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«In silenzio per le voci e le vite spezzate». Sindacati e imprese sfilano insieme per la sicurezza sul lavoro – FOTO

Cgil, Cisl e Uil e Unindustria a Catanzaro in marcia per sollevare l’attenzione su un’emergenza diventata drammatica anche in Calabria

Pubblicato il: 19/05/2026 – 15:55
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«In silenzio per le voci e le vite spezzate». Sindacati e imprese sfilano insieme per la sicurezza sul lavoro – FOTO

CATANZARO Una marcia silenziosa per sollevare l’attenzione generale sull’emergenza sicurezza nei posti di lavoro, diventata drammatica anche in Calabria, e per sollecitare una risposta più incisiva delle istituzioni e della politica. I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e il mondo delle imprese rappresentato da Unindustria e Ance sfilano insieme nel centro di Catanzaro in un corteo molto partecipato – circa 500 presenti: “Il lavoro è dignità, non morte. In silenzio per le voci spezzate”, è il titolo di questa iniziativa, che è comunque inedita nella regione vista la mobilitazione unitaria dei sindacati e del mondo imprenditoriale e produttivo. «Un atto d’accusa nei confronti dell’indifferenza normativa e sociale in cui maturano, quotidianamente, infortuni e incidenti tra i lavoratori: “il silenzio scelto deliberatamente, come forma di protesta che non urla ma interpella”, hanno detto in particolare i promotori della marcia.

Gli interventi

Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, osserva: «Abbiamo scelto una marcia silenziosa, un silenzio che però vuole gridare il ricordo delle vittime sul lavoro e richiamare la politica alle proprie responsabilità. Chiediamo più ispettori, controlli coordinati nei diversi settori, maggiore prevenzione e formazione, oltre a un contrasto deciso al dumping contrattuale, spesso alla base di gravi carenze sulla sicurezza. Importante anche la presenza di Unindustria, perché la battaglia per la sicurezza deve coinvolgere insieme sindacati e parti datoriali: chi va a lavorare deve poter tornare a casa». Per Giuseppe Lavia, segretario della Cisl Calabria, «serve una svolta radicale nelle politiche sulla salute e sicurezza sul lavoro, per fermare quella che è ormai una vera e propria scia di sangue. I morti sul lavoro sono troppi e servono interventi concreti: più ispettori, il potenziamento degli organici degli enti preposti e un maggiore coordinamento delle attività di controllo. È necessaria anche una svolta sulla qualità della formazione in materia di sicurezza, dicendo basta ai “corsi fantasma” e alla formazione solo formale e di scarsa qualità. La formazione deve essere realmente efficace nel ridurre i rischi sui luoghi di lavoro. Serve, quindi, una politica molto più incisiva per fermare questa emergenza». Mariaelena Senese, segretaria della Uil Calabria, afferma: «Non possiamo più limitarci alla retorica del dolore o ai continui messaggi di cordoglio dopo l’ennesima tragedia sul lavoro. Serve una presa di responsabilità collettiva, perché la sicurezza coinvolge tutta la filiera e ciascuno deve fare la propria parte. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: troppo spesso non si tratta di fatalità, ma di veri e propri omicidi sul lavoro. Per questo la Uil chiede l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’istituzione di una procura speciale per gli infortuni sul lavoro, affinché chi alimenta dumping contrattuale, lavoro nero e sfruttamento non resti impunito. Si chiede inoltre una piattaforma regionale per la tracciabilità della formazione e un maggiore coordinamento tra organi ispettivi e di vigilanza, oggi incapaci di garantire controlli efficaci nei settori più colpiti dagli incidenti mortali». Aldo Ferrara, presidente di Unindustria, sottolinea come «la nostra presenza alla marcia è doverosa e convinta, perché dimostra come associazioni datoriali e sindacati siano uniti nella lotta contro gli infortuni sul lavoro. Da tempo siamo impegnati sulla prevenzione, sul contrasto agli incidenti e alle malattie professionali nei cantieri, nelle fabbriche e negli uffici, facendo della sicurezza una priorità assoluta. In collaborazione con enti bilaterali, sindacati e Inail promuoviamo progetti di formazione, informazione e diffusione di strumenti e nuove tecnologie per rafforzare la sicurezza sul lavoro. L’obiettivo non è solo rispettare le norme vigenti, ma anche contribuire a migliorarle. Un sistema industriale moderno ed evoluto, infatti, deve mettere al centro la tutela del capitale umano, considerata una priorità imprescindibile». (a. cant.)

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