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regionali 2021

Un (solo) centrodestra contro i (tanti) centrosinistra

L’analisi della partita politica delle Regionali del 3 e 4 ottobre dopo l’ufficializzazione delle liste e dei candidati al Consiglio

Pubblicato il: 04/09/2021 – 16:30
di Antonio Cantisani
Un (solo) centrodestra contro i (tanti) centrosinistra

CATANZARO Da una parte un campo granitico e compatto, e anche abbastanza rinnovato, che ha trovato la sintesi su un nome unitario, dall’altra un campo frammentato, con tre candidature che alla fine sembrano contrapporsi ed elidersi a vicenda più che correre contro il comune avversario. Il dato di sintesi che consegna queste due giornate di ufficializzazione delle candidature alle elezioni regionali del 3 e 4 ottobre è questo: un centrodestra che al solito si chiude in un pugno solo quando si tratta di gareggiare e un centrosinistra che invece si frammenta in tre pezzi, confermando l’innata tendenza alla divisione. Un’anomalia specifica calabrese, questa delle tre candidature espressione dello stesso schieramento di centrosinistra.

Un “solo” centrodestra

Classico, il perimetro della coalizione che sostiene la candidatura a governatore del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto, sostenuto da sette liste,tra le quali spiccano quelle classiche di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc. Al netto di alcune candidature che hanno sollevato polemiche perché espressione di “dynasty” familiari, l’impressione è che il centrodestra, l’unica coalizione – va ricordato – ad aver sottoposto le sue liste provvisorie al vaglio preventivo della Commissione parlamentare antimafia, abbia fortemente rinnovato il suo “esercito” di candidati, trovando la forza di mettere da parte per ragioni di opportunità alcuni candidati che potevano suscitare più di un mugugno. Ovviamente, sono molti i consiglieri regionali uscenti che sono stati riconfermati (la Lega a esempio li ha ricandidati tutti e quattro), così come ci sono liste diventate autentiche “corazzate”, come quelle dell’Udc, che schiera tra le sue fila big come Flora Sculco (l’unico consigliere regionale uscente transitato da uno schieramento, il centrosinistra, all’altro), Baldo Esposito (sganciatosi dall’area dei Gentile) e Luigi Novello. Sul piano politico, spicca il (rinnovato e non scontato) accordo tra Occhiuto e il gruppo Gentile, suggellato dalla candidatura di Katya Gentile, la figlia di Pino, e il conseguente rientro gentiliano sotto il tetto di Forza Italia (tra l’altro Andrea Gentile, figlio di Tonino, è destinato a subentrare a Occhiuto alla Camera se l’attuale capogruppo azzurro diventerà governatore).

I “tre” centrosinistra

Molto più sgranato invece il campo del centrosinistra, che ai calabresi si presenterà il 3 e 4 ottobre in tre versioni, più o meno forti. C’è il centrosinistra “ufficiale”, quello che candida alla presidenza della Regione la ricercatrice Amalia Bruni, sostenuta da sette liste: qui il dato politico più significativo è il “battesimo”, in Calabria, dell’alleanza organica tra Pd e Movimento 5 Stelle, che trainano una coalizione per il resto piuttosto eterogenea, con il ritorno del Garofano del Psi ma con l’assenza dei renziani di Italia Viva, che saltano un giro restando alla finestra (con vista però anche sul centrodestra, dicono i maligni…). Occhi ovviamente tutti puntati sul Pd, che a fronte di qualche segnale di rinnovamento, come le due donne capolista nelle circoscrizioni centro e nord, conferma gran parte degli uscenti facendo rientrare nei suoi ranghi anche altri consiglieri inseriti in gruppi satellite e poi si spacca verticalmente nella composizione della lista dell’area centrale: infatti la possibilità di una candidatura con il Pd dell’uscente capogruppo regionale del Misto Francesco Pitaro, candidatura poi tramontata, ha provocato un durissimo scontro tra le correnti interne ai democrat, uno scontro destinato a produrre effetti anche nel medio e lungo periodo. In più, per il Pd, la “spina nel fianco” della corsa in autonomia dell’ex governatore Mario Oliverio, che si ricandida da indipendente in aperta contrapposizione ai democrat e al centrosinistra (ma soprattutto ai democrat…): con Oliverio una sola lista, zeppa dei “fedeli” che gli sono rimasti “fedelissimi” come la già assessore regionale Maria Francesca Corigliano, il redivivo Brunello Censore, Francesco D’Agostino, il già sindaco del feudo oliveriano di San Giovanni in Fiore Giuseppe Belcastro. E il centrosinistra classico dovrà fare i conti, poi, con il polo civico che sostiene la candidatura alla presidenza del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha radunato attorno a se sei liste e una fetta consistente della sinistra calabrese che negli ultimi 15 anni non si è sentita più rappresentata: con de Magistris infatti correranno, tra gli altri, l’ex sindaco del “Modello Riace” Mimmo Lucano e la paladina della difesa della Costituzione Anna Falcone, e un solo ex consigliere regionale, Mimmo Talarico. (redazione@corrierecal.it)

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