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il sit-in

«A Corigliano Rossano non attacca». Sabato manifestazione per dire no alla criminalità

Sit-in organizzato in piazza San Bartolomeo. Grillo: «Tutti in piazza con una maglietta bianca». Guido: «È la città che reagisce»

Pubblicato il: 29/07/2021 – 18:41
«A Corigliano Rossano non attacca». Sabato manifestazione per dire no alla criminalità

CORIGLIANO ROSSANO «A Corigliano Rossano non attacca». È questo lo slogan coniato per dire «stop alla criminalità» in una manifestazione di piazza che si terrà sabato 31 luglio alle 19,30 in piazza San Bartolomeo a Corigliano Rossano.

La locandina della manifestazione di piazza

Il sit-in vuole essere la risposta della città all’escalation criminale di queste ultime settimane. Organizzata in un arco temporale di circa dieci giorni da società civile, sindacati Cgil, Cisl, Uil, dall’Amministrazione comunale, dalla Chiesa di Rossano-Cariati, dalle associazioni, movimenti è ovviamente aperta alla cittadinanza.
«È necessario un momento di risposta collettiva della comunità – questo il commento del segretario della Cgil Sibaritide Pollino Tirreno, Giuseppe Guido – è la città reagisce ad una serie di eventi criminali e ’ndraghetistici. È esigenza della società civile “sana”, che si oppone fermamente e dice no a tutte le mafie. Fuori dalla città di Corigliano Rossano, dal nostro territorio ogni forma di violenza, di sopruso, di illegalità e stop alla criminalità».

Grillo: «La città necessita di una maggiore presenza dello Stato»

«L’idea della manifestazione – spiega la presidente del Consiglio comunale, Marinella Grillo – è nata a seguito degli ultimi avvenimenti criminali, epilogo di una lunga serie di episodi per i quali non possiamo rimanere silenti. Non rimarremo alla finestra e sabato scenderemo in piazza con una maglietta bianca e degli striscioni al seguito. Ci saranno la società civile, i sindacati, la chiesa, l’amministrazione, il consiglio comunale. Saremo vicini alla cittadinanza che in questo momento si sente abbandonata e chiederemo una maggiore presenza dello Stato da tradursi con l’elevazione del commissariato a distretto di polizia, come auspicato dopo la fusione, perché una città di 80mila abitanti e con questa recrudescenza criminale non può rimanere presidiata da solo una cinquantina di poliziotti e dalle compagnie dei carabinieri». (lu.la.)

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