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La denuncia

Incendio a Siano, le fiamme minacciano il carcere

L’istituto penitenziario è stato circondato dal rogo che ha distrutto la vicina pineta. L’aria irrespirabile ha costretto il personale a trasferire i detenuti in altre aree

Pubblicato il: 12/08/2021 – 11:20
Incendio a Siano, le fiamme minacciano il carcere

CATANZARO «Gli incendi che stanno imperversando in Calabria e che hanno interessato anche la pineta di Siano nel pomeriggio di ieri sono arrivate a lambire la Casa Circondariale di Catanzaro, che è stata circondata dalle fiamme e letteralmente invasa dai fumi di combustione. Provvidenziale è stata l’opera della Polizia penitenziaria, intervenuta in forze anche con donne e uomini liberi dal servizio e richiamati dai riposi e dalle ferie, nonché con diverse unità eccezionalmente inviate dagli uffici del Provveditorato regionale e che, dando come sempre prova di eccezionale attaccamento al dovere e senso di responsabilità, non hanno lesinato energie per mettere in sicurezza i circa 600 reclusi che abitano il penitenziario del capoluogo di regione». Ne dà notizia Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che poi prosegue: «Avevamo pronosticato un’estate rovente per le carceri, ma sinceramente non eravamo arrivati a immaginare né la calura eccezionale di questi giorni né gli incendi che stanno riducendo i tradizionali gironi danteschi dei penitenziari nostrani all’unico rappresentato dall’inferno. Non troviamo altro modo per descrivere ciò che si è visto ieri a Catanzaro e che abbiamo seguito minuto per minuto, anche perché alcuni di noi, come il segretario regionale della Uilpa PP Calabria, Salvatore Paradiso, sono stati direttamente impegnati nelle operazioni».

Aria irrespirabile e carenza idrica

 «L’aria all’interno del carcere circondato dalle fiamme – racconta De Fazio –, oltre che rovente, è divenuta irrespirabile, così è stato necessario far uscire i detenuti dalle celle e dirottarli in aree meno coinvolte ed è stata indispensabile tutta la professionalità della Polizia penitenziaria per garantire in ogni circostanza sia l’incolumità dei ristretti, anche a rischio della propria, sia la sicurezza interna, laddove è stato comunque necessario assicurare che i reclusi dei diversi circuiti non venissero in contatto. Il tutto si è protratto sino a mezzanotte, quando pian piano la situazione è andata migliorando e avviatasi verso una normalizzazione, resa ancora più difficile dalla carenza idrica».

«Maggiore attenzione per Siano»

«Proprio questa – pone l’accento De Fazio – è una delle tante vicissitudini che attanagliano la casa circondariale di Catanzaro e su cui si chiede uno sforzo alle istituzioni preposte, dal provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria al Comune e alla Regione, affinché si trovi una soluzione alla continua riduzione, se non sospensione, dell’erogazione dell’acqua che interessa sia i padiglioni detentivi sia gli alloggi collettivi del personale e che, specie in questi frangenti, complica e drammatizza ulteriormente la situazione già incandescente». «Alle donne e agli uomini del Corpo di polizia penitenziaria di Catanzaro e del Provveditorato Regionale dell’amministrazione penitenziaria della Calabria – conclude il sindacalista – vanno il riconoscimento e i ringraziamenti della Uilpa Polizia Penitenziaria e, riteniamo di poter dire, di tutta la Uil».

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