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Green pass, ecco le nuove regole. L’ok dell’Aifa alla terza dose

Approvato il decreto legge che introduce l’estensione del certificato in altri ambiti. Parere positivo dell’Agenzia del farmaco per soggetti deboli e sanitari

Pubblicato il: 10/09/2021 – 7:16
Green pass, ecco le nuove regole. L’ok dell’Aifa alla terza dose

Green pass obbligatorio in misura più estesa in Italia secondo il nuovo decreto approvato dal governo. In attesa di news relative al mondo del lavoro, pubblico e privato, la platea che deve esibire il certificato verde – riservato a chi è vaccinato, chi è guarito dal covid o a soggetti negativi a tampone realizzato entro le 48 precedenti – si allarga. Dove è obbligatorio il green pass? Chi deve esibirlo?

A scuola

Il decreto varato prevede che fino al 31 dicembre “chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative (…) deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde COVID-19. La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori”. Il provvedimento, quindi, riguarda anche i genitori degli studenti che entrano nell’istituto.

Nelle università

Chiunque accede alle strutture del sistema nazionale universitario deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19. I responsabili delle Università e delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Le verifiche sono svolte a campione con le modalità individuate dalle Università. Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro.

Nelle Rsa

Il decreto, in relazione alle Rsa, non prevede la semplice estensione del Green pass, ma l’obbligo vaccinale dal 10 ottobre per il personale, anche esterno, che opera, a qualsiasi titolo, nelle strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice (RSA, strutture per anziani, ecc.).

In ristoranti, piscine, palestre e cinema

Il decreto appena approvato dal Cdm integra provvedimenti già adottati. Il green pass, come è noto, è già indispensabile per accedere ai ristoranti al chiuso, agli spettacoli aperti al pubblico e agli eventi sportivi. Stesso discorso per musei e mostre, parchi tematici, parchi divertimento, sale gioco e sale scommesse, casinò e bingo. È necessario il certificato verde per entrare in piscine, palestre, impianti dove si svolgono sport di squadra al chiuso, centri benessere. Ingresso condizionato al possesso del green pass anche in sagre, fiere, congressi e convegni.

Gli obblighi nei mezzi di trasporto

Dal primo settembre, obbligo di green pass per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, navi e aerei. In particolare, le regole riguardano treni ad Alta Velocità e Intercity: la verifica compete al controllore, in caso di inadempienza il passeggero primo di certificato deve scendere alla prima stazione successiva al controllo. Capitolo autobus: il green pass è necessario per viaggiare su bus che collegano regioni diverse, su quelli che effettuano tratte turistiche più lunghe e su quelli per servizi di noleggio con conducente. L’obbligo non si applica sugli autobus urbani, così come il green pass non è necessario per viaggiare in metropolitana.

Nelle mense aziendali

Dal proprio sito, nella sezione delle Faq, il governo chiarisce che «per la consumazione al tavolo al chiuso i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde Covid-19 analogamente a quanto avviene nei ristoranti».

Aifa dice “sì” alla terza dose

Luce verde alla terza dose per la vaccinazione anti-Covid da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Varie, ha indicato la Commissione tecnico scientifica Aifa nel parere varato, le categorie che potranno effettuare il richiamo: soggetti immunodepressi, trapiantati, malati oncologici, dializzati, anziani over-80, ospiti delle Residenze sanitarie assistite (Rsa) e personale sanitario, ma a seconda del livello di esposizione all’infezione e del rischio individuale di sviluppare forme gravi di COVID-19.
Indicazioni anche sulla tempistica della terza dose: dopo «almeno 28 giorni» dalla seconda dose per quanto riguarda i soggetti fragili e dopo “almeno 6 mesi” per le altre categorie.
Per i richiami, secondo le indicazioni del parere, verranno utilizzati i vaccini a mRna, ovvero i vaccini Pfizer e Moderna.
Nel parere, precisa l’Aifa, non viene invece inclusa la popolazione generale in attesa che l’EMA valuti i dati forniti dalle aziende produttrici dei vaccini. La priorità, puntualizza ad ogni modo Aifa, rimane «il raggiungimento di un’elevata copertura vaccinale con il completamento dei cicli attualmente autorizzati». Sottolinea però il peso dell’ok alla terza dose, rilevando come «l’estensione di tale misura a livello nazionale, assunta anticipatamente rispetto alla posizione dell’Ema, si configura come un importante atto di sanità pubblica teso a tutelare la popolazione più esposta al rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19».

Speranza: «Siamo pronti. Le dosi ci sono»


La terza dose è dunque imminente e rispetto alle dosi necessarie, oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, dal festival della Salute, ha assicurato che i vaccini ci sono e «non abbiamo difficoltà». Anche il commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo ha confermato che tutto “è pronto”: «Posso dire che le dosi ci sono. Stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli sui sistemi informatici poi – ha detto – daremo le indicazioni alle Regioni e partiremo».
Quindi, un nuovo appello a vaccinarsi perché, dice, «troppi ancora esitano».

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