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Calabria al voto

Occhiuto: «Giunta e vicepresidenza? Me ne occuperò nella prossima settimana»

Il neogovernatore della Calabria: «Rispetterò la sensibilità della coalizione ma prevarrà la competenza. Qui mi gioco tutto»

Pubblicato il: 05/10/2021 – 14:29
Occhiuto: «Giunta e vicepresidenza? Me ne occuperò nella prossima settimana»

CATANZARO «In Calabria abbiamo fatto una campagna elettorale evitando ogni polemica con gli avversari, e soprattutto all’interno della coalizione. Credo che gli elettori vogliano dirigenti politici che sappiano proporre contenuti e soluzioni ai problemi». Lo ha detto Roberto Occhiuto, neo presidente della Regione Calabria, intervenendo a SkyTg24. «Penso che l’esperienza di queste amministrative dimostri anche al centrodestra che non ci sono più rendite di posizione: bisogna investire sui candidati migliori e non avere preoccupazione di investire sui politici. Il civismo è importante, ma deve essere coniugato con l’esperienza politica e il radicamento sul territorio. Quando si fa questo non solo si vince, ma, come è accaduto in Calabria, si stravince», ha sottolineato.

«Giunta e vicepresidenza? Me ne occuperò nella prossima settimana»

Inevitabile che il pensiero degli osservatori vada alla composizione della prossima giunta regionale. «Della composizione della Giunta e della vicepresidenza – ha detto Occhiuto all’Ansa – mi occuperò nella prossima settimana. Ancora non sono stato nemmeno proclamato.” Su questo mio impegno alla guida della Regione – ha aggiunto Occhiuto – mi gioco tutto. In questo senso, farò un esecutivo che rispetti tutte le sensibilità della coalizione, ma che dovrà essere fatto da persone competenti. Come ho detto più volte in campagna elettorale la vittoria ottenuta ieri diventerà davvero tale dando soluzione ai problemi. Ad iniziare dalla sanità. Già domani, ad esempio, andrò a Roma per incontrare il Ministro della Salute, Roberto Speranza, al quale chiederò di restituire questo settore alla Calabria. Ho inoltre piena coscienza del fatto che, nel prossimo quinquennio, il mio ruolo di presidente della Regione coinciderà con il periodo di utilizzo dei fondi del Pnrr. Sarò impegnato a utilizzare le risorse che arriveranno per colmare il divario infrastrutturale che sconta la nostra regione. Si tratta di un’occasione importante per rendere la Calabria una regione digitale. Per questo ho già chiesto al ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione Renato Brunetta – ha detto ancora Occhiuto – di avere la possibilità di selezionare un gruppo di giovani da impegnare proprio in questo specifico ambito».

«Il governo lasci la sanità ai calabresi»

Occhiuto è poi tornato sul tema della sanità intervenendo a TgCom24. «In Calabria per 12 anni l’assessore alla Sanità è stato il ministro della Salute, con i commissari che abbiamo conosciuto nelle trasmissioni televisive. Non hanno né ridotto il debito, né aumentato la qualità delle prestazioni sanitarie. Siccome io mi gioco tutto in questo progetto di cambiamento, e i calabresi hanno bisogno di una Regione che sappia curarli e che dia loro la possibilità di farlo in Calabria, ho già detto che il commissariamento deve finire, o il commissario sia il presidente della Regione. Un investimento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, sui presidi di assistenza medica territoriale, che qui mancano, sull’emergenza: voglio fare tutte queste cose perché paghiamo 320 milioni all’anno di mobilità passiva, quello che costerebbe un ospedale con le migliori tecnologie, che però non è in Calabria ma viene finanziato nelle altre Regioni. Se a questi 320 milioni aggiungiamo le spese delle famiglie per i viaggi della speranza, significa che 1 miliardo di euro all’anno va via dalla Calabria verso le altre Regioni perché la Calabria non riesce a curare i suoi cittadini. È inaccettabile, e comincerò ad occuparmi del governo della Regione partendo da questo. Il governo lasci la sanità ai calabresi», ha concluso.

«Il centrodestra deve ristrutturare l’offerta politica»

«Oggi è il giorno della riflessione – ha detto ancora Occhiuto -. In Calabria non ci rendiamo conto dei problemi del centrodestra, perché qui abbiamo avuto un grandissimo risultato; ma io sono un dirigente politico nazionale, se il centrodestra ha un problema, anche Forza Italia ha un problema. Bisogna essere onesti e parlare ai nostri elettori dicendo che si è imparata la lezione e gli errori del passato non si devono più fare. Lo dico io che ho vinto, con serenità».
«Salvini e Meloni sono sicuramente due leader di grande valore – ha poi sostenuto il neogovernatore – perché hanno preso partiti che stavano al 4% e ne hanno fatto partiti nazionali.  Ma bisogna avere anche la capacità di fare sintesi, di federare il centrodestra. Quella capacità che, per esempio, ha avuto Berlusconi nel corso degli anni».
«È necessario che il centrodestra si attrezzi – ha concluso – per fare sintesi al suo interno e proporre una visione comune del futuro di questo Paese. Bisogna profondamente ristrutturare l’offerta politica, mi auguro che Salvini e Meloni, che hanno dimostrato finora di avere grande capacità, lo comprendano».

«Il M5S è scomparso»

«Il Movimento 5 Stelle è scomparso, e tutte le proposte politiche che parlavano alla pancia degli elettori non mi pare abbiano avuto grande successo – ha detto ancora Occhiuto –. Hanno avuto successo, invece, le proposte di contenuto. Il risultato di Calenda, ed esempio, dimostra che gli elettori vogliono politici competenti, e guardano più alla competenza, alle proposte concrete che al colore dei candidati. Questa è una lezione che deve imparare anche il centrodestra. Laddove ha una classe dirigente di qualità, come in Calabria, in Sicilia, radicata sul territorio, che sa parlare agli elettori, il centrodestra non solo vince ma stravince. Laddove sceglie i candidati guardando più alle convenienze di una parte, evidentemente perde».

«No a posizioni barricadere»

Sempre a SkyTg24 il governatore in pectore ha spiegato che «il Paese sta uscendo da una crisi profonda, dalla pandemia, e vorrebbe una politica in grado di trovare soluzioni, di parlare con serenità del futuro. Assumere ‘posizioni barricadere’, urlare troppo, non piace secondo me agli elettori in questa fase. Tangentopoli rottamò un’intera classe politica, l’offerta politica va ripensata perché la pandemia è molto più impattante. Sono convinto che tra qualche mese, tra qualche anno, sarà sensibilmente diversa da quella attuale. Anche il centrodestra, che ha potenzialmente la maggioranza nell’elettorato, deve ristrutturare la sua proposta, cercando di parlare meno alla pancia e di più al cervello e agli elettori».

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