri, perché cercavano di recuperare l’auto rubata a una donna che Lo Giudice frequentava. Razionale avrebbe detto loro di tornare dopo un paio di giorni ma invece dell’auto i due «andarono nella bocca del lupo», dice Mantella. Antonio Lo Giudice era stato avvertito di andare via – ha raccontato Razionale a Mantella – ma questi ha rifiutato ed è stato ucciso subito (Mantella non ricorda con quali modalità) e poi il suo corpo è stato trovato in una Alfa 33. Soriano è stato torturato, con delle pinze per tagliare le unghie alle mucche, per farlo parlare sul proposito di uccidere Razionale da parte di “’Mbrogghia”. Dopo avere parlato è stato finito e il suo corpo sarebbe stato macinato con la fresa del trattore perché non ne restassero tracce.
«Dopo l’omicidio Soriano – racconta Mantella – i rapporti tra Razionale e Peppe Mancuso cambiano perché Razionale si sente tradito e deluso». (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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