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il processo

Le borse del giudice Borsellino «erano due», una «aperta nel suo ufficio»

Le testimonianze sul depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio

Pubblicato il: 19/05/2026 – 16:36
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Le borse del giudice Borsellino «erano due», una «aperta nel suo ufficio»

PALERMO «Vidi la borsa del giudice Paolo Borsellino poggiata sul divano dell’ufficio di Salvatore La Barbera, che all’epoca dirigeva la sezione omicidi della squadra mobile». A riferirlo oggi in aula, è stato l’attuale questore di Caserta, Andrea Grassi, nell’ambito del processo per il depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio che vede imputati, davanti al tribunale di Caltanissetta, quattro poliziotti che all’epoca appartenevano al pool “Falcone Borsellino“. Grassi, nel ’92 era aggregato alla Criminalpol di Palermo ed era presente sul luogo della strage. «La Barbera – ha spiegato il teste – mi disse di stare attento e di non toccare la borsa perché era del giudice Borsellino». Il questore ha anche affermato che la borsa era aperta. «Vidi spuntare quel che sembrava un pantaloncino da tennis o un costume». Agli atti, la borsa, non risulta sequestrata o refertata. Grassi, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Pasquale Pacifico, ha sottolineato che non appena arrivò sul luogo dell’esplosione, vide «una scena devastata, vetri infranti, molta confusione e il cadavere di un uomo. Non lo riconobbi. Poi mi dissero che si trattava di Borsellino». Ha anche aggiunto di non aver visto, il giorno della strage, l’allora dirigente della squadra mobile, Arnaldo La Barbera.  «Ho visto una borsa vicino al corpo straziato del giudice Borsellino. Ritengo che si trattasse della stessa borsa che era nelle mani di un carabiniere, al quale chiesi di consegnarmela poiché con le indagini procedeva la polizia. Il carabiniere mi consegnò la borsa e venne sistemata nell’auto del funzionario di turno». Questo quanto affermato d Giuseppe Lo Presti, nel ’92 in servizio alla mobile di Palermo, nell’ambito del processo per il depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio che vede imputati, davanti al tribunale di Caltanissetta, quattro poliziotti. «La borsa era marrone scuro – ha aggiunto il teste – bruciacchiata ai bordi». Rispondendo alle domande della pm Chiara Benfante, il teste ha anche sottolineato che le borse erano due: «Una era vicino al corpo del giudice e l’altra nel sedile posteriore dell’auto del funzionario di turno. Ho anche fatto un’annotazione di servizio». Lo riporta Agi.

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