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La protesta

Ecodistretto sempre più distante da Villapiana: levata di scudi della popolazione

Salta il tavolo di confronto proposto dalla Regione. Una donna si è incatenata davanti al Municipio iniziando lo sciopero della fame

Pubblicato il: 29/07/2021 – 11:34
di Luca Latella
Ecodistretto sempre più distante da Villapiana: levata di scudi della popolazione

VILLAPIANA L’ecodistretto sembra essere sempre più lontano dal comune di Villapiana. In questi giorni la levata di scudi della popolazione, che in più manifestazioni pubbliche ha fatto sentire la propria voce contraria, ha istillato più di qualche dubbio sulla volontà – espressa dalla Regione un paio di settimane fa – di predisposizione dell’ecodistretto nel territorio della comunità jonica.   
Ed anche un tavolo tecnico di confronto che l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio aveva proposto per il 2-3 agosto a Villapiana, pare sia saltato su richiesta del sindaco, Paolo Montalti. Il primo cittadino, in sostanza, sembra assalito dai dubbi nell’essere favorevole o meno all’ecodistretto nel suo comune.
Non diciamo né sì ne no in questo momento – è in sostanza l’idea di Montalti – ma abbiamo solo aperto al dibattito sull’insediamento. La volontà dei villapianesi verrà prima e sopra ogni cosa. Diciamo no all’ecodistretto? Diciamolo però dopo aver capito di cosa stiamo parlando.
Riassumendo il pensiero del sindaco sembra trasparire tutta la volontà di assecondare la popolazione, sul piede di guerra da giorni.

Lo sciopero della fame di Eleonora

E proprio per dare forza alla protesta, nelle scorse ore una donna si è incatenata davanti alla sede municipale iniziando lo sciopero della fame. La signora Eleonora Rosa, nella serata di ieri ha anche accusato un malore ed è stata soccorsa.
«Cari cittadini villapianesi e dei paesi vicini – ha scritto sulla sua pagina Facebook per esprimere alcune considerazioni e motivare il suo sit-in – mi chiamo Eleonora Rosa sono un’insegnante che si vede costretta a fare lo sciopero della fame per oppormi alla costruzione di questo ecomostro. Mi sembra inutile e superfluo descrivere il danno economico sociale turistico che avrebbe tutto il nostro territorio. Da molti studi scientifici è stato rilevato che vicino a questi ecodistretti i tumori sono aumentati in modo esponenziale. Ho costruito la mia casa con tanti sacrifici e non voglio vedere a 400/500mt.una discarica di 500/600 tonnellate al giorno di immondizia. Non voglio che si faccia né a Villapiana né in altri paesi vicino alle popolazioni. Una struttura così grande andrebbe fatta lontano dai cittadini».
«In 27 anni che abito a Villapiana ho sempre pagato puntualmente i tributi locali che mi spettavano. Non ho avuto la strada comunale dove vivo asfaltata con un lampione stradale ma dovrei accettare un ecomostro del genere? Sono libera da ogni sudditanza e griderò il mio dolore al mondo intero».
Eleonora anche in queste ore sta proseguendo la protesta, affiancata da alcuni cittadini che la supportano.
Il comitato spontaneo per il no all’ecodistretto è al fianco di Eleonora, «straordinaria concittadina dotata di grande coraggio e senso civico. Ha iniziato lo sciopero della fame, incatenata davanti al Comune – riferiscono dal comitato – al fine di ottenere la revoca definitiva della disponibilità avanzata dal Comune di Villapiana per ospitare l’ecodistretto. È quello che vogliamo e per cui combattiamo tutti noi. Insieme a lei ci siamo e ci saremo in questo grande gesto d’amore a difesa del territorio». (l.latella@corriercal.it)

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