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Gratteri: «Mi attaccano perché alle spalle non ho centri di potere o partiti»

Il procuratore di Catanzaro in una intervista: «Ci sono giornali e giornalisti che la mattina si alzano e scrivono contro Gratteri»

Pubblicato il: 21/08/2021 – 20:02
Gratteri: «Mi attaccano perché alle spalle non ho centri di potere o partiti»

LAMEZIA TERME «Sono stati dei grandi uomini, grandi donne che hanno segnato e contribuito alla costruzione della storia del ‘900  e degli anni 2000. È gente che non è morta invano, perché li ricordiamo e abbiamo deciso di contribuire con questo libro al ricordo della loro memoria». Lo spiega il procuratore della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso di un’intervista a RaiNews24, parlando dell’ultimo libro “Non chiamateli eroi”, scritto dal procuratore insieme allo storico Antonio Nicaso. «Abbiamo voluto raccontare la criminalità organizzata in modo semplice pensando ai ragazzi, ai giovani, ma soprattutto a mettere nella loro testa il tarlo della legalità, il tarlo dell’essere retti e giusti». 

I cambiamenti

«Ho visto tanti cambiamenti – spiega poi Gratteri – ho visto migliaia di persone incominciare a credere in noi ed è un crescendo, ogni giorno sempre di più la gente si sta aggrappando e sta avendo fiducia in noi. Si è accesa la speranza». 

Le presenze mediatiche e le critiche

Poi il procuratore interviene anche in merito alle continue polemiche e ai tanti attacchi ricevuti per la sue “eccessive” presenze mediatiche: «Più me lo dicono e più io vado – spiega subito Gratteri – perché la gente deve essere informata, la gente deve sentire anche la nostra campana perché ci sono giornali e giornalisti che la mattina si alzano e scrivono ogni giorno contro Gratteri, per l’80, 90 o 99% scrivendo il falso. Vengo criticato perché la comunicazione è la mia unica arma di difesa. Non sono rappresentato da nessuna corrente, dietro alle mie spalle non ho centri di potere, partiti. Se io non avessi questa comunicazione a quest’ora mi avrebbero fatto poltiglia». E perché Gratteri continua ad andare avanti non ha dubbi: «Non si può tradire e abbandonare chi ripone e mette nelle mie mani la propria vita. Chi viene a confessarsi e a denunciare da me non può essere abbandonato ma merita una risposta, fiducia e il nostro impegno. Questo ci fa superare qualsiasi dolore, sacrificio e rinuncia». «C’è spazio per la paura, certo, però bisogna addomesticarla e ragionarci. Non mi sento un eroe, bisogna solo essere convinti che ciò che si fa è gusto, necessario e importante. Per migliaia di persone noi siamo diventati l’ultima spiaggia e quindi non possiamo deluderle». 

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