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Il caso

Corigliano Rossano, (ancora) nell’occhio del ciclone il concorso per il comandante della polizia locale

Un post di Tonino Caracciolo adombra dubbi: «Perché si dimettono i presidenti di commissione?» L’assessore Mitidieri smorza i toni

Pubblicato il: 16/09/2021 – 19:04
di Luca Latella
Corigliano Rossano, (ancora) nell’occhio del ciclone il concorso per il comandante della polizia locale

CORIGLIANO ROSSANO A volte può bastare un post su Facebook per alzare un polverone. Nell’occhio del ciclone è finito ancora una volta il concorso per dirigente della polizia locale, bandito dal Comune di Corigliano Rossano e scaduto lo scorso 18 maggio. Da allora sembra impossibile nominare la commissione giudicatrice.
Pare, infatti, che i profili da presidente di commissione – quindi con ben determinati requisiti, visto il livello apicale dell’amministrazione pubblica da assegnare – interpellati dall’Amministrazione comunale, abbiano, tutti, risposto picche. Una circostanza, quest’ultima, alquanto strana visto che tutti i candidati papabili abbiano rifiutato, a quanto pare, dopo aver sondato il terreno.
Il post scritto da Tonino Caracciolo, ex sindaco, sponsor dell’attuale sindaco, stimato professionista a livello nazionale, apre uno squarcio sulla vicenda e adombra pesanti dubbi. «Ma non vi pare un po’ strano – scrive – che cinque, dico 5 presidenti della commissione che deve selezionare il nuovo Comandante, dopo aver accettato, si siano dimessi? Quali pressioni hanno ricevuto? Chi ha interesse a non far designare un Comandante che a Rossano manca da 20 anni? Pare addirittura che alti vertici dello stato siano intervenuti».
Al di là di una eventuale pretestuosa polemica di carattere politico, il dato oggettivo è incontrovertibile: il concorso non va avanti perché non si riesce ad individuare un presidente di commissione.
Un concorso nato, peraltro, male e prorogato nei termini perché era stata prevista una sola prova scritta, elemento inammissibile per un concorso dirigenziale.
L’assessore al Personale, Mauro Mitidieri però ridimensiona nettamente la vicenda, riferendo che se sussistono difficoltà nella composizione della commissione esaminatrice dipende dalla circostanza che gli eventuali presidenti individuati all’esterno dell’apparato burocratico comunale, attendono i nulla osta dagli enti per cui lavorano. Pare sia stato individuato un ex magistrato, frattanto. Da quanto si apprende da fonti interne sarebbero state presentate per l’incarico di dirigente della polizia locale, 25 domande di profili qualificati, dunque in grado di assurgere al ruolo dirigenziale fuori dalle ormai corrosive logiche di campanile.

La genesi (accelerata) del concorso

È indubbio, però, come le dinamiche che attengono questo concorso siano anche conseguenza – probabilmente ne ha accelerato l’iter – di una situazione paradossale all’interno della Polizia locale. Una situazione scaturita a seguito del trasferimento ad altro incarico dell’ex comandante Arturo Levato, individuato subito dopo la fusione quale comandante della Polizia locale e sollevato dal sindaco Stasi circa un anno fa, quando contemporaneamente l’Amministrazione comunale ha trasferito il corpo al rango dirigenziale.
Allora il maggiore Levato era stato escluso dalla posizione organizzativa perché privo del profilo direttivo di istruttore di vigilanza, in quanto vincitore di concorso nell’ex comune di Corigliano per la qualifica di istruttore direttivo amministrativo contabile.
La decisione di Stasi di sollevare Levato è stata anche al centro di uno scontro politico consumatosi in quei giorni all’interno della stessa maggioranza, con la levata di scudi del vice sindaco Claudio Malavolta, dell’assessore Giovanni Palermo e del loro gruppo consiliare. Uno scontro trasformatosi nell’eterna diatriba ante fusione e di campanile per cui le scelte dovrebbero essere soppesate col “bilancino” e “la carta d’identità in tasca”.
Di recente, il dirigente comunale che regge la Polizia locale, Antonio Le fosse, ha destinato l’avvocato Levato, al contenzioso della polizia locale dinnanzi al giudice di pace con l’obbligo di comparire in udienza.
Insomma, sembra esserci poca pace negli uffici della Polizia locale di piazza Matteotti anche a causa dell’inchiesta giudiziaria che vede alcuni vigili e il comandante designato dall’amministrazione comunale, Pietro Pirillo, al centro di un’indagine su presunti furbetti del cartellino per la quale il pm ha proposto appello non ritenendosi soddisfatto di quanto deciso dal gip, ovvero la sospensione dell’esercizio per la durata di 3 mesi. Il riesame è previsto fra un mese. (l.latella@corrierecal.it)

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