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l’attesa

Lamezia e il rebus della proclamazione del sindaco. Mascaro: «Ogni ora persa è una ferita per la democrazia» – VIDEO

Il primo cittadino ancora “sostanziale” attende l’ufficialità che potrebbe arrivare lunedì. E sul ballottaggio: «Non erano previsti»

Pubblicato il: 09/10/2021 – 13:57
di Giorgio Curcio
Lamezia e il rebus della proclamazione del sindaco. Mascaro: «Ogni ora persa è una ferita per la democrazia» – VIDEO

LAMEZIA TERME «Oggettivamente, rispetto alle elezioni che ormai si sono tenute da una settimana, rispetto a una situazione per la quale un’amministrazione eletta dal popolo è stata a casa dieci mesi per il rinnovo del 2,8% del corpo elettorale e che ha dimostrato poi come nulla sia cambiato, credo che ogni ora che si perde fino all’insediamento sia una ferita brutta per la democrazia». Non usa mezzi termini ai microfoni del Corriere della Calabria il sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, rieletto qualche giorno fa dopo le ripetizioni del voto in quattro sezioni (così come aveva disposto il Tar lo scorso anno) ma di fatto non ancora proclamato.

Il rebus proclamazione

Attorno a Mascaro e al suo quarto ritorno in sei anni alla guida della città si è creato un vero e proprio caso, un rebus tutto da decifrare legato ai verbali di proclamazione degli eletti (risalenti a dicembre 2019), e come definire i voti ai consiglieri candidati raccolti proprio nelle quattro sezioni. Mascaro, stanco dell’attesa che dura ormai da giorni, non ha però alcun dubbio sul fatto che già lunedì potrebbe avvenire la tanto attesa proclamazione, per far ripartire così la macchina amministrativa (e democratica) a Lamezia Terme. «Probabilmente saranno tempi tecnici burocratici, probabilmente non c’è stata da parte di qualcuno la dovuta attenzione. Ma penso che quando si ferisce tanto la democrazia di un territorio, bisognerebbe fare gli straordinari per evitare che quelle ferite possano ampliarsi ulteriormente».

«Nessun ballottaggio»

Il primo cittadino lametino, poi, prova a dipanare i dubbi legati al ballottaggio che il Consiglio di Stato aveva escluso con la sentenza del maggio scorso, ma che la Prefettura aveva invece previsto a febbraio. Un corto circuito istituzionale che non ha fatto altro che gettare ombre e alimentare la confusione sul Comune di Lamezia: «L’indizione dell’elezione è stata fatta in maniera chiara – spiega Paolo Mascaro – si era già precisato che non doveva esserci il ballottaggio perché il principio della conservazione degli atti amministrativi validi importava che qualora al ballottaggio fossero stati presenti gli stessi candidati in assenza di qualsivoglia contestazione sull’esito delle 78 sezioni nel ballottaggio, era ovvio e scontato che non potesse esserci». Insomma, pochi dubbi per Mascaro, che sottolinea infine con un po’ di amarezza: «Ciò che non è regolare è che io sia ancora in questa veste di sindaco sostanziale ma non formale. Ma d’altra parte io sono sei anni che sono il primo cittadino di questa città e sono a metà: tre anni da sindaco formale e tre da sindaco sostanziale».(redazione@corrierecal.it)

L’intervista:

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