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Mannarino (Fdi): «No-Nutriscore, è un attentato al made in Calabria»

La candidata meloniana alla Regionali: «Le istituzioni tutelino i produttori, l’educazione alimentare è la vera sfida. L’identità va difesa»

Pubblicato il: 25/09/2021 – 16:07
Mannarino (Fdi): «No-Nutriscore, è un attentato al made in Calabria»

COSENZA «Tra le diverse facce e anime di questa bella ed unica #CalabriaStraordinaria che sto incontrando e con la quale mi sto confrontando in questo entusiasmante tour elettorale in tutti i comuni della provincia, la rete dei piccoli e grandi produttori di eccellenze agroalimentari e, insieme a loro, quella della ristorazione tipica e della ricettività di qualità è forse quella che di più mi ha contagiato. Per il sorriso e per l’ottimismo che tutto questo mondo di tante donne e uomini impegnati ogni giorno a raccontare una terra di qualità, autentica ed ospitale sanno infondere, comunque, a prescindere e talvolta anche in contrapposizione con le scelte della politica a tutti i livelli». È quanto dichiara l’avvocato Sabrina Mannarino, candidata per il rinnovo del consiglio regionale della Calabria (Circoscrizione Nord Cosenza) nella lista Fratelli d’Italia a sostegno di Roberto Occhiuto Presidente, sottolineando come tra le priorità della futura Regione Calabria, dal nuovo consiglio regionale alla giunta, non potrà non esservi – dice – un nuovo modo sia di interloquire con tutti i protagonisti delle produzioni agricole calabresi, della ristorazione, dell’accoglienza e della refezione scolastica; sia soprattutto di difendere, in tutte le sedi, a partire da quelle comunitarie, la qualità, l’identità, la storia e la sovranità alimentare dei nostri territori.
«Ed una delle prime iniziative che siamo sicuri saranno messe in campo insieme al futuro presidente Occhiuto non potrà non essere – scandisce – quella di assumere, in sinergia con le altre regioni meridionali e dell’intero Paese, la guida forte ed autorevole di una mobilitazione senza precedenti a tutela del Made in Italy e del Made in Calabria, in netta contrapposizione con un vero e proprio spettro che continua ad aggirarsi per l’Europa: ovvero il sistema di etichettatura a semaforo dei prodotti agro-alimentari, voluto dalle multinazionali del cibo spazzatura, quello chimico, finto e dannoso per la salute fisica e dei territori. Lo chiamano Nutriscore e, sulla base di parametri errati e volutamente equivoci e parziali, con esso si vorrebbero distinguere i prodotti buoni da quelli cattivi, disinformando e ingannando il consumatore finale, di fatto mettendo al bando la straordinaria originalità e qualità della stragrande maggioranza dei prodotti italiani, meridionali e calabresi in modo particolare».
«Non possiamo permetterlo e non lo permetteremo – continua la Mannarino, invitando tutti, associazioni, istituzioni e cittadini ad aderire alla campagna No-Nutriscore (https://www.no-nutriscore.eu/) per ribaltare la grande confusione che si sta creando ad arte per spingere i consumatori europei a boicottare le nostre produzioni e, quindi, quella che resta invece la principale leva di sviluppo turistico ed eco-sostenibile della nostra regione nei prossimi anni. Quella che anche col supporto della nuova Regine Calabria dovremo portare avanti – aggiunge – è anzi tutto una battaglia di civiltà, per le attuali e future generazioni».
Con le sue etichette tarate sulle singole componenti di un prodotto e non sul valore calorico complessivo né sull’educazione alimentare, il Nutriscore rappresenta oggi infatti un attentato alle tantissime Dop e Igp ed alla Dieta Mediterranea che è nata nella nostra terra; con l’assurdità, tra le tante che potremmo citare, di vederci bocciati perfino l’extravergine d’oliva, icona e sintesi millenaria della nostra cultura alimentare, perché banalmente equiparato ad un grasso alimentare, senza tenere conto nella formula delle potenti proprietà antiossidanti. La nostra identità di italiani e di calabresi – conclude la Mannarino – si difende anche a tavola e ci batteremo senza se e senza ma per tutelare e promuovere la straordinaria forza competitiva di tutti nostri produttori e rilanciare l’educazione alimentare come la vera sfida culturale, sanitaria ed economica dei prossimi anni.

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