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L’emergenza

Incendi, Sbarra: «Serve una spietata stretta penale sui responsabili»

Falcomatà: «Al fianco delle comunità colpite». Caruso: «La prevenzione passa dalla cura delle aree abbandonate»

Pubblicato il: 09/08/2021 – 15:16
Incendi, Sbarra: «Serve una spietata stretta penale sui responsabili»

ROMA «È di nuovo un’Italia straziata dai roghi anche per il caldo torrido, quella dell’estate 2021. Dall’inferno della Sardegna alla Sicilia, dalla Calabria al Molise alla costa adriatica. Incendi che mettono in drammatica evidenza un vuoto inaccettabile nelle politiche nazionali e regionali di presidio e legalità, prevenzione e difesa ambientale». È quanto dichiara in una nota Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl.
«Manca una strategia organica, una visione d’insieme che non può che partire dal controllo di prossimità, e dunque da un forte potenziamento sulla sorveglianza dei nostri patrimoni boschivi. Serve – prosegue il sindacalista – una spietata stretta penale per chi si rende responsabile di questo scempio e, parallelamente, un grande investimento su un comparto forestale che invece è stato storicamente colpito e mortificato. Le risorse europee non mancano, così come non manca il capitale umano di tanti lavoratori idraulico-forestali. Quello che ancora non si vede è un piano nazionale degno di questa sfida, un progetto che, da Sud a Nord, riesca a fronteggiare i rischi prima ancora che si presentino».
«L’Italia continua ad essere prigioniera di una logica emergenziale che prevede interventi solo a disastro avvenuto. Impostazione inefficace e inefficiente, che crea danni incalcolabili al nostro sistema produttivo, alle nostre comunità locali, al nostro patrimonio paesaggistico. Lo vediamo negli incendi di questi giorni che, amplificati dalla siccità, distruggono pezzi importanti dell’economia rurale, agroalimentare e ambientale dei nostri territori. Il Governo – termina il segretario generale della Cisl – dia segni di attenzione aprendo una fase di coordinamento con le Regioni su controlli, prevenzione, manutenzione delle aree. Si assicurino le necessarie dotazioni, mezzi efficienti, organici sufficienti e ben organizzati. Un traguardo che richiede uno sforzo collettivo e un nuovo indirizzo nazionale. Questo è il momento di agire e di lavorare insieme perché drammi incontrollati come quelli a cui stiamo assistendo non si verifichino più».

Caruso: «La prevenzione passa dalla cura delle aree in stato di abbandono e dall’informazione»

«Squadre di volontari – dice il candidato a sindaco di Cosenza, Franz Caruso – mezzi e uomini del sistema di Protezione Civile, in queste ore, raggiungeranno la Calabria per far fronte agli incendi che stanno interessando la Calabria. Il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi presta la massima attenzione alla drammatica situazione della nostra regione. Numerosi incendi, anche, nel territorio cosentino: Cosenza e Mendicino con fiamme a ridosso della strada che si collega al quartiere di Serra Spiga; il rogo che ha colpito le colline del centro storico di Rende; la situazione di Acri e del litorale tirrenico. Un bilancio tragico che richiede risposte istituzionali forti e celeri».
«La distruzione delle aree verdi provoca danni su molteplici fronti: difesa idrogeologica, produzione di ossigeno e conservazione naturalistica. Le strategie di prevenzione per la lotta agli incendi diventano fallimentari nella misura in cui non vi è un coinvolgimento dei cittadini, che avviene sia in termini di convincimento che di azioni materiali. La prevenzione – prosegue Caruso – passa dalla cura delle aree in stato di abbandono ad un’informazione corretta ai cittadini sulle azioni da porre in atto. Bisogna intervenire in maniera strutturale sui territori più fragili, programmando per tempo le azioni necessarie. Anche Cosenza necessità di azioni che prevedono: fasce tagliafuoco, punti idrici di approvvigionamento e gestione della pulizia di aree pubbliche e private a rischio incendio. Come predisposto anche dalla legge Bevacqua approvata in consiglio regionale nel dicembre 2017. Un dialogo costante tra comune e cittadini per supportarli nella pulizia di aree ad uso agricolo sarà centrale nella nostra azione di governo per sostenere l’accesso a una serie di procedure e contributi europei e regionali che veda la collaborazione tra pubblico e privato a salvaguardia e tutela dell’ambiente e al contempo di cittadini, agricoltori e aziende agricole. Il richiamo ad uno sviluppo eco-sostenibile, a cui il progetto Cosenza2050 fa riferimento, passa anche dall’attuazione della messa in sicurezza dei polmoni verdi della città e di tutte le aree a rischio. Una campagna di informazione adeguata permette alla cittadinanza di conoscere gli strumenti messi a disposizione dagli enti per mettere mano a questo annoso problema. La natura degli incendi di queste ore – conclude il candidato a sindaco di Cosenza – impone una riflessione a tutto campo che non può essere più rinviata. L’idea della Cosenza del futuro ci proietta verso una città efficiente, ecologica e smart che possa aiutare i processi di tutela e messa in sicurezza dello straordinario patrimonio a nostra disposizione. Solidarietà ai familiari delle vittime dei roghi e a coloro i quali sono impegnati nel dominarli».

Falcomatà: «Territorio devastato, Città metropolitana al fianco delle comunità colpite»

Si è svolto, intanto, a Palazzo “Corrado Alvaro” il tavolo operativo sull’emergenza incendi che sta colpendo da giorni il territorio metropolitano di Reggio Calabria e che da giugno ad oggi ha causato anche diverse vittime. Circa 170 i roghi che hanno funestato intere aree solo negli ultimi giorni, devastando ettari di terreno agricolo, attività produttive e abitazioni. Gli stessi lavori del tavolo sono stati preceduti da un minuto di silenzio che i presenti hanno voluto osservare in segno di cordoglio e vicinanza alle famiglie delle persone scomparse in questi giorni, Nino e Rita Cilione e all’intera comunità di Bagaladi e alla famiglia di Carmelo Genovese.
Nel corso dell’incontro il sindaco Falcomatà ha fatto il punto della situazione, con riferimento in particolare all’interlocuzione con la Regione Calabria che, ha affermato il primo cittadino, «ha accolto la nostra richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale che verrà approvata dalla giunta regionale dopodomani. Altre risposte stanno arrivando in merito all’implementazione dei mezzi di soccorso e personale attraverso la predisposizione di nuove squadre di soccorso che sono state dislocate su tutto il territorio regionale e il mantenimento in servizio di canadair fino a quando non sarà cessata l’emergenza, nel quadro del decreto firmato ieri dal presidente del consiglio Mario Draghi che ringrazio. Al Prefetto Mariani, inoltre, chiederemo di istituire un tavolo permanente di coordinamento delle attività di intervento poste in essere dalle forze dell’ordine, anche sulla scorta delle richieste e delle esigenze manifestate dai sindaci. Infine anche la Città metropolitana intende fare la propria parte, in modo particolare in materia di ripristino della viabilità, anche con il supporto del consigliere metropolitano Versace e per individuare strumenti idonei a garantire ristori alle famiglie e alle attività produttive colpite, punto questo su cui stiamo lavorando insieme al consigliere metropolitano Fuda. Da ultimo – ha poi concluso il Sindaco Falcomatà – abbiamo chiesto ai sindaci dei Comuni di deliberare in giunta e consiglio le richieste da portare all’attenzione della Città metropolitana, in modo da avere un quadro chiaro e puntuale rispetto alle azioni da mettere in atto».
Di colpo durissimo hanno poi parlato i sindaci del territorio, che avrà ripercussioni molto forti sul futuro di interi comprensori, specie in ottica di rischio idrogeologico. Per questo, è stato ribadito, occorre sin da ora lavorare per far fronte da un lato all’emergenza che è ancora in atto, in particolare sul versante ionico, ma anche per definire azioni e interventi sui fronti del risanamento ambientale e della prevenzione. Impensabile, hanno inoltre rimarcato i primi cittadini, lasciare intere comunità senza mezzi, risorse e organizzazione adeguata a fronteggiare eventi di questa portata. Non ultimo, infine, un forte richiamo è stato espresso anche in materia di sicurezza e legalità, perché gli incendi sono di origine dolosa, hanno evidenziato i sindaci e occorre fare piena luce su quanto sta avvenendo sul territorio metropolitano.
Presenti fra gli altri, ai lavori del tavolo il consigliere metropolitano delegato, Salvatore Fuda, il direttore generale dell’Ente, Umberto Nucara e i sindaci di Bagaladi, Santo Monorchio, Montebello Ionico, Maria Foti, Motta San Giovanni, Giovanni Verduci, Cardeto, Daniela Arfuso, Roccaforte del Greco, Domenico Penna, Roghudi, Pierpaolo Zavettieri, Cittanova, Francesco Cosentino, Calanna, Domenico Romeo, Giffone, Antonio Albanese, Francesco Ierace, assessore comunale Gioia Tauro e il consigliere metropolitano, Antonino Minicuci.

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