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Santo Nigro, l’imprenditore che pagò con la morte il no al pizzo

La vittima si oppose alle richieste estorsive del gruppo Perna-Pranno. A settembre, la sentenza contro i presunti responsabili del delitto

Pubblicato il: 16/08/2021 – 10:51
di Fabio Benincasa
Santo Nigro, l’imprenditore che pagò con la morte il no al pizzo

COSENZA Santo Nigro venne ucciso (e suo figlio ferito a una gamba), la sera del 18 novembre 1981 all’interno di un negozio di sua proprietà. L’imprenditore cosentino, secondo le indagini del procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla e del sostituto Vito Valerio, fu ucciso dai vertici del clan Perna-Pranno, perché si sarebbe rifiutato di aderire alle reiterate richieste estorsive del gruppo ‘ndranghetista. La sua morte doveva servire al clan per riaffermare il proprio potere e costituire un monito per gli altri commercianti affinché non seguissero il suo esempio. A distanza di quasi 40 anni da quel delitto, nel marzo del 2020, gli uomini della Sezione Operativa Dia di Catanzaro, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato: Mario Pranno, di 64 anni e Francesco Cicero, di 59, ritenuti gravemente indiziati di concorso nell’omicidio e «figure storiche di rilievo della criminalità organizzata cosentina» (LEGGI QUI).

Cosenza, la sanguinosa guerra di mafia

L’omicidio che segna la svolta nella graduale trasformazione dei gruppi criminali cosentini è datato 14 dicembre 1977. In una fredda sera invernale, sulla strada statale 19, a pochi passi dal cinema Garden a Rende, due killer assoldati dal boss Franco Pino uccidono Luigi Palermo detto ‘U Zorru, capo storico della mala cosentina. Negli anni 80’, la città e la provincia di Cosenza erano piegate dalla guerra tra i clan Perna-Pranno e Pino-Sena e il clan Perna-Pranno usava l’estorsione di tutti gli imprenditori ricadenti nella propria zona d’influenza per garantirsi le risorse economiche per fronteggiare i rivali. Diversi i collaboratori di giustizia che hanno fornito dettagli in merito all’omicidio dell’imprenditore e le loro testimonianze sono state tutte concordanti sia sul movente che sui mandanti. Lo stesso Mario Pranno – ricorda la procura in una nota – si era assunto la paternità dell’omicidio nel corso del breve periodo della sua collaborazione con la giustizia, iniziato durante il maxi processo “Garden” (116 imputati) e conclusasi nel 2000 con la sua fuga da località protetta. All’epoca, Pranno era uno dei capi più violenti del suo clan così come poi riconosciuto dalla sentenza irrevocabile del maxiprocesso Garden che lo condannò a 20 anni di reclusione, pur riconoscendogli la speciale attenuante per i collaboratori di giustizia. Quel procedimento evidenziò – per la prima volta – l’esistenza nella città dei Bruzi di una organizzazione criminale. L’altro indagato per l’omicidio Nigro è Francesco Cicero, accusato di aver fatto da palo ai killer, come riferito dai tutti i collaboratori di giustizia. Soprannominato il “pirata”, è fratello di Domenico, detto “Micuzzo”, che dopo il processo Garden assunse la reggenza del gruppo Perna-Pranno.

Il processo

Il processo sulla morte di Santo Nigro si sta svolgendo con il rito abbreviato presso il tribunale di Catanzaro, e tra gli imputati figurano anche i collaboratori di giustizia Aldo Acri e Francesco Saverio Vitelli, per i quali è stata chiesta una condanna a sei anni di carcere. La sentenza sarà emessa il prossimo 21 settembre.

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